sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
01/11/2011
  •   |   Antonio Sciotto
    Un giovane su tre è senza occupazione

    La crisi si fa sentire anche sui dati dell'Istat: la disoccupazione è in aumento, e ha fatto un balzo in alto non solo l'indice generale, ma in particolare quello dei giovani. Il tasso che riguarda tutti i lavoratori è passato dall'8% di agosto all'8,3% di settembre (ai livelli del novembre 2010); mentre per la fascia dai 15 ai 24 anni si raggiunge il livello più alto dall'introduzione delle serie storiche dell'istituto (ovvero dal gennaio 2004): e in questo caso i numeri sono letteralmente schizzati in alto, perché si è passati dal 28% di agosto al 29,3% di settembre.
    Praticamente un giovane italiano su tre è senza lavoro. È interessante notare che il Paese resta sempre a «due velocità» nelle questioni di genere: se il dato generale per gli uomini è 7,4%, per le donne è oltre due punti in più, cioè al 9,7%. Il tasso di occupazione si attesta al 56,9% (in calo di 0,2 punti). Il numero assoluto dei disoccupati a settembre è salito a 2,080 milioni, in aumento del 3,8% rispetto ad agosto (+76 mila unità). Su base annua la crescita è del 3,5% (+71 mila unità). Sull'altro fronte, gli occupati scendono a 22,911 milioni, in calo dello 0,4% (-86 mila unità) rispetto ad agosto. 
    Dati pesanti anche rispetto all'inattività (registra cioè le persone che hanno rinunciato a cercare un lavoro): quasi una donna su due in Italia nè lavora nè è in cerca di un posto, ovvero non rientra nè nella fascia degli occupati nè in quella dei disoccupati. Nelle stime provvisorie, l'Istat rileva che a settembre il tasso di inattività femminile è pari al 48,9%, mentre quello maschile si attesta a 26,9%. Il tasso generale è al 37,9% (+0,1%). 
    Il nostro paese, per crescita della disoccupazione, batte tutti gli altri europei (tranne la Spagna): il dato dell'Eurozona è al 10,2% (era al 10,1% in agosto), mentre quello dell'Europa a 27 passa dal 9,6% al 9,7% (quindi, come si vede, in entrambi i casi l'incremento è solo di 0,1 punti, contro gli 0,3 dell'Italia). 
    La Spagna si conferma a settembre il paese con il tasso di disoccupazione più elevato (22,6%), seguito da Grecia, Lituania e Lettonia, i cui dati però sono fermi ad agosto e si aggirano sul 17%. In Irlanda la disoccupazione è in calo, benché risulti ancora elevata: passa dal 14,4% al 14,2%. E la Francia resta stabile al 9,9%. I paesi con il tasso più basso restano Austria (3,9%), Olanda (4,5%) e Lussemburgo (4,8%). Per quanto riguarda la disoccupazione giovanile, la Spagna resta al top, con il 48% (in agosto era al 47,6%). Ma è in Italia che si registra, anche in questo caso, l'aumento più elevato: il balzo, come detto, è di ben 1,3 punti (da 28 a 29,3); nell'Eurozona è salita al 21,2% dal 20,9%, e nella Ue-27 da 21,2% a 21,4%.
    «È un'ulteriore voragine occupazionale che non si può nascondere dietro il falso ottimismo e la propaganda - commenta il segretario Cgil, Fulvio Fammoni - Il fallimento di un governo disastroso, inadeguato e che deve andarsene». «Si tratta di 90 mila occupati in meno in un solo mese, addirittura 700 mila in meno rispetto al 2008, cioè prima della crisi - evidenzia Fammoni - È un passo indietro di un anno per la disoccupazione, con una mole di giovani e donne senza lavoro e un Mezzogiorno preda del lavoro nero». 
    «La poca nuova occupazione - continuano alla Cgil - è quasi totalmente precaria, il numero dei cassintegrati resta altissimo e le tutele, a partire dall'indennità di disoccupazione, si esauriscono». Inoltre, prosegue Fammoni, «incredibilmente, ed è una delle poche volte da molti anni, aumentano contemporaneamente sia gli inattivi che i disoccupati. Questo è il vero problema della crescita che richiede una risposta all'Europa: non chiudere imprese e non perdere lavoro. Il governo, invece, parla di licenziamenti facili, uno sberleffo per la condizione dei lavoratori». Per questo il segretario confederale della Cgil chiede al governo di «scusarsi, di dichiarare la propria palese inadeguatezza e andarsene. L'emergenza sociale che aumenta non si affronta con sbagliati allarmismi ma con interventi immediati per lo sviluppo e le tutele».


I COMMENTI:
  pagina:  2/2  | prima  | precedente
  • Caro ANdrea De Lotto, tu poni una ricetta assai invitante, ma il problema è un altro: Il Governo italiano è fallimentare ma ha la maggioranza e i parlamentari sono sotto ricatto, per cui non cederanno mai e andranno avanti fino al 2013. Ma non è solo il governo attuale ad avere colpe, centra anche Prodi e le scelte fatte con l'Europa allora e in questi ultimi giorni 01-11-2011 18:48 - sara stones
  • Il lavoro c'è, basta voler lavorare. Quando sento in Tv ragazzi diplomati come periti che affermano di non volersi sporcare le mani, faccio zapping! non sono di primo pelo, ne ho viste tante, certe affermazioni, oggi come oggi la dicono lunga! 01-11-2011 18:18 - max
  • Perchè non si batte e ribatte sul fatto che si possa lavorare 30 ore tutti alla settimana? possibile che non si riesca ad usicre da una folle empasse dove 3\4 sono in media stressati dal lavoro e 1\4 depressi per non averlo? Se si volesse si risolverebbe così. Non c'è bisogno di produrre di più, merci ce ne sono in abbondanza, si rischia anzi il soffocamento da troppe merci, va riequilibrato il tutto, e non solo la ricchezza, ma anche il lavoro e il tempo. Bisogna dirlo e ridirlo, prima o poi diventerà senso comune, al momento sembra fantascienza, ma non lo è. 01-11-2011 16:59 - Andrea De Lotto
  • Vorrei fare una precisazione e cioè che la fascia dei giovani che non lavorano è assai più ampia. Se ne accorgono solo ora, come la crisi economica. Ma il problema è reale e sotto gli occhi di tutti da un bel pò di tempo. Non è dell'ultima ora, infatti, la notizia dei giovani disoccupati. Ci sono anche meno giovani, che spaziano dai 30 ai 40 anni che vivono questo problema da almeno 15 anni e nessuno ha mai detto nulla o speso una parola, compresa la sinistra e i sindacati. Solo falsità e tanta ipocrisia. Ci sono intere generazioni spazzate via. Le generazioni dei figli nati negli anni '70, quando vi erano le rivolte e le sommosse. Le generazioni degli anni '80, quelle del mulino bianco per intenderci e ora quelle degli anni '90, post crollo muro di Berlino. Intere generazioni, colte, istruite, spazzate via, perchè figlie del progresso e dell'emancipazione delle classi più umili. Oggi e forse nel prossimo futuro, pochi ragazzi andranno all'Università. Stiamo tornando indietro, solo una piccola elitè al potere, non i più bravi, ma i figli delle famiglie facoltose. La prossima Italia, sarà l'Italia dei figli di papà. 01-11-2011 10:29 - Sara Stones
I COMMENTI:
  pagina:  2/2  | prima  | precedente
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI