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FUORIPAGINA
25/10/2011
  •   |   redazione
    Allarme contraffazioni occhio al cibo

    Si chiama "sounding Italy" ed è quel vasto mercato che all'estero sfrutta l'immagine italiana per vendere cibi che, però, con l'Italia hanno poco a che fare. Dal parmesao argentino, all'Asiago - ma del Wisconsin - alla Robiola - ma del Canada, il prosciutto Daniele. O ancora formaggi, paste, dolci fabbricati in altri paesi, magari proprio dai figli degli italiani emigrati tanti anni fa, e rivenduti come italiani grazie a una bandierina tricolore o un paesaggio toscano. Tutto bene, basta che se ne parli? In fondo significa che l'Italia è sempre leader nella gastronomia? "Neanche per idea, si tratta di un affare milionario, e se è vero che l'Italia non avrebbe modo di esportare così grandi quantità di alimenti, è anche vero che taglia le gambe a una potenziale esportazione", osserva Silvia Biasotto, responsabile Sicurezza alimentare del Movimento di difesa del Cittadino.

     

    Ed è proprio la sicurezza alimentare il tema del rapporto presentato stamattina dal Movimento insieme a Legambiente "Italia a Tavola 2011". La notizia buona è che non siamo più in un'epoca in cui bisognava temere di trovare la diossina nella mozzarella, o il metanolo nel vino. Ma è anche vero che le contraffazioni, invece, galoppano. E se non sono strettamente pericolose per la salute, rappresentano pur sempre un abbassamento della qualità del prodotto. D'altro canto, le norme a favore di una maggiore sicurezza alimentare sono aumentate negli ultimi anni, e l'attenzione delle associazioni, ma anche delle forze dell'ordine, nel nostro paese è alta. 

     

    Ultima in ordine di apparizione, il regolamento comunitario he ha messo un limite alla presenza di alchilesteri nell'olio extravergine di oliva. Gli alchilesteri sono sostanze utilizzate, tra le altre cose, per "deodorare" - nel senso di togliere l'odore - agli olii che sono stati fabbricati con olive stoccate male, e che quindi non erano totalmente integre. Ora il limite è di 75 grammi per litro. "Basti considerare - dice ancora Biasotto - che in un olio che abbiamo comprato qualche tempo fa per fare una dimostrazione in un convegno ce ne erano 1000 per litro!". Ora, aldilà degli alchisteri, la contraffazione che riguarda soprattutto cibi di qualità - i cibi che espongono marchi di origine come Dop o Ipg - i prodotti artigianali, o tipici, come alcuni vini, assicura milioni ai truffatori e droga l'economia, però è difficile incontrarli nei supermercati. E' facilissimo, invece, beccarli sule bancarelle, oppure nei nuovi canali d'acquisto come l'on line. Bisogna, dunque, stare attenti.

     

    Basti pensare alla quantità di merce sequestrata come contraffatta dal Comando carabinieri Politiche agricole e alimentari. 9 mila i litri d'olio "deodorato" sequestrati quest'anno.  E oltre 2 mila i pomodori pelati falsamente indicati come Dop o biologici.

     

    Ma quanto incide la crisi? I truffatori sono spinti a buttare sul mercato merce contraffatta perché così possono contenere il prezzo? "Probabilmente sì - dice Silvia Biasotto - ma sono i consumatori a dover capire come afre la spesa, a cosa dare priorità. Non ha senso acquistare un olio extravergine di oliva che costa due euro in meno, se poi compriamo insalata già lavata in busta, o i salumi invece che al banco già confezionati, oppure pesce sfilettato. Così pensiamo di risparmiare tempo, ma spendiamo di più e alla fine 'cediamo' su prodotti che invece per essere di qualità devono avere un certo prezzo".

     

    E se qualcuno subodora una truffa in qualche negozio? Cosa fare? Esiste il numero verde anticontraffazione 800.020.320, ma potete postare segnalazioni anche alla mail ccpacdo@carabinieri.it

     

     


I COMMENTI:
  • tra qualche decina d'anni dovremmo sfamare 10 mld di pp e tra un centinaio + di 20 mld, quindi dobbiamo entrare nell'ottica che il cibo è carburante x il corpo, l'unica cosa che possiamo pretendere è che non ci faccia del male fisico, x quanto riguarda il palato possiamo (a meno di scoperte scentifiche straorddinarie) dimenticarcene, del resto il "buon" cibo è un bisogno falso e di recente nascita, serve dell'utile cibo e x tutti a prescindere da dove arriva. wtf parmigiano .) 26-10-2011 11:54 - to late
  • Recita un vecchio proverbio: "che colpa ha il gatto se il padrone è scemo !"
    Mac Donald's se lo conosci lo eviti.
    Poichè trattasi di cibo, non è insensato chiedere a ciascuno di noi una maggiore vigilanza.
    Tuttavia nella fretta del quotidiano e nel menefreghismo dei nostri tempi, l'apparire vale più dell'essere. E allora vai con l'olio extravergine di oliva a Euro 1,99.
    Tanto è sempre olio extravergine di oliva. C'è scritto. !!! 26-10-2011 10:32 - Ulivo
  • I primi smerdatori di cibo in Italia è stata la catena alimentare della Mc Donald's,che ci ha proposto cibi speciali trattati chimicamente.
    Mac Donald's è nata nell'Illinois a Chicago!
    Il suo primo "ristorante" era una mensa per lavoratori emigrati delle grandi fabbriche dello stato.
    Concepita come una mensa,dove si mangia in fretta e si lascia il tavolo a più persone.Questo tipo di distribuzione alimentare fu subito presa ad esempio dallo stato amerikano, che la propose per tutto il suo popolo operoso che lavorava e viveva per le strade.
    Da Mac Donald's non solo ci mangi,ma ti ci lavi e ci vai al bagno,come in una stazione ferroviaria o in un aeroporto!
    Questo stile di vita non è frutto di una scelta di consumo,ma diventa in una società di consumatori una necessità.
    tutti di corsa a comperare merci e ci si dimentica il sapore di queste.
    Chi si ricorda come era un pollo ruspante?
    Scommetto che tra i giovani al di sotto dei trenta hanni nessuno conosce la trippa,la pajata,la coda e il cuore di una vacca.Se la conosce non saprebbe cucinarla.
    Al mercato osservo i giovani quando consumano cibo!
    Nessuno bada alla qualità.
    Cibi precotti da inserire nel microonde o liofilizzati da diluire nell'acqua.
    I sughi già fatti sono più venduti dei pelati e dei pomodori.
    In cucina si spendono al massino 60 minuti a famiglia!
    Esiste gente che mangia per lo più fuori.
    Così questo stile di vita ha distrutto le papille gustative del nostro popolo.
    solo alcuni buongustai, che sono anche ricchissimi, riconoscono un vino fatto con l'uva da un vino sofisticato!
    Qualcuno si affida alla marca e crede di comperare genuino solo perche c'è la marca.
    Mac Donald's è la marca più sporca che si conosca.Ci sono video in You Tube che testimoniano quanto sia sofisticato il cibo della catena..
    Eppure il nostro paese era il primo paese al mondo per il mangiare.
    Come ha fatto un manipolo di delinguenti a ridurci così in basso?
    Questa è una domanda che rivolgo ai capiscioni intellettualoni! 26-10-2011 07:25 - maurizio mariani
  • La società capitalista e consumista in cui viviamo, è composta per lo più da individui che venderebbero la propria madre per fare soldi e non penso di esagerare affermando ciò ………..
    La contraffazione dei cibi per tali individui rientra nella normale, per loro, logica del mercato delle merci e del tornaconto, assieme alla contraffazione di qualsiasi altra cosa possa essere contraffatta, idee comprese ……….
    Gli individui che mercificano le persone, non fanno distinzioni tra un cibo genuino ed uno contraffatto, quando quel cibo non viene ingerito da loro stessi …….... 25-10-2011 22:15 - Merce umana
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