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Joseph Halevi
Fondo salva stati e l'infezione si allarga sempre più
In questi giorni si affastellano temi che fanno emergere la precarietà delle fondamenta di ciò che, in maniera volutamente ambigua, i francesi chiamano da ben vent'anni, la construction européenne. Già nel 1999 Alain Parguez aveva dimostrato come l'Unione Monetaria Europea si fondasse su un sistema ben più rigido del vecchio regime aureo precedente alla prima guerra mondiale. Quindi, la Bce non può agire da banca di riferimento, da prestatrice di ultima istanza. Quest'ultimo fatto viene notato, sebbene in forma non concettualizzata, da Lucrezia Reichlin, ex interna della Bce, sul Corriere della Sera del 27 ottobre. Meglio tardi che mai? No, perché il sistema si sta sfasciando con conseguenze sociali tremende. Quanti colpi ci vorranno ancora per riconoscere che il trattamento del debito pubblico viene effettuato con danni irreparabili?
L'anno scorso Jan Toporovski, della Soas di Londra, osservò che una crisi del debito sarebbe emersa anche con un'eurozona ridotta a Germania, Francia e a pochi amici nordici. La crisi avrebbe potuto nascere dal debito pubblico belga o tulipano, vicino al 100% del pil. Il problema non sta infatti nella dimensione, quanto nel livello di debito che la Bce rifiuta di sostenere. A fondamento dell'Unione Monetaria Europea vi é l'idea che la banca centrale non debba rifinanziare l'indebitamento pubblico e che, invece, i migliori giudici delle finanze pubbliche siano i mercati privati di capitale e le annesse agenzie di rating. Ne consegue che la Bce non solo é nata rachitica senza una funzione istituzionale di supporto, ma produce essa stessa la paura nei confronti della solvibilità dello Stato infettando così i titoli pubblici.
L'impianto dell'Unione monetaria permette invece al sistema delle banche centrali di comperare prioritariamente titoli presso il mercato privato, perfino quelli più tossici (collateralized debt obligations). L'infezione é pertanto insita nel regime monetario istituzionale, che reagisce con «operazioni di emergenza», sebbene ormai ripetute più volte per timore di un crollo totale. Si può quindi capire perché la creazione dell'Efsf (il fondo salva stati-banche) abbia portato con sé l'infezione istituzionale, orientandosi su veicoli di investimento opachi senza minimamente ridurre la crescente tossicità dei titoli pubblici. Per sottolineare e mantenere il carattere eccezionale dell'intervento della Bce agli stati viene richiesto di porre in atto delle misure di drastica deflazione reale ottenendo in tal modo il grande successo di aver fatto aumentare enormemente il debito greco nel giro di poco più di un anno.
L'invio di una missione in Asia per ottenere soldi cinesi e giapponesi costituisce semplicemente l'allargamento del principio per cui la banca centrale non deve rifinanziare il debito pubblico ai tassi decisi dalla banca stessa, come fa la Federal Reserve Usa. I mercati europei sono asfittici per via della tossicità continuamente iniettata nei buoni del tesoro, le banche sono in uno stato patetico, quindi i denari si cerchino presso chi li ha: Cina e Giappone. Tuttavia questi soldi dovranno essere assicurati. Saranno cioé soggetti ad «impacchettamenti» in credit default swaps e via dicendo, brodo di coltura dei peggiori virus finanziari. La securitization virale appare però ineluttabile, dato che ai prestatori cinesi e nipponici si balena molto concretamente la possibilità di veder crollare il valore dei titoli che compreranno. Dal punto di vista cinese la valutazione sarà soprattutto di natura opportunistica e non strettamente economica. La Cina é a sua volta avviluppata in una gigantesca bolla speculativa e non vede certo di buon occhio l'idea di subire perdite nelle somme spese per l'acquisto titoli europei, cronicamente malati. Ma l'Unione europea é anche il maggior partner commerciale di Pechino.
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ma i proletari, o anche solo i salariati dei paesi piu' ricchi sarebbero d'accordo a dover accollarsi i salariati e proletari dei paesi più poveri ?
io personalmente credo che la sinistra europea debba spingere per avere una europa unita politicamente , con un governo espresso dai cittadini che controlli la BCE 01-11-2011 09:42 - lola
Spero che il premier non abbia dato ordine ai suoi di non partecipare più alle trasmissioni di LA7 e RAI3. Altro che collaborazione con le opposizioni ed Unità Nazionale ! Stiamo andando verso un regime autoritario e l'autarchia 01-11-2011 08:19 - gianni
Devo però ricordare che, politicamente, codesto "Sistema" detto Capitale Libero è imploso almeno 20 anni fa: la vera bolla speculativa torna e ritorna sempre più grossa!
Potrei continuare con esempi, citazioni, date, fatti reali; però qui interrompo per non tediare, passando per muffa ideologica o peggio fantasie di casta (povera). 01-11-2011 02:05 - Caesar
questa Europa deve continuare o ci dobbiamo fare una nuova guerra mondiale?
La tedesca ha detto che bisogna continuare per questa strada e che se si rompe l'euro,tutti pagheranno carissimo.
I Francesi dicono che anche se la Grecia non merita,ora bisogna aiutarla altrimenti è la fine dell'Europa e della pace tra i popoli europei.
Berlusconi invece dice che ormai l'euro è una moneta che non suona più bene e che è ora di contare la cosa.
Insomma i potenti dell'Europa sono più preoccupati dei deboli dell'europa!
Ma che vuol dire questo?
Io ho un'idea.
Non sarà che i potenti abbiano inventato questo euro per tenere sotto le loro immense palle tutti i piccoli?
Certo l'euro oggi è la moneta più stabile di tutte,perche si mantiene con il sangue dei poveri europei! 31-10-2011 18:14 - maurizio mariani