sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
30/10/2011
  •   |   redazione
    Il presidente ci scrive: "I tagli all'editoria contro il pluralismo"

    "Condivido le vostre preoccupazioni per i rischi" che potrebbero derivare dai tagli lineari ai fondi per l'Editoria in termini di "mortificazione del pluralismo dell'informazione. E non mancherò di manifestare il mio punto di vista al governo".

    E' uno dei passaggi chiave della lettera che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto pervenire oggi ai firmatari dell'appello contro i tagli al fondo per l'editoria pubblicato proprio stamane sul manifesto e su altri giornali che rischiano di chiudere. Una risposta più che tempestiva, che dimostra non soltanto quanto il presidente abbia a cuore la pluralità dell'informazione in questo paese, ma anche che l'allarme lanciato dalle testate cooperative, no profit e di partito è davvero serio. Stiamo per assistere alla chiusura di tutte quelle realtà editoriali che non hanno la possibilità di spartirsi equamente la torta del mercato pubblicitario, e che sono costrette a fare riferimento a un finanziamento pubblico per poter dare stabilità ai propri conti.

    Il fondo per l'editoria, come ha colto il presidente, non fa che dare seguito al dettato costiuzionale che all'articolo 21 garantisce la pluralità dell'informazione. Negli anni questa consapevolezza nel paese si è affievolita e ha fatto invece proseliti la "vulgata" secondo cui chi usa un finanziamento pubblico entra a far parte della vasta schiera dei "parassiti", senza comprendere o volutamente tralasciando che il mercato pubblicitario non si orienta solo sulle copie vendute. E che, comunque, se dovessimo lasciare in mano al mecato la sopravvivenza della stampa ne verrebbe seriamente compromessa la sua libertà.

    Ovviamente i firmatari dell'appello, sessantaquattro direttori, sottolineano di avere ben presente la crisi che attraversa il paese e di voler procedere ai necessari risparmi. Ma rivendicano di essere stati i primi a chiedere di fare piazza pulita di tutte quelle iniziative editoriali fasulle che succhiano soldi pubblici togliendoli alle testate vere, oltre che inquinare l'intera filiera.

    Una osservazione che il presidente ha gradito, come scrive nella sua lettera: "Ho trovato altamente apprezabile la sensibilità per l'urgenza di un'opera di bonifica in questo settore" oltre che per la disponibilità "a proporre ulteriori criteri per consentire da un lato risparmi e dall'altro una più rigorosa selezione nell'accesso alle risorse". "Credo che quanto più darete seguito a questi vostri intendimenti - scrive ancora il presidente - tanto più ne guadagnerà in efficacia la sollecitazione, che faccio mia, per una ri onsiderazione delle decisioni del governo".

     

     

    LEGGI LA LETTERA

     


I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
  • Chiaro esempio di come sperperare denaro pubblico. Non si possono distribuire fondi pubblici a pioggia in nome di un'ipocrita e "mafiosa" libertà di informazione o fantomatico pluralismo! È come il finanziamento ai partiti. Soldi e soldi per nulla. Poi creiamo ricchi latitanti di fronte ai quali manifestiamo tutta la nostra "bigotta indignazione"! Il merito, la capacità di attrarre interesse, la tiratura, per primi, poi il finanziamento pubblico. 01-11-2011 09:36 - Claus2999
  • Non mi sembra una posizione facile e difendibile quella del "il manifesto".
    1) Si e' in compagnia di acqua non sporca, ma estremamente putrida e il bambino e' in coma quasi morto.
    2) Ci si rivolge ai soldi pubblici, e lo si fa parlando di "liberta' di stampa" e diritto ad esistere, come pluralismo e possibilita' di dire cose diverse. E' giusto questo, ma e' proprio questo ragionamento che permette ad altri giornali di esistere, giornali non porprio garanti di liberta'.
    3) A volte bisogna saper apprezzare la sfida che il momento propone, fior fior di giornali esteri hanno raccolto la sfida, e si sono rinnovati, senza aiuto di nessuno.
    3) Mi sembra veramente anacronistico, dover rimborsare 200 lettori delle isole per il mancato recapito del giornale, per colpa di un sistema di distribuzione stesso ridotto al ridicolo. Fate prima a farvelo stampare (il giornale) da qualche sede Sarda o Sicula, inviando il PDF.

    Ultimo (questa e' una nota veramente a margine): sul giornale si accetta di vedere pubblicita' di ogni tipo, da compagnie petrolifere a motoscafi di riferimento, da compagnie telefoniche truffaldine a film di serie C, come quello di Sorrentino (presente ossessivamente su ogni pagina) ossia robaccia che e' utile solo all'ego dell'autore. Di per se questo grida gia' risarcimento a favore dei lettori, veramente messi a dura prova dal proprio giornale di ....riferimento 01-11-2011 09:15 - Antonio (liberi di stampare)
  • La questione credo sia semplice : è pensare che anche l'informazione debba trasformarsi in merce ( come ogni cosa ormai ) e sottostare alle regole del Sig. Mercato ; oppure , come io credo , battersi perchè ciò non avvenga .
    IL Manifesto non è che abbia avuto pochi lettori per la qualità dei contenuti ( l'autocritica non manca di certo a questo quotidiano ) . Ma semplicemente perchè l'italiano medio preferisce il gossip e il populismo . Molti altri quotidiani ( anche giovanissimi.. ) hanno avuto successo perché hanno puntato su gossip e populismo .
    Io sono comunista e per me l'informazione e la cultura devono essere un diritto . Ma se , come crede qualcuno , devono essere una merce , allora non ci sarà nemmeno più informazione e cultura , ma solo gossip , populismo e libero mercato . Oppure ( mi rivolgo ovviamente a quei lettori , forse influenzati dal populismo grillino , che criticano il contributo pubblico ) volete che il Manifesto , per contare solo sui propri abbonati , si trasformi in Novella2000 come tutti gli altri quotidiani ? 01-11-2011 00:14 - tania
  • Un giornale che si autodefinisce "comunista" ed alternativo chiede di essere tutelato economicamente per legge dallo stato borghese e da un governo, che a parole chiede di contastare...non vi sembra un po' strano? Piuttosto, come mai nessuno si chiede perche'le vendite e le sotoscrizioni non sono sufficienti a garantire al giornale l'autofinanziamento? 31-10-2011 21:58 - alex1
  • domanda: perche' un governo fatto da piduisti, fascisti e leghisti dovrebbe finanziare IL MANIFESTO?
    cordialmente 31-10-2011 17:21 - luca943
  • non finirà mai di stupirmi che c'è ancora gente che ritiene utile la categoria del "qualunquismo"... ma quanto siete vetero! 31-10-2011 16:08 - Alessandro comunista
  • Se garantire il pluralismo dell'informazione vuol dire finanziare con i soldi pubblici anche il nuovo giornale di Scilipoti a decine di altre merde simili che escono con due o tre numeri all'anno e si beccano fior di quattrini, allora qualche dubbio comincia ad assalirmi. Badate bene, non ho nulla contro "La Padania", e nemmeno contro " Il Secolo d'Italia". Quelli sono giornali che hanno ancora un grande seguito ed una grossa base di lettori. Ma poi penso ad una testata gloriosa come "L'Avanti" che grazie a Berlusconi è finita fra le mani di quel farabutto di Lavitola. Anche lui si prende fior di finanziamenti pubblici che provengono dalle nostre tasse. Come pure il Scilipoti che mi fa solo cagare e vomitare. Bisognerebbe trovare il modo di separare il grano dalla pula,e finirala con codesta situazione ignobile, mostruosa e degradante. Altrimenti mi dispiace dirlo, ma sarebbe meglio chiudere. 31-10-2011 15:54 - gianni
  • Guarda caso sono sempre gli stessi nick che ci tengono a specificare di essere "comunisti" quelli che danno addosso al giornale e fanno i commenti più qualunquisti. 31-10-2011 13:28 - Stefano
  • Ancora una volta, NON sono d' accordo!

    Perchè questi giornali a rischio chiusura non riescono a vendere un numero di copie sufficienti a sopravvivere?

    Perchè pochi inserzionisti sono disposti a pagare x fare pubblicità su questi giornali?

    I contributi, gli aiuti statali, ecc. sono distorsivi del mercato: non a caso proliferano un numero alto di testate il cui unico scopo è quello di "succhiare" soldi allo stato, come voi stessi riconoscete...

    Non volete ruberie e furberie varie? Un bel modo sarebbe quello di azzerare certe prebende: non essendoci più nulla da rubare, NESSUNO ruberebbe!!! 31-10-2011 11:51 - Fabio Vivian
  • é la dimostrazione che anche voi vi siete allineati ai borghesi quotidiani di regime. L'informazione é morta, e la critica é morta e siccome i morti non resuscitano, cari signori, prendete atto che non siete l'eccezione. Un po di dignita cari signori... i soldi non vi faranno resuscitare. é molto che nell'aria si vive questo"lutto". La forza e l'amore per la verita e la vita troveranno altri "mass" media. 31-10-2011 09:53 - basta!
I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI