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FUORIPAGINA
24/10/2011
  •   |   Xin Qiang
    La censura cinese salva aspiranti suicidi e controlla gli Indignados


    Sabato sera Su Wei aveva deciso di togliersi la vita nel suo appartamento nel quartiere pechinese di Chaoyang. Prima d'inghiottire un bel po' di pasticche, la modella e attrice ha postato sul suo weibo (microblog) una foto delle pillole con le quali voleva ammazzarsi e un messaggio indirizzato a Li Guowen, regista e suo attuale fidanzato che accusava di averla tradita.


    Ma non aveva fatto i conti con le migliaia  di agenti che 24 ore su 24, sette giorni su sette, 365 giorni all'anno passano al setaccio internet nella Repubblica popolare. I poliziotti – secondo il racconto del giornale Fazhi wanbao – hanno letto il disperato annuncio di Su, si sono precipitati a casa della ragazza e l'hanno trasportata subito in ospedale, dove i medici l'hanno salvata. Li, accorso al suo capezzale, ha giurato di non averla tradita. Tutto bene quel che finisce bene?

     

    Quello che è certo è che i censori della rete negli ultimi giorni hanno un bel daffare più che con le starlette con quella gigantesca classe media (centinaia di milioni di persone) in parte sensibile al richiamo della democrazia e sempre più presente sul web. China digital times ha appena scoperto una lunga lista di parole bloccate dal motore di ricerca di Sina, uno dei portali più grossi tra quelli che ospitano i weibo.

     

    Il meccanismo di controllo è piuttosto semplice: a essere filtrata è la combinazione tra gli ideogrammi 占领 (occupare) e una serie di città, regioni e aree simbolo come Zhongnanhai, la zona di Pechino dove risiedono i leader del Partito comunista, o Wangfujing, una delle strade più commerciali della capitale.
    E dire che fino a qualche giorno fa le prime pagine dei quotidiani e gli altri media cinesi davano ampio risalto alla proteste come “Occupy Wall street”, con i dimostranti, definiti “anticapitalisti” e i media statunitensi accusati di non dare sufficiente spazio alle manifestazioni. Poi la contestazione s'è fatta globale e ha iniziato a chiarire i propri bersagli: la corruzione, l'arroganza del potere, le diseguaglianze. A quel punto in Cina sono entrati in funzione i guardiani della rete.


I COMMENTI:
  • L'azione dei censori cinesi dimostra che dietro queste macchine oppressive ci sono persone che se poste in condizione di decidere sanno fare le cose giuste. Uno degli errori piu' grossi delle ideologie (tutte) e' di dimenticarsi questo elementare concetto, le persone hanno un cervello e per quanto bombardate dai media pro-contro, sopra e sotto prima o poi riesce ad emergere. Se poi sono in tanti, c'e' wall-street , tunisia etc. Qualcuno pensa che la protesta di wall-street sia anti-capitalista, qualcuno pensa il contrario La realta' e' che si vogliono sempre appioppare etichette, destra , sinistra, giallo e verde perche' cosi' e' piu' facile catalogare e sapere cosa dire se si e' di destra piuttosto che di sinistra. Nella protesta di wall-street c'e' di tutto, cosi' come probabilmente nelle proteste cinesi c'e' di tutto. Ci sono certi principi come i diritti umani, e la liberta' di parola la cui compressione risulta impossibile ormai per chiunque e qualunque governo senza differenza. I ragazzi che protestano in cina hanno certamnente qualche problema in piu', per esempio vivono in uno stato non democratico. Ma non sono molto diversi dai loro coetanei americani nelle aspettative di vita future.Merito delle grandi vie di comunicazione che i politici continuano a sottovalutare e a non capire. Il mondo e' cambiato per sempre e continuare a piangersi addosso perche' nessuno si ricorda Marx (l'economista che prima di tutto ha capito il capitalismo), e' profondamente improduttivo. Bisogna guardare avanti, come anche il buon Marx diceva nei suoi manoscritti economici. Non sappiamo quale saranno le priorita' umane nel futuro, i giovani che protestano in tutto il mondo ne hanno in mente alcune ed e' bene che la classe dirigente le ascolti, perche' non passera' molto tempo e questi giovani saranno la nuova classe dirigente. 25-10-2011 17:12 - Giuseppe
  • Perche’ continuate a ospitare queste stupidaggini anticomuniste ? Cosa dovremmo dedurne, ad esempio, che non e’ vero che il movimento americano e’ anticapitalista, ma che li’ come dappertutto si lotta contro “la corruzione” nello stesso modo qualunquista e postideologico?

    Rinsavite, siete ancora in tempo!

    Saluti

    Alberto 25-10-2011 14:33 - alberto
  • Se questo controllo si limitasse all'organizzare i soccorsi, come nel caso della attrice cinese, sarebbe una gran bella cosa: però, così fosse, chi è così sciocco da lasciare un messaggio? Lo Stato, da che mondo è mondo ha da sempre esercitato il controllo sui cittadini. Il problema quindi è "lo Stato". In UTOPIA lo Stato non ci sarebbe, ma quanti hanno il coraggio di credere in essa? Meditate gente. 25-10-2011 09:45 - Luciano Militello
  • Il punto è:solo in cina esistono i controllori di rete? In Europa, quindi anche i Italia, siamo sicuri di non essere controllati?
    Si dirà che attraverso la rete si sono organizzate proteste e rovesciati i poteri costituiti. Ma non potrebbe essere tutto controllato e gestito in modo da indurre i più a credere di essere liberi sulla rete? La dittatura cinese è coercitiva mentre quella occidentale è autocoercitiva, ovvero siamo noi stessi che, credndo di essere liberi, ci autolimitiamo.
    Esempio:manifestazione consentita degli indignatos; si è compreso che i black block sono organizzati da organi dello spionaggio dello stato al fine di indurre l'opinione pubblica a credere che i poliziotti hanno fatto bene ad intervenire? Al posto delle bombe degli anni di piombo ci sono i black block che si introducono nelle manifestazioni al fine di renderle inutili e pericolose.
    Certamente anche nooi siamo controllati, seppur in modo diverso. 25-10-2011 08:09 - Andrea Gelli
  • Forse per la prima volta, l' apparato repressivo cinese fa una bella figura. 24-10-2011 20:46 - bozo4
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    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
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  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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