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FUORIPAGINA
04/11/2011
  •   |   redazione
    Israele blocca le caravelle della libertà

    Unità da guerra israeliane hanno fermato e abbordato questo pomeriggio le due imbarcazioni di Freedom Waves, “Saoirse” e “Tahrir”, partite due giorni fa dalla Turchia e dirette a Gaza city con l’intento di rompere il blocco navale della Striscia. Secondo i media israeliani non ci sarebbero stati feriti o violenze ma la notizia non ha ancora avuto una conferma dagli attivisti a bordo che, presumibilmente, sono stati tutti arrestati. Sono queste le notizie che arrivano dalle acque internazionali a poche miglia dalla costa di Gaza.

    Le comunicazioni con le due navi pacifiste - che hanno a bordo 27 attivisti e giornalisti e materiale sanitario per 30mila dollari – si sono interrotte e non è ancora chiaro se la “Saoirse” e la “Tahrir” vengano ora trainate verso il porto israeliano di Ashdod. Poco prima di essere fermate le due imbarcazioni delle Freedom Waves avevano respinto l’intimazione giunta dalle navi israeliane di invertire la rotta o di dirigersi verso i porti egiziani. Subito dopo i comandi militari israeliani hanno dato l’ordine di fermare la mini-flotilla. Manifestazioni in sostegno delle Freedom Waves e contro l’azione di forza compiuta da Israele sono previste stasera nei Territori palestinesi, in Italia e in altri paesi.


    Intanto Ankara ha smentito le notizie di stampa secondo cui le due imbarcazioni salpate due giorni fa dai suoi porti, sarebbero state scortate da navi da guerra turche. Il governo turco era stato ammonito dal Dipartimento di stato Usa dal fornire alcuna scorta o forma di protezione alle navi pacifiste dirette a Gaza. Gli Stati Uniti hanno fatto sapere di ritenere l’iniziativa di Freedom Waves «pericolosa» e hanno esortato i cittadini americani ad astenersi da attività del genere. A bordo delle due imbarcazioni ci sono giornalisti e pacifisti, giunti da Australia, Canada, Irlanda e Stati Uniti, e anche palestinesi e un arabo israeliano.


    La nuova campagna, “Freedom Waves to Gaza”, è partita in sordina con l’obiettivo dichiarato di non dare il tempo alle autorità israeliane di preparare contromisure, come accaduto lo scorso luglio con la Freedom Flotilla II, bloccata nei porti greci dai divieti del governo di Atene messo sotto pressione da Tel Aviv e Washington. Anche stavolta la sfida lanciata dai movimenti di solidarietà internazionali è la blocco navale imposto da Tel Aviv alla popolazione della Striscia di Gaza, chiusa in un assedio totale dal 2006, quando Hamas ne assunse il controllo politico e militare.


    «Israele ha imprigionato Gaza e la Cisgiordania – ha detto Majd Kayyal, studente palestinese di filosofia, di Haifa, a bordo della Tahrir – proibendoci ogni contatto fisico. Vogliamo rompere l’assedio che Isralee ha imposto alla nostra gente. Il fatto di essere in acque internazionali è già una vittoria per il movimento». Freedom Waves ha approfittato dell’iniziativa anche per inviare un messaggio alla comunità internazionale, in primis alle Nazioni Unite, chiedendo di prendere azioni immediate che pongano fine al blocco criminale della Striscia, blocco in violazione dalla Quarta Convenzione di Ginevra. Si muove anche la società civile in Israele e nei Territori occupati. Attivisti palestinesi ed ebrei hanno organizzato manifestazioni in Cisgiordania e in territorio israeliano. A Ramallah e a Gaza city ieri sono tenute manifestazioni davanti agli uffici delle Nazioni Unite.


    L’ultimo tentativo di rompere via mare il blocco di Gaza è del luglio scorso da parte della Freedom Flotilla II. All’epoca, le imbarcazioni coinvolte vennero bloccate nei porti greci su ordine della Marina di Atene che subì dure pressioni da parte del governo israeliano (la stessa nave irlandese Saoirse, in viaggio in questo momento, fu sabotata prima di riuscire a salpare). L’anno prima, nel maggio 2010, era stata la volta della prima Freedom Flotilla, un viaggio finito nel sangue: l’esercito israeliano abbordò la nave turca Mavi Marmara e uccise nove attivisti turchi. L’attacco provocò un raffredamento delle relazioni tra Israele e Turchia, che non ha mai smesso di chiedere a Tel Aviv scuse ufficiali e un risarcimento finanziario alle famiglie dei nove attivisti uccisi.


I COMMENTI:
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  • ti ui va che quel sito che dici tu io proprio non l ho proposto sai.il mio non lo leggi vero ? 07-11-2011 18:20 - stufa
  • Il dirottamento della MV Saoirse è stato “violento e pericoloso” – telefonata ricevuta direttamente dalla prigione israeliana.

    Posted on 7 novembre 2011
    by paola| Leave a comment
    fonte :

    http://irishshiptogaza.org/?p=861.
    6 novembre 2012

    Il coordinatore nazionale della Irish Ship to Gaza, Fintan Lane è stato in grado di fare una telefonata questo pomeriggio (ndr 6novembre) dalla prigione israeliana dove sono detenuti lui e altri 13 cittadini irlandesi. Ha comunicato al team della Irish Ship to Gaza di Dublino quanto segue:

    “La cattura della MV Saoirse è stata violenta e pericolosa. Nonostante le chiare proteste dei passeggeri delle due navi che non volevano essere portati in Israele, sono stati rimossi dalle navi in maniera violenta. Ci sono volute 3 ore per catturare le navi. E’ iniziata con getti d’acqua ad alta pressione contro le navi e fucili puntati contro I passeggeri attraverso I finestrini. I getti d’acqua mi hanno buttato giù dalla scaletta della nave. I finestrini sono stati rotti e il ponte della nave a momenti prendeva fuoco. Siamo stati circondanti così strettamente che le due navi, la Saoirse e la Tahrir si sono scontrate riportando Danni. I Danni maggiori sono stati riportati dalla MV Saoirse. Le navi sono quasi affondate. Il metodo usato per la cattura ha messo in pericolo le vite a bordo. Le forze armate israeliane inizialmente volevano lasciare le navi in mare, ma noi sequestrati abbiamo chiesto di non lasciare le navi in mare, sarebbero andate perse e probabilmente affondate. Tutti gli effetti personali dei passeggeri e dell’equipaggio sono stati portati via e ancora non sappiamo se e quando saranno restituiti. I 14 cittadini irlandesi sono ancora nella prigione di Givon.”

    La telefonata è stata molto rapida ed è finita improvvisamente con Fintan che diceva “devo andare”.

    Claudia Saba, la portavoce della Irish Ship to Gaza, che ha ricevuto la chiamata da Lane, dichiara:“Il racconto di Fintan contraddice categoricamente il resoconto israeliano che afferma di “aver preso tutte le precauzioni necessarie per assicurare l’incolumità degli attivisti a bordo delle imbarcazioni” E’ un miracolo che nessuno si sia ferito in maniera grave durante l’abbordaggio violento delle Freedom Waves boats.”

    Un altro portavoce dalla Irish Ship to Gaza , Laurence Davis ha aggiunto:“Questo racconto conferma I nostril timori che il dirottamento delle navi potesse essere stato violento, e spiega il tempo intercorso tra la perdita di contatto con le navi , Mercoledì alle 11:12am (ora Irlandese) e la notifica dell’arrivo dei passeggeri ad Ashdod, non prima delle 5pm.”

    In un’intervista rilasciata a www.Omniatv.com, il capitano Greco della Tahrir, Giorgos Klontzas has confermato l’uso della violenza su di sè da parte dei soldati israeliani durante l’interrogatorio.

    Le autorità della prigione hanno negato l’ingresso oggi agli avvocati della nave Canadese. Siamo stati informati dal team di terra della nave Canadese : “hanno cacciato fuori gli avvocati ieri alle 5pm, dopo solo 3 ore e oggi non rispondono alle chiamate (sia sulla linea principale che sul cellular di uno dei funzionari della prigione) per coordinare una visita o un contatto telefonico con I detenuti.”

    Siamo a conoscenza del fatto che almeno uno dei passeggeri della nave Canadese abbia ricevuto scosse elettriche con il taser e sia stato picchiato. Il canadese David Heap zoppica come risultato.

    RAPPORTO CONFERMATO OGGI 7 NOV anche da Michael Coleman, attivista Astraliano a bordo della Tahrir : http://www.greenleft.org.au/node/49362

    VIDEO IDF dell’abbordaggio : http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=CaV0xnYcOSY

    PUBBLICATO SU: http://www.freedomflotilla.it/ 07-11-2011 18:19 - Valeria
  • In attesa di una improbabile risposta da parte della redazione del Manifesto circa i suoi criteri di ammissione dei commenti offensivi (sembrerebbe che solo i sionisti sono titolati ad offendere gli altri partecipanti), mi rivolgo direttamente al Sig. Di Segni, nonostante sia ormai acclarato che si tratta di un provocatore (forse con qualche parente che lavora al Manifesto).
    Egr. Sig. Di Segni, io ringrazio Jahvè per non avermi fatto nascere arabo in Palestina, per cui le uniche (almeno per il momento) offese alla mia dignità da parte dei sionisti sono solo quelle verbali da parte di sionisti/bulletti di periferia come lei, e non subisco tutto ciò che patiscono i palestinesi, compresi quelli di Gaza, per responsabilità primaria di Israele. Le sue offese mi tangono così poco che posso permettermi di mantenere la calma (cosa che vedo con piacere a lei non riesca tanto) e farle addirittura notare che io su Hamas ho detto una cosa gravissima: ciò che si propongono non è un grande passo avanti rispetto all'oppressione israeliana! Se lei non riesce a cogliere la gravità della mia accusa è un problema solo suo! 07-11-2011 16:50 - Alessandro comunista
  • Come mai miei commenti molto più gentili nei confronti del sig. Di Segni di quanto lui si mostra nei miei confronti sono stati censurati dalla redazione del manifesto? Aspetto una risposta dalla redazione del Manifesto, grazie. 07-11-2011 16:20 - Alessandro comunista
  • Mariani, l’aforisma da lei citato non ha nulla a che fare con la Kabbalah che tratta di mistica ebraica e lungi dal trattare di aforismi, è universalmente considerato testo criptico e inaccessibile specialmente per persone come lei che non è capace di scriverne neanche il nome. La prego quindi di parlare di pane se non vuole sentirsi rispondere pecore. (Una non le bastava e ha voluto strafare per due volte di seguito).
    Tornando a noi Mariani, no, non ho guardato al dito ma al pertugio, alla fessura, al piccolo anfratto invisibile attraverso il quale gli “addetti ai lavori” rilevano l’antisemitismo endemico, subliminale e palpabile che alberga in individui della sua fatta: “Anche il popolo americano è contro Israele perche sono strozzati e hanno perso le loro case grazie alle banche dei giudei ricchi!”. Bene, solo gli antisemiti conclamati o latenti scrivono di giudei riferendosi a cittadini statunitensi, a qualsiasi titolo.
    Lei Mariani, nella convinzione che tutto il mondo sia “contro Israele” non fa altro che proiettare i suoi desideri verso una realtà oggettiva che non esiste se non nella sua condizione di “reperto storico” di un passato che non esiste più da tanto tempo. Le ho fatto tempo fa i complimenti per il suo fermo impegno politico e ora li ritiro perché lei non è altro che un refuso di mondo scomparso nei flutti di un fallimento totale e irrecuperabile.
    Quando afferma che: “I lavoratori ,di Israele sono contro questa Israele perche non ce la fanno più a vivere”, dimentica completamente che tali lavoratori dovranno soltanto andare alle urne, votare e mandare l’attuale governo a casa scegliendone uno nuovo.
    Quando scrive: “Adesso,veramente e sinceramente,BASTA! Israele ha pisciato fuori dal vaso! Tutto il mondo è ormai contro Israele.”, dimentica, perché la sua natura di reperto storico di un passato scomparso glielo impedisce, che Israele, quale stato di diritto, nel bloccare le “caravelle della libertà” ha agito in ottemperanza del Manuale di San Remo sul diritto internazionale applicabile ai conflitti armati sul mare, nella Parte III sezione V paragrafo 67 oltre che a fronte del rapporto delle Nazioni Unite del 2 settembre 2011 che definisce il blocco navale di Gaza come legale e appropriato. E’ lei Mariani a “pisciare fuuri del vaso” ignorando la realtà dei fatti a favore della sua ideologia preconcetta oltre che sorpassata.
    Quando con foga afferma: “I fascisti odiano Israele e ancora vorrebbero ficcare nei forni i rimasti…”, dimentica di dire che i fascisti, e con loro i tanti nazisti negazionisti antisemiti, odiano gli ebrei e che Israele è l’ebreo delle nazioni e come tale va odiato “a prescindere”.
    Lei scrive: “L'Europa è contro Israele e in lei vede tutte le colpe di questa nuova crisi economica.”, dimenticando che non si tratta di odio ma di semplice, vigliacca, deprecabile paura del mondo mussulmano e delle sue minacce terribili che già ne minano l’identità culturale conducendola a essere presto EURABIA. E’ innegabile, l’Islam domina i pavidi e l’Europa è pavida oltre che totalmente priva di animus pugnandi indispensabile per opporsi.
    Alle sue affermazioni: “Io sono contro Israele! I miei compagni sono contro Israele. Tutti quelli che conosco,in un modo o nell'altro ,odiano Israele.”, Non occorre rispondere. Lei ottempera alla sua natura di “reperto scaduto” così come quelli a lei ideologicamente prossimi non vi è nulla che io possa opporre.

    Mi lasci concludere che, a parte il fatto che forse lei volesse riferirsi ai POGROMS, noi ebrei e noi israeliani ne abbiamo subiti molti e siamo ancora qui per restare. Il mondo genera molti nemici immaginari per esorcizzare i problemi veri e nel corso dei secoli, siamo stati bersaglio incolpevole. Oggi è l’islam e non il mondo a circondare Israele ma l’occidente capisce che il suo destino democratico dipende proprio dalla rottura di questo assedio ma, come detto prima, tanti occidentali sono mollemente pavidi e questo è esattamente il problema.

    Per i così detti palestinesi, lontani da essere una concreta realtà storica con un passato misurabile, sono una comunità di persone che vuole autodeterminarsi e hanno quindi il diritto di avere uno stato e di costruirsi un futuro accanto ad Israele. Quanto prima se ne parlerà costruttivamente, tanto meglio sarà. Mi sento (malgrado lei) di augurare a noi e a loro le migliori fortune. 07-11-2011 16:20 - Donato Di Segni
  • "...ci vuole fegato anche a leggerlo. E cervello per capire il senso che non è certo quello che affermi tu.. 06-11-2011 23:11 - ira "

    Congratulazioni vedo che in una notte il suo italiano è migliorato molto. Si è vero, ci vuole fegato per leggere le bestialità scritte su un sito antisemita e negazionista della SHOAH come http://www.vho.org/ e soprattutto, la personalità di una meba per credere a tali bestialità, tanto da proporle agli altri. I morti di auschwitz attribuiti al tifo invece che allo sterminio sistematico, le docce disinfettanti allo zikron B e una bella piscina al centro del campo di concentramento per il "trastullo" degli internati sono alcune delle “amenità” che lei con il sito proposto, vuole spacciare come Verità. Lo chiederò a Cesare (matricola xxxxxx, 127994), David (mat. 180007), Pacifico (matr. xxxxxx) e Leone Di Consiglio. Lo chiedero ad Anita (matr. dubbia) e a sua figlia Marisa Tedeschi (senza matricola). Si, lo chiederò a loro se la piscina c’era veramente e Marisa certo non saprà rispondere visto che i suoi 16 anni sono stati spazzati via all’arrivo ad Auschwitz. Non le hanno concesso neanche una nuotatina, solo una doccia e poi dritta dritta nel forno crematorio. Tutti gli altri non potranno nemmeno rivoltarsi nelle tombe; non ne hanno mai avuta una. 07-11-2011 13:52 - Donato Di Segni
  • "in fondo l'unico torto di Hamas è che oltre all'obiettivo sacrosanto (e condiviso da tutte le persone che hanno un minimo di senso di dignità dell'essere umano) di distruggere lo stato di Israele si propone di sostituirvi uno stato islamico, il che non mi sembra tutto questo grande passo avanti... 06-11-2011 00:08 - Alessandro comunista 06-11-2011 20:17"

    La credevo un individuo ignobile e me ne scuso. Lei alessandro comunista, e chiedo scusa ai Comunisti è soltanto un povero mentecatto. Con comunisti di questo tipo come poteva non fallire il Comunismo!!! Mi lasci anche dire che a proposito di dignità dell'essere umano, Lei non ne possiede neanche un pò. Vorrei poterle dire addio ma so che da un mentecatto come lei ci si può aspettare di tutto. L'unico torto di Hamas è quello di AFFAMARE e tenere prigionieri I gazani, Tutti i gazani, mentre questa gente ha diritto di vivere la propria vita in pace senza bombe senza tunnel e senza farsi esplodere per le strade di Israele. 06-11-2011 23:41 - Donato Di Segni
  • Donato Di Segni ci vuole fegato anche a leggerlo.E cervello per capire il senso che non è certo quello che affermi tu.. 06-11-2011 23:11 - ira
  • vir notò successivamente di essere rimasto “sorpreso dal notevole interesse dei palestinesi ad allacciare rapporti economici con Israele. Consideravano la cooperazione non solo utile ai propri interessi economici, ma come un ponte verso lo sviluppo regionale”.

    Il coraggio di cambiare gli assiomi

    La natura storica degli Accordi di Oslo è stata posta in risalto dallo storico Avi Shlaim nel libro “Il muro di ferro”. Prima di Oslo, scrive Shlaim, i “movimenti nazionali, Ebreo e Palestinese, si negavano vicendevolmente il diritto all'autodeterminazione in Palestina. La loro storia era fatta di negazione e di rifiuto reciproci. Adesso la negazione stava lasciando il posto al riconoscimento reciproco, sebbene a denti stretti”.
    In passato Rabin era stato un deciso oppositore della nascita dello stato palestinese e in un precedente governo di coalizione, capeggiato da Shamir, era stato ministro della Difesa e si era occupato di reprimere ed eliminare l'Intifada. Quell'esperienza, però, lo convinse che non c'erano alternative: occorreva ricercare ad ogni costo un accordo di pace con Arafat e l'OLP.
    A proposito di questa trasformazione sua moglie Leah ha scritto: “L'Intifada convinse in maniera definitiva Yitzhak che Israele non poteva governare un altro popolo”. Verso il 1989 “si stava gradualmente orientando ad assecondare l'autonomia e l'autodeterminazione palestinesi”. Si attirò numerose critiche, come quelle di Benjamin Netanyahu che lo accusò di considerare Arafat “un partner nella pace”. Begin allora cercò di calmarlo con una battuta: “la pace la fai con i nemici, mica con gli amici”.

    Rabin e Arafat sugellano l'accordo di Oslo il 13 sttembre 1993


    Lo stesso spirito di Westfalia ispirò la firma dell'Accordo di Oslo, che avvenne alla Casa Bianca, il 13 settembre 1993. Alla presenza di Clinton, Rabin strinse la mano al vecchio nemico Arafat e dichiarò: “Noi che veniamo da una terra dove i genitori debbono sotterrare i figli, noi che abbiamo combattuto contro di voi, i Plaestinesi, noi oggi diciamo chiaro e forte: troppo sangue e troppe lacrime, ora basta!”. Nel successivo ricevimento alla Casa Bianca Rabin invitò a brindare “a coloro che hanno il coraggio di cambiare gli assiomi”. Che lui stesso avesse dimostrato il grande coraggio di cambiare gli assiomi fu riconosciuto dal Presidente Clinton nel discorso che tenne al suo funerale, quando nel 1995 Rabin cadde assassinato, vittima di un estremista della destra ebraica. “Il vostro primo ministro”, disse Clinton in quell'occasione, “è stato un martire della pace ma è una vittima dell'odio. Sicuramente dobbiamo apprendere dal suo martirio che chi non riesce a liberarsi dall'odio verso i propri nemici rischia di seminare l'odio tra i propri stessi ranghi 06-11-2011 22:24 - ernesto
  • per alvise

    Storia [modifica]

    Ḥamās, nasce inizialmente presso i campi dall'azione dei profughi palestinesi Fratelli musulmani.[29]

    Fino alla guerra dei sei giorni del 1967 Gaza era controllata dall'Egitto e in questo il presidente Gamal Abdel Nasser contrastava fortemente i gruppi estremisti come i Fratelli musulmani. Dopo la guerra Gaza venne controllata da Israele e quindi il gruppo ebbe maggiori libertà di movimento.[29]

    Il gruppo fu finanziato direttamente e indirettamente durante gli anni settanta e ottanta da vari Stati, ad esempio Arabia Saudita e Siria. A quel tempo, il braccio politico-caritatevole di Hamās era ufficialmente registrato e riconosciuto in Israele. Lo stesso Menachem Begin, appena eletto Primo Ministro per il partito Likud nel 1977, diede l'assenso alla regolare registrazione in Israele della «al-Mujammaʿ al-Islāmī» (Associazione Islamica), movimento collegato ai Fratelli Musulmani e fondato dalla sceicco Aḥmad Yāsīn.

    Molti esperti concordano che sebbene Israele non abbia mai sostenuto direttamente Ḥamās, le permise di esistere per opporsi al movimento laico al-Fath di Yasser Arafat.[29] Citiamo per tutti, Tony Cordesman, l'analista per il Medio Oriente del Center for Strategic Studies : Israele «ha aiutato Hamas in modo diretto e indiretto per usarla come antagonista dell'OLP» [ 06-11-2011 22:02 - lia
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  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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