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redazione
Onde di libertà verso Gaza
L’autorizzazione a salpare verso l’Isola di Rodi, in Grecia, è stata data dalle autorità turche. Subito è arrivata la risposta israeliana al nuovo tentativo via mare. Le autorità di Tel Aviv hanno annunciato che la Marina bloccherà le due navi prima che possano raggiungere la Striscia. Il portavoce dell’esercito israeliano ha sottolineato che il Paese è pronto ad affrontare le due imbarcazioni, avendo già preso le necessarie misure militari. Il tenente colonnello Avital Leibovich non ha specificato il modo in cui le navi internazionali saranno bloccate: «Dovremo verificare se i passeggeri sono violenti. Il loro viaggio è una provocazione». Il rischio di un’azione di forza contro i pacifisti.
La nuova campagna, “Freedom Waves to Gaza”, è partita in sordina con l’obiettivo dichiarato di non dare il tempo alle autorità israeliane di preparare una controffensiva, come accaduto lo scorso luglio con la Freedom Flotilla II. Anche stavolta la sfida lanciata dai movimenti di solidarietà è rompere il blocco navale imposto alla popolazione della Striscia di Gaza, chiusa in un assedio totale dal 2006, quando Hamas ne assunse il controllo politico e militare.
Secondo gli attivisti a bordo, 27 persone provenienti da nove Paesi diversi (tra cui America, Canada, Danimarca, Belgio, Germania e Australia, oltre ad alcuni palestinesi provenienti di Betlemme e Haifa), le due imbarcazioni dovrebbero raggiungere Gaza domani pomeriggio. «Israele ha imprigionato Gaza e la Cisgiordania – ha detto Majd Kayyal, studente palestinese di filosofia, di Haifa, a bordo della Tahrir – proibendoci ogni contatto fisico. Vogliamo rompere l’assedio che Isralee ha imposto alla nostra gente. Il fatto di essere in acque internazionali è già una vittoria per il movimento».
Il movimento ha approfittato dell’iniziativa anche per inviare un messaggio alla comunità internazionale, in primis alle Nazioni Unite, chiedendo di prendere azioni immediate che pongano fine «al blocco criminale della Striscia» che viola la Quarta Convenzione di Ginevra. Intanto a muoversi è la società civile in Israele e nei Territori: contemporaneamente alla «Freedom Waves to Gaza», attivisti palestinesi e israeliani stanno organizzando manifestazioni in Cisgiordania e in territorio israeliano. A Ramallah oggi si è tenuta una manifestazione davanti all’ufficio delle Nazioni Unite. Un raduno si è svolta anche a Gaza city.
L’ultimo tentativo di rompere via mare il blocco di Gaza è del luglio scorso da parte della Freedom Flotilla II. All’epoca, le imbarcazioni coinvolte vennero bloccate nei porti greci su ordine della Marina di Atene che subì dure pressioni da parte del governo israeliano (la stessa nave irlandese Saoirse, in viaggio in questo momento, fu sabotata prima di riuscire a salpare). L’anno prima, nel maggio 2010, era stata la volta della prima Freedom Flotilla, un viaggio finito nel sangue: l’esercito israeliano abbordò la nave turca Mavi Marmara e uccise nove attivisti turchi.
L’attacco provocò un raffredamento delle relazioni tra Israele e Turchia, che non ha mai smesso di chiedere a Tel Aviv scuse ufficiali e un risarcimento finanziario alle famiglie dei nove attivisti uccisi. Un portavoce del Ministero degli Esteri turco ha confermato che la Tahrir e la Saoirse hanno lasciato la costa meridionale della Turchia, dopo aver chiesto l’autorizzazione a raggiungere il porto di Rodi, isola greca. Il funzionario governativo ha sottolineato che non ci sono navi con bandiera turca nè passeggeri turchi a bordo.
Anche gli organizzatori del movimento hanno tenuto a sottolineare che non esiste alcun legame con il governo di Ankara, che non ha alcuna responsabilità nell’organizzazione della missione.
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Allora per prima cosa il documento onu del 2 settembre ha come punto centrale l'assalto terroristico di israele alla nave Mavi Marmara e non il blocco di Gaza (perchè non mi racconta cosa ha fatto di bello israele in quel maggio 2010 contro attivisti internazionali?)
Altra cosa, che si è guardato bene di tralasciare, è il fatto che il blocco di Gaza è illegale ed in violazione dalla Quarta Convenzione di Ginevra (e questo come tutto il resto non sono mie invenzioni o deliri)
Quanto all'operazione che cita e di cui ero già a conoscenza è una cosa diversa organizzata in altro modo.E' la stessa freedom flotilla a denunciare ciò che è già accaduto in passato.
Quanto al conflitto mi risulta che una guerra si compie tra due eserciti e la palestina non ha un esercito! La Palestina si trova sotto illegale occupazione israeliana da 63 anni (prima di hamas) Israele ha compiuto crimini di Guerra e violato diritti e 73 sanzioni onu prima che ci fosse Hamas a controllare Gaza. Lei ritenga pure tutto ciò un delirio...non importa..vorrà dire che anche persone più qualificate di me stanno delirando...anche gli stessi ebrei che sostengono la causa palestinese...
Ignori pure i mei interventi, ma è sotto gli occhi di tutti chi è che nega i fatti..e manipola le parola per avvalorare la propria tesi
Saluti 06-11-2011 14:07 - Valeria
"Freedom Waves ha approfittato dell’iniziativa anche per inviare un messaggio alla comunità internazionale, in primis alle Nazioni Unite, chiedendo di prendere azioni immediate che pongano fine al blocco criminale della Striscia, blocco in violazione dalla Quarta Convenzione di Ginevra. Si muove anche la società civile in Israele e nei Territori occupati. Attivisti palestinesi ed ebrei hanno organizzato manifestazioni in Cisgiordania e in territorio israeliano."
Ma guarda un pò che razza di comunisti antisemiti che sono quelli del manifesto, quelli della Convenzione di Ginevra, sono comunisti e anitisemiti anche gli ebrei che stanno manifestando ora in Israele!!
Tutti comunisti antisemiti! Anche io! Anche l'onu!
Israle invece cos'è? Me lo dice Donato? ah già una democrazia che deve difendersi dai teroristi palestinesi e anche da quelli occidentali che vanno sulle navi cariche di aiuti...eh sì.. 04-11-2011 17:02 - Valeria
Questa è l'unica affermazione positiva che emerge dal rapporto Onu sulla strage a bordo della Mavi Marmara (ma per lei non sarà stato un crimine uccidere 9 internazionali pacifici e disarmati in acque internazionali) e sembra un contentino concesso ad Israele, visto che la commissione non aveva ricevuto il mandato d'esperimersi sulla legalità del blocco, una valutazione che semmai spetterebbe alle apposite corti internazionali e non a una commissione ad hoc per investigare solo l'incidente della prima Flotilla.
Anche perché l'ONU si è già espressa in senso contrario, definendo una "punizione collettiva" il blocco navale, illegale, di Gaza:
http://www2.ohchr.org/english/bodies/hrcouncil/docs/15session/A.HRC.15.21_en.PDF
detta così è un pò diverso da come ha riportato lei la frase...non bisogna mai estrapolare dal contesto.
L'assedio di gaza è illegale e se le navi avessero accettato di fare rotta verso l'Egitto il carico di medicinali e aiuti (non armi come magari lei crede e come israele ha più volte condannato sapendo benissimo di dire il falso) rimarrebbero lì al confine a marcire, per questo gli attivisti hanno rifutato questa possibilità.
Poi Israle non è padrone del mediterraneo, le navi hanno sempre navigato in acque internazionali (quindi non sotto il controlo di Israele) e poi in acque di Gaza.
Quindi quello che fa Israele è illegale. A Gaza non c'è un conflitto, ma c'è occupazione. Un conflitto si fa tra due eserciti. A Gaza c'è l'esercito israeliano che occupa illegalmente la Plaestina quindi il suo tanto amato Manuale di San remo non è applicabile. 04-11-2011 16:29 - Valeria
Invito quanti sono veramente interessati a capire i fatti a visitare il link: http://it.wikisource.org/wiki/Diritto_internazionale_applicabile_ai_conflitti_armati_sul_mare_-_Manuale_di_Sanremo.
Aggiungo per completezza che un naviglio che dichiara preventivamente alla partenza di voler violare il blocco, è intercettabile anche in acque internazionali.
Una notizia recentissima informa che gli attivisti sono stati contattati in acque internazionali e hanno rifiutato di cambiare rotta e attuare una delle soluzioni alternative come arrivare in Egitto e proseguire via terra oppure raggiungere Ashdod in Israele e proseguire via terra tramite il valico di Karmi oppure tornare indietro. 04-11-2011 14:49 - Donato Di Segni
@Carlo:
primo: se non ci fosse nessun assedio i palestinesi potrebbero muoversi in libertà ovunque, potrebbero esportare i loro prodotti e comprare quelli che vogliono, potrebbero pescare nel loro mare entro le 20 miglia sancite dalle convenzioni internazionali e non entro le 3 miglia imposte illegalmente da Israele (e potrei andare avanti ancora, ma mi sembra che già questo chiarisca un pò cosa accade in Palestina sotto assedio illegale - e non lo dico io, ma L'onu!) Quanto all'Egitto c'è un'apertura, ma non è proprio come dice infatti ci sono stati incidenti al confine (vada a cercare negli archivi dei giornali, anche del manifesto se non ricordo male)
Secondo: quanto alla Siria, inizi lei a fare qualcosa. Mi hanno insegnato che non bisogna criticare e basta, ma essere e fare il cambiamento che vogliamo. Bisogna agire in prima persona, chi critica e basta non serve a nulla e non porta a nessun cambiamento..troppo comodo e facile delegare agli altri (e poi criticare chi almeno fa qualcosa)
@Galaverna e Giorgio: vedi quanto scritto a Carlo 04-11-2011 12:23 - Valeria
E' un'idea... 04-11-2011 11:10 - giorgio
Il tutto con la complicità della Turchia. A cui nessuno osa chiedere conto di quanto combina con i curdi e di quanto ha combinato con gli armeni. Ma che scherziamo? I turchi mica sono ebrei... 04-11-2011 09:08 - Galaverna