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Giulia d'Agnolo Vallan
Oakland, fronte del porto
Era dal 1946 che a Oakland non si faceva uno sciopero generale, da quando cioè 250 poliziotti armati di manganelli e lacrimogeni caricarono i picchetti dei commessi (la maggior parte donne) dei grandi magazzini Hastings e Kah, per permettere il passaggio di camion di rifornimento.
Mercoledì è successo di nuovo. Uno sciopero generale indetto per contestare la violenzo usata dalla polizia contro i manifestanti di Occupy Oakland, due settimane fa ha portato una folla immensa nella città sull'altro lato della baia di San Francisco. Migliaia e migliaia di persone hanno attraversato il centro di Oakland e sono confluite presso il porto della città industriale (per importanza è il quinto degli Stati Uniti) e lo hanno bloccato. Era il tardo pomeriggio (in Italia era ormai notte) quando i manifestanti si sono fatti strada tra i moli, le gru, le rotaie, sventolando cartelli e cantando slogan. Un'occupazione in piena regola, tutti i cancelli d'ingresso bloccati, assemblee volanti, musica improvvisata da piccola band.
Qualche ora dopo le cose hanno preso una piega più violenta. Non tanto durante il corteo - c'è stata qualche vetrina in frantumi, alcuni testimoni parlano di «vandali» con il volto mascherato - molti testimoni hanno anche visto manifestanti che fermavano i gruppi più «agitati». Più tardi invece la polizia è intervenuta in modo piùttosto duro per disperdere manifestanti che si erano asseragliati in un edificio abbandonato, il Traveler's Aid Building, su Broadway, in una zona centrale . Volevano farne un «centro di crisi» della protesta, pare - non lontano dal sito del primo accampamento di Occupy Oakland, sgomberato dalla polizia la settimana scorsa. Sembra che la strategia del Dipartimento di polizia sia impedire che la protesta possa assestarsi con un'occupazione permanente, che sia in una piazza o nell'edificio abbandonato. così anche ieri la polizia ha usato lacrimogeni (secondo alcune testimonianze anche proiettili di gomma). E qui la cronaca si fa confusa: barricate in fiamme, lacrimogeni, cariche e arresti sono continuati nella notte.
Allo sciopero avevano aderito numerosi sindacati, a cominciare da quello dei portuali (la International Longshore & Warehouse Union), insegnanti, studenti: il movimento «occupare Wall Street» si è indubbiamente allargato, coinvolgendo le organizzazioni di lavoratori. «Non andate al lavoro. Non andate a scuola. Occupate ovunque», e «Liberate Oakland, bloccate l'1%» ere scritto sui volantini distribuiti nei giorni scorsi per sollecitare presenze allo sciopero.
Parecchi insegnanti, studenti, lavoratori pubbblici, persino intere famiglie si sono uniti alla manifestazione e, per l'occasione, mercoledì molti dei negozi sono rimasti chiusi. Sulle vetrine di alcuni di quelli aperti si vedevano striscioni in appoggio agli occupiers. Invece del titolo del film in programma, il cartellone del Grand Lake Theater diceva: «siamo orgogliosi di appoggiare il movimento Occupy Wall Street. Chiuso mercoledì in sostegno dello sciopero».
Il movimento Occupy Wall Street raccoglie ormai un favore pubblico crescente. A Oakland in particolare gli scontri della settimana scorsa hanno messo in imbarazzo l'amministrazione locale. Al punto che la sindaco della città, Jean Quan, mercoledì si è sentita in dovere di prendere la parola: «Appoggiamo molte delle richieste del movimento, in particolare le loro posizione sulla foreclosures (il pignoramento delle case di chi non riesce più a pagare il mutuo, ndr), sulle pratiche di prestiti della banche e sulla necessità di rendere i capitali accessibili alle comunità più povere», aveva dichiarato in una conferenza stampa prima della manifestazione - la sindaco era finita sotto accusa per gli incidenti della settimana scorsa, durante i quali la polizia aveva ferito seriamente un manifestante risultato essere un veterano dell'Iraq.
Per evitare il rischio di scontri analoghi, il sindaco aveva dato istruzioni affinché, nel corso della giornata, la polizia tenesse un profilo basso. La manifestazione (in simultanea alla qualche si sono tenuti eventi analoghi a New York, Philadelphia e Los Angeles) è stata infatti pacifica. Fino al suo epilogo notturno.
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Mi inorgoglisce stare con i fratelli americani che lottano contro gli amerikani.
Americani,riprendete la guida di quel continente!
Da Cuba alle Ande.Dall'Abama alle cascate del Niagara,un solo grido RIVOLUZIONE! 04-11-2011 19:57 - maurizio mariani
Vanno aboliti l'effetto leva e le operazioni allo scoperto, và verificato il numero effettivo di azioni circolanti e negoziate, come pure vanno verificate le collocazioni delle sedi operative delle società ed i loro amministratori, vanno tassati adeguatamente i guadagni che ivi si generano, perchè derivati solo da scambi di carta.
Cosa succederebbe se in uno stato qualcuno o più individui in cartello per es. comperasse tutto lo zucchero per crearne una carenza e lucrare sulla maggiore necessità della popolazione?
A certi probabilmente ciò non andrà bene ma sarebbe meglio per la collettività che i politici assumessero le loro responsabilità davanti alla popolazione come da mandato e non si assoggettassero alla dittattura finaziaria che ha generato artifizi finaziari che stanno pesando sui cittadini obbligandoli a far fronte agli oneri creati da coloro che si sono scostati dall'economia reale per favorire quella virtuale.
La borsa praticamente è la formula superiore a quella cercata da tutti gli alchimisti: riuscire a generare oro non da metalli comuni, ma dalla turbolenza della carta! 04-11-2011 19:40 - Gromyko