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FUORIPAGINA
27/10/2011
  •   |   Francesco Piccioni
    Il lavoro dipendente nel mirino

    Sembrava d'esser tornati ai tempi del cardinale Richelieu, con segreti messaggeri che percorrono l'Europa portando nel giustacuore una lettera ancor più misteriosa. Dei contenuti reali di questa missiva - che ieri a pranzo Gianni Letta correva a «rettificare» qui e là - non si riusciva a sapere molto.
    Ma siamo in realtà nell'era della Rete. E non appena gli staff dei capi di governo dei paesi non-euro sono usciti dalla prima riunione - intorno alle 19 - se n'è cominciato a sapere qualcosa di più. E a capire che non era cambiato l'orizzonte «filosofico» sacconiano dell'attuale governo: la crisi debbono pagarla quei «fessi» che lavorano tutta la vita, in qualsiasi regime contrattuale l'abbiano fatto. E basta.
    La volontà persecutoria del lavoro dipendente esce fuori chiaramente dalle uniche «voci» che non erano comprese nelle bozze precedenti. Elenchiamo dunque le misure principali.
    Libertà di licenziamento «per motivi economici». «Entro maggio 2012» il governo varerà una legge per cui ai dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato sarà dovuto solo un risarcimento monetario (neppure quantificato in mesi di stipendio), ma non più il diritto al reintegro sul posto di lavoro tramite ricorso al giudice. Nella normativa attuale siste già questa possibilità, ma come licenziamenti collettivi in seguito a dichiarazione di uno «stato di crisi», verificato e certificato dalle istituzioni pubbliche. In assenza di dettagli, quindi, si è costretti a immaginere che questi «motivi economici» saranno sostanzialmente «autocertificati» dai datori di lavoro, e usati per colpire singoli dipendenti, magari «scomodi» per ragioni sindacali.
    Dal lato opposto si parla di realizzare una «stretta» sull'abuso dei contratti atipici, in modo da favorire l'assunzione stabile dei più giovani. Idem per l'apprendistato e l'incentivazione del lavoro femminile. In pratica si realizza un doppio tritacarne: maggiore «flessibilità in uscita» (tradotto: licenziamenti) e un pizzico di minore flessibilità «in entrata». Il controllo della «docilità» del singolo lavoratore verrà fuori comunque da un numero di anni trascorsi tra contratti precari, apprendistato o salario d'ingresso.
    In secondo luogo, viene confermato il blocco del turnover dei dipendenti pubblici (ormai decennale), aggravato dalla volontà di «mettere in mobilità» 300.000 statali e parastatali. Il meccanismo è caro al ministro Brunetta: i dipendenti pubblici «in eccesso» in alcune situazioni verranno trasferiti d'ufficio ad altra sede o incarico, anche fuori dal comune di residenza. Avranno due anni di tempo per accettare la destinazione, dopo di che verranno licenziati.
    Terzo nodo feroce: l'età pensionabile («vecchiaia») sarà elevata a 67 anni da qui al 2026, sia per gli uomini che per le donne. Per le lavoratrici del settore privato inizia già a gennaio il progressivo aumento dagli attuali 60 anni ai 65, per arrivare infine alla nuova soglia.
    Abbiamo dunque un combinato disposto piuttosto evidente. I lavoratori vedranno allontanarsi sempre di più l'età del ritiro in pensione, mentre le aziende vengono rese di fatto libere di mandarli via quando vogliono. Specie per le mansioni meno qualificate e più logoranti, è facile prevedere che verranno messi fuori scaglioni interi di ultracinquantenni, sostituibili con giovani senza garanzie, salari bassi e sindacalizzazione vietata (alcuni licenziamenti «selettivi» saranno più che istruttivi).
    La «filosofia» imprenditoriale di questo governo è dunque singolarmente retrograda: eliminare le difese del lavoratore risulta l'unica «politica di sviluppo» che riesca a pensare. Oltre tutto, si tratta di decisioni «facili» da prendere per decreto, ma di difficile - se non impossbile - quantificazione economica. Quanto «sviluppo» produce un licenziamento?
    Il resto è ordinario saccheggio del patrimonio pubblico. Le dismissioni dovrebbero essere varate gia a fine novembre, e produrre almeno 5 miliardi l'anno per tre anni. Ulteriore «ristrutturazione» di scuole e università, con chiusure selettive e aumento delle rette a discrezione locale. Un «piano straordinario per il Sud» che si riduce a utilizzare i fondi strutturali europei senza aggiungervi la quota italiana. La «privatizzazione dei servizi pubblici locali» (ma «non l'acqua... dicono).
    Il tutto in un profluvio di chiacchiere senza numeri su liberalizzazioni degli ordini professionali (la «tariffa minima» diventa un «punto di riferimento derogabile»), «zone a burocrazia zero», riduzione della «litigiosità» nella giustizia civile, ecc. Naturalmente fioccano le promesse sulla riduzione del numero dei parlamentari e l'abolizione delle province. E, in un angolo una pericolosissima «riforma costituzionale» per «rafforzare il ruolo dell'esecutivo e della maggioranza». Somiglia a un golpe, è disegnato come un golpe. Forse andrebbe chiamato così...


I COMMENTI:
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  • quello che l'attuale governo sta tentando di fare è un golpe alla democrazia del popolo italiano,gli attuali parlamentari tutti compresi i senatori che senzati non sono conoscono una sola parola "affari" ma solo x le loro tasche ,mandando x stracci l'80 x cento degli italiani,se non addirittura una scontro sociale,con tutti i risvolti che possono accadere con una situazione cosifatta. 28-10-2011 18:02 - raffaele
  • Finalmente!!Nicola Porro ha confessato, per scrivere boiate viene pagato un cifra. Lui si e' fatto furbo!!Tant'e' vero che cambio subito canale. 28-10-2011 14:06 - Giuseppe
  • Perché la parola "sinistra" abbia di nuovo senso in Europa : 1. per la massa dei
    lavoratori immigrati clandestini ricattabili espulsione totale, graduale e senza
    sanatorie 2. Stipendio di cittadinanza universale di circa 1000 euro al mese, da
    finanziarsi anche tassando i benestanti 3. Il costo del lavoro quintuplica,
    milioni di ditte/company/corporation, spuntate come funghi all' ombra di
    Tatcher/Reagan e che ora sopravvivono di amorevole assistenzialismo statale
    neoliberista nonché opprimendo lavoratori e consumatori, in alcuni casi senza
    produrre beni/servizi seriamente utili, dovranno scegliere fra evolversi e
    fallire per mancanza di lavoratori sfruttabili.

    A queste condizioni l' Europa torna ad essere un santuario di democrazia
    concreta, e quindi un aiuto vero per l' Africa del cambiamento. 28-10-2011 10:57 - bozo4
  • Magari questa volta il capitalismo crolla... 28-10-2011 09:19 - Cisco
  • @xuphe
    Per scrivere le boiate che tu scrivi qui gratis a me al Giornale mi pagano una cifra. Se proprio ci tieni a farti dare del pirla, almeno fatti pagare. Fatti furbo... 27-10-2011 23:02 - Nicola Porro
  • Basta! Andiamo in massa a Roma, operai, disoccupati, stranieri, casalinghe, impiegati, artigiani, commesse e chi più ne ha... e riprendiamoci quello che è nostro! Niente black block, ma se occorre violenza contro il Palazzo e non contro le case e i negozi dei civili... 27-10-2011 19:35 - Sara Stones
  • Ogni mattina, un neutrino si sveglia e sa che dovrà correre più veloce della luce.
    Ogni mattina, la luce si sveglia e sa che dovrà arrivare al Gran Sasso prima del neutrino.
    Ogni mattina, non importa che tu sia neutrino o luce, ti toccherà ascoltare le minchiate della Gelmini, che si è laureata a 732 km da casa e non riesce ad uscire dal tunnel…

    MESSAGGIO PER TUTTI GLI ITALIANI ONESTI:

    IL MINISTRO DELL’ECONOMIA GIULIO TREMONTI CHIEDE DI AUMENTARE L'ETÀ DELLE PENSIONI PERCHÉ IN EUROPA TUTTI LO FANNO.

    NOI CHIEDIAMO, INVECE, DI ARRESTARE TUTTI I POLITICI CORROTTI PERCHÉ IN EUROPA TUTTI LO FANNO,

    E DI DIMEZZARE GLI STIPENDI E I PRIVILEGI A PARLAMENTARI E SENATORI, PERCHÉ IN EUROPA NESSUNO GUADAGNA COME LORO.

    STESSE CONDIZIONI E DIRITTI DEI LAVORATORI EUROPEI e di ADEGUARE IL NUMERO DEI PARLAMENTARI PERCHè SOLO L'ITALIA NE HA COSì TANTI!!!

    @xuphe
    ma non hai capito che così la pensione rischiamo di non prenderla proprio perchè crepiamo prima!!??!!

    Riguardo ai licenziamenti: o sei ingenuo o sei un'imprenditore a cui fa comodo questa legge!! Non basta essere un buon lavoratore/schiavo per non essere licenziato!! 27-10-2011 19:24 - Valeria
  • Bravo, Xuphe: così la risposta alla crisi sarebbe quella di accettare condizioni lavorative peggiori. Le pensioni (alla faccia dei giovani che non trovano lavoro anche per l'assenza di turn over).
    E poi che altro?
    Stipendi più bassi, più "flessibilità", meno diritti...
    Se fosse necessario per reggere la concorrenza della Cina o di chissà chi, Xuphe, ce li manderesti i bambini a lavorare in miniera? Immagino di si...
    In pratica ci stai proponendo un bel salto all'indietro.
    Al secolo XIX. 27-10-2011 18:54 - Galaverna
  • Caspita, in solo 10 righe si passa dalla riforma delle pensioni ad un Golpe... e io credevo che si parlasse di stipendi ed economia.

    Volevo solo ricordare a tutti due cose: 1) alzare l'età pensionabile è necessario (tutti gli altri paesi europei/civili lo hanno già fatto) perchè non si può pretendere di lavorare 35 anni e viverne altrettanti di pensione, ormai è un'utopia!!! 2) riguardo ai licenziamenti: perchè un datore di lavoro dovrebbe licenziare un bravo dipendente? Perchè dovrebbe lasciarlo a casa se si impegna, lavora bene e si merita lo stipendio che prende? L'impossibilità di licenziare porta a due catastrofiche conseguenze: nessuno assume più perchè un imprenditore ci pensa due volte prima di legarsi a vita ad un dipendente e non è uno stimolo a lavorare bene, rischiando di finire come le Pubblica Amministrazione dove migliaia di lavoratori inutili sovrappongono poteri e competenze creando inefficienza e disservizi.

    La sinistra è così: gli togli il lavoro e si lamenta, glielo dai.... e si lamenta comunque!!!
    Sveglia ragazzi, dobbiamo darci da fare e lavorare altrimenti Cina, India, Brasile, Russia Paesi Arabi ci sbranano vivi!
    Altro che golpe e complotti sionisti!! 27-10-2011 17:35 - xuphe
  • tornando al tempo di Maria Antonietta il popolo protestava dicendo di non avere più pane e lei rispondeva di mangiare delle brioches.Siamo sulla stessa via.Ho letto su repubblica del 30 agosto che nei pressi di Castelgandolfo esiste una tenuta agricola che produce quasi esclusivamente per la tavola privata del papa.Mi sembra giusto, in Africa ed in altri paesi del mondo si muore di fame ed è bene dare il buon esempio. Qui considerano ricco chi prende una pensione lorda di 2500 euro e gli bloccano i già miseri aumenti legati all'inflazione.Qui spendono milioni per la guerra in Afganistan che produce solamente morti e feriti.qui non pensano neppure a tassare barche che sembrano transatlantici.Qui non pensano neppure a tassare auto che costano oltre i trentamila euro.Qui non pensano nappure a far pagarel'ICI alla chiesa.Potrei elencare provvedimenti da prendere a non finire. E' una vergogna. La sinistra inesistente si è messa a novanta gradi e gli altri imperversano. Veltroni non aveva promesso di andare in Africa e togliersi dai...e gli altri cosa dicono, sempre la solita solfa che il B. deve andarsene e quello non ci pensa nemmeno.Non è che finiremo con una ghigliottina in ogni piazza d'Italia? Cordiali saluti 27-10-2011 16:59 - alberto
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    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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