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FUORIPAGINA
01/11/2011
  •   |   Antonio Sciotto
    Un giovane su tre è senza occupazione

    La crisi si fa sentire anche sui dati dell'Istat: la disoccupazione è in aumento, e ha fatto un balzo in alto non solo l'indice generale, ma in particolare quello dei giovani. Il tasso che riguarda tutti i lavoratori è passato dall'8% di agosto all'8,3% di settembre (ai livelli del novembre 2010); mentre per la fascia dai 15 ai 24 anni si raggiunge il livello più alto dall'introduzione delle serie storiche dell'istituto (ovvero dal gennaio 2004): e in questo caso i numeri sono letteralmente schizzati in alto, perché si è passati dal 28% di agosto al 29,3% di settembre.
    Praticamente un giovane italiano su tre è senza lavoro. È interessante notare che il Paese resta sempre a «due velocità» nelle questioni di genere: se il dato generale per gli uomini è 7,4%, per le donne è oltre due punti in più, cioè al 9,7%. Il tasso di occupazione si attesta al 56,9% (in calo di 0,2 punti). Il numero assoluto dei disoccupati a settembre è salito a 2,080 milioni, in aumento del 3,8% rispetto ad agosto (+76 mila unità). Su base annua la crescita è del 3,5% (+71 mila unità). Sull'altro fronte, gli occupati scendono a 22,911 milioni, in calo dello 0,4% (-86 mila unità) rispetto ad agosto. 
    Dati pesanti anche rispetto all'inattività (registra cioè le persone che hanno rinunciato a cercare un lavoro): quasi una donna su due in Italia nè lavora nè è in cerca di un posto, ovvero non rientra nè nella fascia degli occupati nè in quella dei disoccupati. Nelle stime provvisorie, l'Istat rileva che a settembre il tasso di inattività femminile è pari al 48,9%, mentre quello maschile si attesta a 26,9%. Il tasso generale è al 37,9% (+0,1%). 
    Il nostro paese, per crescita della disoccupazione, batte tutti gli altri europei (tranne la Spagna): il dato dell'Eurozona è al 10,2% (era al 10,1% in agosto), mentre quello dell'Europa a 27 passa dal 9,6% al 9,7% (quindi, come si vede, in entrambi i casi l'incremento è solo di 0,1 punti, contro gli 0,3 dell'Italia). 
    La Spagna si conferma a settembre il paese con il tasso di disoccupazione più elevato (22,6%), seguito da Grecia, Lituania e Lettonia, i cui dati però sono fermi ad agosto e si aggirano sul 17%. In Irlanda la disoccupazione è in calo, benché risulti ancora elevata: passa dal 14,4% al 14,2%. E la Francia resta stabile al 9,9%. I paesi con il tasso più basso restano Austria (3,9%), Olanda (4,5%) e Lussemburgo (4,8%). Per quanto riguarda la disoccupazione giovanile, la Spagna resta al top, con il 48% (in agosto era al 47,6%). Ma è in Italia che si registra, anche in questo caso, l'aumento più elevato: il balzo, come detto, è di ben 1,3 punti (da 28 a 29,3); nell'Eurozona è salita al 21,2% dal 20,9%, e nella Ue-27 da 21,2% a 21,4%.
    «È un'ulteriore voragine occupazionale che non si può nascondere dietro il falso ottimismo e la propaganda - commenta il segretario Cgil, Fulvio Fammoni - Il fallimento di un governo disastroso, inadeguato e che deve andarsene». «Si tratta di 90 mila occupati in meno in un solo mese, addirittura 700 mila in meno rispetto al 2008, cioè prima della crisi - evidenzia Fammoni - È un passo indietro di un anno per la disoccupazione, con una mole di giovani e donne senza lavoro e un Mezzogiorno preda del lavoro nero». 
    «La poca nuova occupazione - continuano alla Cgil - è quasi totalmente precaria, il numero dei cassintegrati resta altissimo e le tutele, a partire dall'indennità di disoccupazione, si esauriscono». Inoltre, prosegue Fammoni, «incredibilmente, ed è una delle poche volte da molti anni, aumentano contemporaneamente sia gli inattivi che i disoccupati. Questo è il vero problema della crescita che richiede una risposta all'Europa: non chiudere imprese e non perdere lavoro. Il governo, invece, parla di licenziamenti facili, uno sberleffo per la condizione dei lavoratori». Per questo il segretario confederale della Cgil chiede al governo di «scusarsi, di dichiarare la propria palese inadeguatezza e andarsene. L'emergenza sociale che aumenta non si affronta con sbagliati allarmismi ma con interventi immediati per lo sviluppo e le tutele».


I COMMENTI:
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  • E intanto...

    "...In seconda posizione troviamo il governatore della Puglia, Nichi Vendola, di Sinistra ecologia libertà (Sel). È al secondo mandato (guida la regione dal 2005) e si propone da tempo come alternativa alla politica della casta e dei burocrati. Eppure è tra i più strapagati. Calcolatrice alla mano, il totale può arrivare a 14.565,73 euro: poco meno di 5mila euro di stipendio base mensile, più un rimborso forfettario che può andare da 7.744 a oltre 9.600 euro. Come minimo, dunque, ogni mese può incassare 12.715,65 euro."

    http://sottovoce360.blogspot.com/2011/11/quanto-costano-agli-italiani-i.html 02-11-2011 15:44 - Anticasta
  • Dalla settimana scorsa a Trieste la piazza Unità è occupata da un centinaio di giovani che vi hanno piantato le tende per protestare contro la distruzione della scuola pubblica, il precariato e le scarse prospettive di lavoro per le giovani generazioni. Carenza di personale sussidiario e di insegnanti, taglio delle ore scolastiche e dei programmi, eliminazione delle classi scolastiche ecc. ecc. Ma peggio di tutto sono i problemi della manutenzione : si spaccano i cessi, la merda si sparge nei corridoi e nessuno è in grado di ripararli perchè non ci sono i soldi per pagare l'idraulico.Cadono le tegole, i muri si crepano e nelle aule scolastiche piove dentro e cadono i calcinacci, ma non ci sono i soldi per pagare i muratori. Martedì 2 novembre c'è stato un tentativo da parte di polizia e carabinieri per sgombrare la piazza, ma hanno dovuto desistere, oerchè la maggioranza dei cittadini presenti hanno solidarizzato con i giovani e si sono messi a gridare " BASTA, BASTA !" Forse se fossero stati presenti quelli che dicono che i giovani non hanno voglia di studiare e nemmeno di lavorare come fa MAX, allora probabilemte avrebbero applaudito le forze dell'ordine e magari avrebbero dato una mano a pestare nel mucchio. Cerchiamo di non fare troppo i reazionari, cari compagni, che in Italia di stronzi ce ne sono già tanti. 02-11-2011 14:00 - gianni
  • @dialektische materialismus : il mercato non è una unica realtà ma ha varie sfaccettature. Al mercato si portano prodotti che poi si vendono ad un cliente. Nel mercato ci sta chi riesce a vendere e a guadagnare. Se prevalgoni le persone scorrette dipende da una serie di fattori. In Italia spesso il gioco è truccato. Anche nello sport vale lo stesso principio competitivo. Se adotto comportamenti scorretti l'arbitro mi sanziona. Dipende da regole, arbitri e lealtà degli attori. Certo nel mercato c'è chi vince e c'è chi perde. Ma se perdo perché qualcuno ha truccato i dadi si crea una ingiustizia. In Italia spesso succede questo. Nei paesi scandinavi c'è il mercato ma anche protezioni più forti che rendono le conseguenze della competizione accettabili. Lì però ci sono i danesi, gli svedesi ecc. Da noi ci sono molti italiani propensi a truccare le carte. Questo è uno dei problemi. 02-11-2011 11:10 - Gabriele
  • Scopo della politica è ridurre le ore lavorative il più possibile, al pari
    dei gas di scarico delle automobili. 02-11-2011 09:33 - bozo4
  • Il lavoro fa deperire il corpo. E anche la mente: è una specie di AIDS
    spirituale che abbassa le difese, è per colpa del lavoro che ci siamo infettati
    col neoliberismo. 02-11-2011 09:27 - bozo4
  • Max è il classico esempio di elettore medio del centro destra. Ma dove vivi? Il lavoro c'è basta andarselo a cercare? Hai mai lavorato con contratti a chiamata 35 euro a notte e tanti saluti? (manco le puttane lavorano così). Hai mai lavorato con contratti a termine, rinnovati di mese in mese fino a che dopo 18 mesi totali te ne devi comunque andare a casa? Hai mai fatto doppi part time per guadagnare di più o straordinari costretti da datori di lavoro privati? Hai mai fatto tutto questo? Io si e non mi sono mai lamentato di lavorare come un facchino pur avendo una laurea. Il problema non è la mancanza di lavoro, ma il mercato del lavoro, che non da futuro a nessuno. Certo se fosse per i tuoi padroni dovremmo tutti aprirci la partita iva e fare gli imprenditori; chi può lo fa chi non può è costretto a vivere senza futuro. La legge del mercato è la legge del più ricco e del più furbo, altro che merito. 02-11-2011 08:30 - dialektische materialismus
  • mi sento un fortissimo presentimento che mi assale e non mi fa dormire la notte.
    Quel 30% di giovani andranno a morire in una guerra mondiale.
    Si,si,è questo il destino dei nostri ragazzi!
    Solo in questa maniera possono fermare la crisi di sopraproduzione assoluta di capitali.
    Lo vedo già il loro futuro.
    Manca solo che Obama si incazzi con i cinesi,con gli iraniani,con i russi o con quel cialtrone del siriano.
    Oppure che gli europei ormai in crisi di euro,comincino a menarsi tra loro con il plauso degli USA a una parte di essi.
    Obama è con i tedesci e francesi è ha un profondo schifo per noi e per tutti gli altri.
    Insomma,non è importante litigare,l'importante è distruggere in fretta tutto il surplus! 02-11-2011 07:17 - maurizio mariani
  • Mentre qui tutti i candidati a succedere a Berlusconi (Montezemolo, Renzi, Bersani) hanno programmi fotocopiati dalla lettera della Bce, il vescovo anglicano di Londra rinuncia a perseguire legalmente gli indignati che da giorni occupano la Cattedrale di Saint Paul e avvia con loro un dialogo destinato - secondo lui - a crescere. Ce lo vedo Ratzinger fare altrettanto a Roma... 02-11-2011 00:03 - tommaso
  • La violenza, ci sarò se l'Europa e quindi l'Italia fallisce. Allora, s'innescherà l'odio e pure una lotta civile europea. Tutto questo se "dall'alto" non dovessero arrivare decisioni drastiche sul dafarsi nel prossimo futuro. 01-11-2011 20:44 - Sara Stones
  • Se la situazione dovesse precipitare temo che il clima in Italia si possa incrudelire. Per me non ci saranno solo le monetine a volare. La convivenza sociale pacifica regge se è garantita la sopravvivenza. In caso contrario la violenza riemergerà in una o più forme particolari (non è detto contro il potere). Il pactum societatis resiste se è in grado di assicurare la conservazione del singolo. Non per caso Casini sostiene oggi il salario minimo garantito, rivendicazione estrema, che dovrebbe meravigliare se sentita in bocca ad un leader del Terzo Polo ma che segnala un deterioramento, il pericolo di uno sbocco belluino della crisi italiana. Se la democrazia non riesce a risolvere problemi basilari allora avrà buon gioco la diffidenza verso questo sistema. 01-11-2011 19:53 - Gabriele
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