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redazione
Genova, sei morti tragedia annunciata
E' richiesta almeno la versione 9.0.0 del flash player. http://www.adobe.com/shockwave/download/Blocco totale del traffico privato a partire dalle sei di sabato mattina e sino a cessate esigenze, chiusi impianti sportivi e scuole, annullati gare e partite, compresa Genova-Inter, appuntamenti teatrali, spettacoli, eventi. Così Genova si prepara ad affrontare la giornata dopo l'alluvione di ieri, venerdì 4, dopo una nottata tranquilla. Il sindaco Marta Vincenzi ha vietato nelle strade nel territorio del Comune la circolazione di tutti i veicoli, possono circolare solo quelli delle forze armate, degli organi di polizia, dei vigili del fuoco, dei servizi di soccorso, della protezione civile in servizio e gli autoveicoli ad uso speciale adibiti al soccorso di veicoli, taxi, autobus e in generale i veicoli di servizio, tra cui quelli utilizzati da testate televisive con a bordo i mezzi. Stop ai mercati di Terralba, Tortosa, Via dei Costo, Certosa e al biologico di piazza Ronco a Sestri. Il Comune rinnova l'invito alla massima prudenza e ad abbandonare locali situati sul livello della strada e interrati in caso di precipitazioni.
Sono sei le vittime dell'alluvione che ha travolto Genova, facendo esondare i due fiumi e sconquassando la città. E tra i morti si contano anche due bambine. Sono morte insieme alla madre, Shpresa Djala, albanese di 28 anni. Le due piccole vittime si chiamano Gianissa Diann di un anno e Gioia, 8 anni. Le altre due donne identificate sono Angela Chiaramonte, 40 anni, e Serena Costa, 19 anni. La sesta donna si chiama Evelina Pietranera, e gestiva un'edicola a pocho metri da via Ferreggiano. Cinque delle sei vittime sono state inghiottite all'interno di un androne, dove avevano disperatamente cercato di trovare riparo mentre la strada si trasformava in un fiume.
Su internet rimbalzano foto e video che danno l'idea di cosa sta accadendo in città. A esondare, intorno alle 13, il torrente Feregiano, un torrente minore su cui tra l'altro erano di recente stati fatti dei lavori di messa in sicurezza. Da mezzanotte fino a quell'ora nel bacino del Fereggiano sono caduti 300 millimetri di pioggia. L'evento picco si è verificato dopo le 12.30, quando in circa cinque minuti sono caduti 50 mm d'acqua. Appena scesa la prima piena i mezzi e il personale di Protezione Civile e Vigili del Fuoco intervenuti in zona non hanno potuto risalire tutta la via a causa del potenza dell'acqua che trascinava con sè tutto ciò che incontrava sulla strada. L'acqua del torrente ha letteralmente inondato via Ferregiano, dove ci sono state almeno quattro vittime. In questo momento su quelal strada sono arrivate le ruspe che stanno cercando di rimuovere le carcasse di auto e motorini, completamente distrutti e che fanno benc apire quale sia stata la violenza della piena.
Mezz'ora dopo è esondato invece il Bisagno, che ha inondato il piazzale antistante la stazione di Brignole e il quartiere di Borgo Incrociati. La zona è stata evacuata per paura di una seconda piena. Anche sul torrente Bisagno c'è una stroia da raccontare: recentemente era stato costruito uno scolmatore che è anche costato parecchie migliaia di euro. Bisognerà capire come mai la pioggi abbia causato l'esondazione.
In città, intanto, ci sono polemiche anche rispetto alla decisione del Comune di non chiudere le scuole in centro e Levante, mentre erano chiuse da Sestri Ponente verso ovest erano chiuse da ieri. Ma in questa zona non ci sono stati allagamenti.
"E' una tragedia imprevedibile in queste forme - ha detto il sindaco Marta Vincenzi - non mi sento di dare la colpa a nessuno. Il Ferregiano peraltro è un torrente su cui sono stati fatti lavori di messa in sicurezza. Si prevedono altre ondate di piena in altre zone della città, ha aggiunto, dicendo che probabilmente verrà chiesto "lo Stato di emergenza".
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Il dramma di Genova
Le cause sono note da tempo e le responsabilità molto gravi: malgoverno del territorio, urbanizzazione selvaggia, cambiamenti climatici, nessuna prevenzione, costruzioni sul greto dei corsi d’acqua, abbandono dell’agricoltura e, non da ultimo per importanza, troppi e inopportuni condoni edilizi. Tuttavia, gli avvenimenti di dieci giorni fa nella Liguria orientale e nell’alta Toscana, comprensibilmente, possono anche aver colto di sorpresa: si badi bene, non si vuol giustificare, ma solo cercare di capire.
Quel che è accaduto ieri a Genova, però, non è comprensibile, nè ammissibile. Erano previste violente precipitazioni già da quattro o cinque giorni (una “bomba d’acqua”, come dicono i tecnici), vi era la certezza che le infrastrutture di drenaggio non avrebbero potuto reggere un simile impatto, non occorrevano doti divinatorie per sospettare che alcune zone sarebbero state sommerse dalle acque e invase con forza da fango e detriti, da auto in sosta. Eppure, non è stata presa alcuna iniziativa (né a livello locale, né centrale) per scongiurare o, quanto meno, limitare i danni, se non un generico invito ai cittadini di stare attenti: scuole regolarmente aperte, uffici e servizi pubblici funzionanti, mezzi di trasporto privati e collettivi in piena attività, cittadini costretti a uscire di casa per obblighi di studio o di lavoro e per soddisfare le normali necessità quotidiane. Una città assolutamente impreparata e una comunità lasciata in balìa degli eventi, da tutto e da tutti. L’esondazione di un torrente, seppure repentina, non è un colpo di fucile che parte all’improvviso, non è un fulmine a ciel sereno, e nemmeno una imprevedibile scossa di terremoto. E’ un fenomeno pronosticabile in tempo utile, per quanto limitato, per porre in salvo tutti i cittadini, anche con interventi autoritativi di ordine pubblico. Sarebbe bastato impiegare solo un decimo delle energie e delle capacità spiegate in occasione del G8 di dieci anni fa, per evitare l’assurda morte di incolpevoli e fragili esseri umani. Ma, forse, la vita di alcuni cittadini di Genova è ben poca cosa rispetto alla sicurezza del grandi del pianeta. 05-11-2011 18:39 - mariorossi103
Io lotto per un altro sistema dove non ci palazzinari e distruttori che impediscono i flussi dell'acqua.
A Cuba ,qualcuno oggi veniva fucilato,se Avessero permesso a qualcuno di aricchirsi sulla pelle della gente o all'uragano non avesse mobilitato la milizia. 05-11-2011 18:18 - maurizio mariani
Ma pensa i morti sono di destra e il fango e il degrado ambientale e di sinistra.
Complimenti, dimostrate che con una tragedia in corso no perdete tempo a dividere i lavoratori e i piu' deboli.
Mentre fare la Tav il ponte sullo stretto tutte quelle cazzate da fascistoni ultimo impero fanno bene all'ambiente.
Fatevi furbi fascistelli da salotto.
Impegnatevi invece nella cura del territorio e non nella cura delle villette a schiera.
Io vivo in montagna e dalle amministrazioni fasciste ho solo e sempre trovato difficoltà di ogni genere, anch'io posso scendere molto nei particolari. Fatevi furbi tutti quanti 05-11-2011 14:15 - Salvatore