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Andrea Voglino
Fumetti che fanno Storia. "Gang Bang" a Lucca Comics
L'appuntamento con la storia è fissato oggi a Lucca Comics and Games. La storia a fumetti, s'intende. Perché è nella città che ospita la più blasonata fra le manifestazioni dedicate alla nona arte che il manifesto ed Edizioni BD presenteranno Gang Bang, volume nato per chiudere in bellezza le celebrazioni per questo storico compleanno del giornale. 10 storie inedite a fumetti per 40 anni raccontati pericolosamente, recita il sottotitolo del libro. Una formula al passo con i tempi, visto lo stato di crisi in cui versa il quotidiano. Ma anche un motto per provare a scrollarsi di dosso gli acciacchi dell'età e della crisi, e guardare al futuro con uno sguardo battagliero.
Non sono tutti sogni comodi quelli racchiusi fra le pagine del volume, in anteprima presso lo stand di Edizioni BD in vista dell'uscita ufficiale in edicola e libreria di dicembre. Perché sì, la magia del fumetto è riuscita a riportare in vita grandi firme del giornale come Luigi Pintor, «maschere» indimenticabili come Mario Brega o band di culto come i Nirvana, risuscitati per l'occasione da Tito Faraci e Walter Venturi. Ma neanche maestri del fumetto come quelli che hanno preso parte all'impresa avrebbero potuto riuscire a stravolgere le leggi della cronaca per sciogliere gli intrecci drammatici del quarantennio 1971-2011 a suon di happy ending.
Così, il clima dei racconti completi che costituiscono l'ossatura del libro rispecchia quello aspro e appassionante di fatti che hanno segnato la memoria collettiva. Il ritiro americano dal Vietnam, evocato da Stefano Casini in Hasta la victoria. Il '77 dell'omicidio Lorusso, disegnato sanpietrino per sanpietrino da Sergio Ponchione che cita esplicitamente maestri come Bonvi, Magnus o Scòzzari. E ancora, l'epico match del 1974 fra Muhammad Ali e George Foreman, riletto in chiave di bildungsroman da Michele Petrucci. O l'inferno nucleare di Chernobyl visto dagli occhi ragazzini di Matteo Casali e Giuseppe Camuncoli. Senza dimenticare il sorriso ambiguo del duo Diego Cajelli-Andrea Mutti, impegnati in un raffinato delirio cospirazionista in cui convivono il pulp di Ira Levin e il pop di Carlo Vanzina. O lo sberleffo di un Roberto Recchioni che smessi per una volta i panni di «action hero» del fumetto, sconfina in terra padana con un'operina satirica sul pericolo giallo. Last but not least, la coppia Ferracuti-Cicarè con una nuova, amarissima avventura del super-eroe migrante Angelo Nero, e un insospettabile Luca Enoch in una storia al femminile diversa da quelle realizzate su testate come Sprayliz o Lilith che lascerà di sasso chi lo considera un autore comodo.
Ottimi spunti, insomma, per un libro pensato per superare (a sinistra?) comic journalism e/o romanzo grafico puntando a un linguaggio che aggiorna ai nostri tempi la formula già collaudata da grandi del fumetto di realtà come Mino Milani, Sergio Toppi, Hugo Pratt, Attilio Micheluzzi e così via. A dirci se abbiamo centrato il bersaglio saranno coloro che hanno seguito la gestazione di Gang Bang per nove lunghi mesi, e che ci raggiungeranno a Lucca per una conferenza stampa che ci auguriamo stimolante e partecipata.
- E' un vero onore per quelli del "Manifesto" essere presenti a Lucca, una delle più longeve manifestazioni italiane dedicate ai fumetti. Risale addirittura al 1966 ed allora si chiamava "Salone Internazionale dei Comics". Io ci sono andato nel lontano 1984, quando non esistevano ancora i computer e gli organizzatori hanno fatto un casino con le prenotazioni degli alberghi, e mi hanno scaraventato in quel di Altopascio. Comunque mi sono divertito lo stesso. A quel tempo esisteva anche un'altra importante manifestazione dedicata ai fumetti che rivaleggiva con Lucca, e che si svolgeva a Treviso, nel Veneto. TrevisoComics era nata nel 1975 ed era maggiormente spostata a sinistra dal punto di vista tematico. Ma poi negli anni novanta a Treviso arrivò i sindaco leghista Gentilini (quello che segava le panchine) e decretò che i fumetti erano tutte stupidaggini ("monade" in veneto) e fece chiudere Treviso Comics. In realtà gli davano fastidio i fumetti politici e culturali perchè non li capiva. Questo perchè era solo un buzzurro rozzo ed ignorante come tanti esponenti della Lega Nord.. Speriamo solo che a Lucca la Lega Nord non arrivi MAI. 30-10-2011 08:24 - gianni
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