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redazione
Il presidente ci scrive: "I tagli all'editoria contro il pluralismo"
"Condivido le vostre preoccupazioni per i rischi" che potrebbero derivare dai tagli lineari ai fondi per l'Editoria in termini di "mortificazione del pluralismo dell'informazione. E non mancherò di manifestare il mio punto di vista al governo".
E' uno dei passaggi chiave della lettera che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto pervenire oggi ai firmatari dell'appello contro i tagli al fondo per l'editoria pubblicato proprio stamane sul manifesto e su altri giornali che rischiano di chiudere. Una risposta più che tempestiva, che dimostra non soltanto quanto il presidente abbia a cuore la pluralità dell'informazione in questo paese, ma anche che l'allarme lanciato dalle testate cooperative, no profit e di partito è davvero serio. Stiamo per assistere alla chiusura di tutte quelle realtà editoriali che non hanno la possibilità di spartirsi equamente la torta del mercato pubblicitario, e che sono costrette a fare riferimento a un finanziamento pubblico per poter dare stabilità ai propri conti.
Il fondo per l'editoria, come ha colto il presidente, non fa che dare seguito al dettato costiuzionale che all'articolo 21 garantisce la pluralità dell'informazione. Negli anni questa consapevolezza nel paese si è affievolita e ha fatto invece proseliti la "vulgata" secondo cui chi usa un finanziamento pubblico entra a far parte della vasta schiera dei "parassiti", senza comprendere o volutamente tralasciando che il mercato pubblicitario non si orienta solo sulle copie vendute. E che, comunque, se dovessimo lasciare in mano al mecato la sopravvivenza della stampa ne verrebbe seriamente compromessa la sua libertà.
Ovviamente i firmatari dell'appello, sessantaquattro direttori, sottolineano di avere ben presente la crisi che attraversa il paese e di voler procedere ai necessari risparmi. Ma rivendicano di essere stati i primi a chiedere di fare piazza pulita di tutte quelle iniziative editoriali fasulle che succhiano soldi pubblici togliendoli alle testate vere, oltre che inquinare l'intera filiera.
Una osservazione che il presidente ha gradito, come scrive nella sua lettera: "Ho trovato altamente apprezabile la sensibilità per l'urgenza di un'opera di bonifica in questo settore" oltre che per la disponibilità "a proporre ulteriori criteri per consentire da un lato risparmi e dall'altro una più rigorosa selezione nell'accesso alle risorse". "Credo che quanto più darete seguito a questi vostri intendimenti - scrive ancora il presidente - tanto più ne guadagnerà in efficacia la sollecitazione, che faccio mia, per una ri onsiderazione delle decisioni del governo".
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1) Si e' in compagnia di acqua non sporca, ma estremamente putrida e il bambino e' in coma quasi morto.
2) Ci si rivolge ai soldi pubblici, e lo si fa parlando di "liberta' di stampa" e diritto ad esistere, come pluralismo e possibilita' di dire cose diverse. E' giusto questo, ma e' proprio questo ragionamento che permette ad altri giornali di esistere, giornali non porprio garanti di liberta'.
3) A volte bisogna saper apprezzare la sfida che il momento propone, fior fior di giornali esteri hanno raccolto la sfida, e si sono rinnovati, senza aiuto di nessuno.
3) Mi sembra veramente anacronistico, dover rimborsare 200 lettori delle isole per il mancato recapito del giornale, per colpa di un sistema di distribuzione stesso ridotto al ridicolo. Fate prima a farvelo stampare (il giornale) da qualche sede Sarda o Sicula, inviando il PDF.
Ultimo (questa e' una nota veramente a margine): sul giornale si accetta di vedere pubblicita' di ogni tipo, da compagnie petrolifere a motoscafi di riferimento, da compagnie telefoniche truffaldine a film di serie C, come quello di Sorrentino (presente ossessivamente su ogni pagina) ossia robaccia che e' utile solo all'ego dell'autore. Di per se questo grida gia' risarcimento a favore dei lettori, veramente messi a dura prova dal proprio giornale di ....riferimento 01-11-2011 09:15 - Antonio (liberi di stampare)
IL Manifesto non è che abbia avuto pochi lettori per la qualità dei contenuti ( l'autocritica non manca di certo a questo quotidiano ) . Ma semplicemente perchè l'italiano medio preferisce il gossip e il populismo . Molti altri quotidiani ( anche giovanissimi.. ) hanno avuto successo perché hanno puntato su gossip e populismo .
Io sono comunista e per me l'informazione e la cultura devono essere un diritto . Ma se , come crede qualcuno , devono essere una merce , allora non ci sarà nemmeno più informazione e cultura , ma solo gossip , populismo e libero mercato . Oppure ( mi rivolgo ovviamente a quei lettori , forse influenzati dal populismo grillino , che criticano il contributo pubblico ) volete che il Manifesto , per contare solo sui propri abbonati , si trasformi in Novella2000 come tutti gli altri quotidiani ? 01-11-2011 00:14 - tania
cordialmente 31-10-2011 17:21 - luca943
Perchè questi giornali a rischio chiusura non riescono a vendere un numero di copie sufficienti a sopravvivere?
Perchè pochi inserzionisti sono disposti a pagare x fare pubblicità su questi giornali?
I contributi, gli aiuti statali, ecc. sono distorsivi del mercato: non a caso proliferano un numero alto di testate il cui unico scopo è quello di "succhiare" soldi allo stato, come voi stessi riconoscete...
Non volete ruberie e furberie varie? Un bel modo sarebbe quello di azzerare certe prebende: non essendoci più nulla da rubare, NESSUNO ruberebbe!!! 31-10-2011 11:51 - Fabio Vivian