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FUORIPAGINA
04/11/2011
  •   |   Daniela Preziosi
    La piazza democratica tra voto e no

    Dignità, «essere sotto tutela per un grande paese come il nostro è un fatto che ci toglie libertà e dignità», emergenza, «noi qui a far la conta di un deputato o due mentre l'Italia vive la crisi più grave dal dopoguerra». E fiducia da restituire al Paese, che per il presidente Napolitano «non è compito di una parte sola». Queste le parole chiave del discorso di Pier Luigi Bersani che parlerà alle 4 a Roma, a oggi a San Giovanni, nella piazza democratica che si annuncia grande, anche molto grande, pioggia permettendo: l'organizzazione annuncia 14 treni speciali, due navi e oltre 700 pullman. Da Largo del Nazareno giurano che non sarà l'investitura del 'candidato premier', ma le primarie si avvicinano e con loro il tema della premiership. Matteo Renzi, il possibile sfidante ci sarà. Ma per poco: alle 12 deve inaugurare il cantiere del tram di Firenze, alle 18 sarà alla commemorazione di La Pira, che un sindaco a Firenze non può proprio mancare. In mezzo, farà un salto a Roma, «ad ascoltare il segretario». Ci saranno anche i 'soci' del Nuovo Ulivo: Antonio Di Pietro, una delegazione di Sel (Nichi Vendola è a Bari, dove il presidente Napolitano è in visita ufficiale), i Verdi di Bonelli e la segretaria Cgil Susanna Camusso. Sul palco invece, la solidarietà con la Liguria e la Toscana alluvionate. Poi parlerà Laura Boldrini, portavoce dell'Alto Commissariato dell'Onu per i rifugiati, il leader della Spd tedesca Sigmar Gabriel, sfidante di Angela Merkel, il vicepresidente della Dc cilena Jorge Burgos (praticamente imposto dagli ex dc per riequilibrare gli interventi), un videomessaggio del il socialista Francois Hollande, candidato alle presidenziali francesi .
    «Fiducia» e «Ricostruzione in nome del popolo italiano», gli slogan della «festa di popolo», anche con l'ombrello, con una coreografia parecchio tricolore, il segretario ha anche invitato i cittadini non democratici (nel senso di non iscritti al Pd) a portare in piazza la Costituzione e la bandiera italiana. Il segretario chiederà le dimissioni di Berlusconi come condizione per la «ricostruzione» del paese. Tanto più che le performance di ieri del premier sono, se possibili, un altro gradino in giù nella scala del paradosso. La crisi piega il paese, l'alluvione mette in ginocchio Genova, e il premier da Cannes, a 200 chilometri di distanza dai morti, dice che il crollo dei titoli è «una moda passeggera» e che «i ristoranti sono pieni». «Berlusconi ha detto oggi cose che non voglio neanche commentare, tanto mi sembrano stellarmente lontane dalla situazione», replica Bersani. «Ho ascoltato battute che fanno rabbrividire. Cose agghiaccianti, nella situazione in cui siamo».
    La possibilità della caduta del governo c'è, ma il segretario non si schioda dal «mah, vedremo». E al Tg3 della sera anticipa: le misure anti-crisi potranno essere prese da un governo tecnico solo se «sarà autorevole» purché «non sia un ribaltone e non viva sul cabotaggio di un voto che arriva o no». Insomma «ci deve essere un consenso larghissimo perché altrimenti al 2013 non ci possiamo arrivare». Tradotto: lo scetticismo di Bersani, come quello di Pier Ferdinando Casini, sulle possibilità di nascita di un governo di responsabilità nazionale è ormai esplicito.
    Lo sa anche il capo dello Stato, che ieri da Bari non ha rinunciato a chiedere la collaborazione delle opposizioni. E naturalmente al Capo dello Stato non si può dire di no. Ma stavolta, spiega chi alla consultazione al Quirinale ha partecipato, «non ci sarà la riedizione di luglio e agosto», quando le opposizioni per «responsabilità» lasciarono passare le manovre correttive in pochi giorni, ritirando persino gli emendamenti.
    Certo Bersani dal palco non chiederà il voto anticipato. Come ha caldeggiato il capo dello Stato, e come chiede una buona fetta dei dirigenti del Pd, anche per non - è la tesi corrente - scoraggiare i malpancisti Pdl stanchi di Berlusconi ma soprattutto attirati dalla speranza di non interrompere la legislatura. In realtà di malpancisti ce n'è in abbondanza anche nel Pd. Anche se l'avvicinarsi del voto muove il quadro interno. Ieri si è segnalato il ritiro della 'simpatia' verso Renzi da parte di Beppe Fioroni, uno dei suoi sostenitori centristi: «Tante suggestioni mediatiche non hanno dissipato la sensazione di vuoto, la personalizzazione della politica sopravvive a qualsiasi big bang». Giudizio duro. Che forse ha qualcosa a che vedere con i sondaggi che girano a Largo del Nazareno. E che darebbero Bersani primo di gran lunga fra i candidati alle primarie di coalizione.


I COMMENTI:
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  • Altre incarichi e riconoscimenti [modifica]

    Monti mantiene la carica di preside dell'Università Bocconi.

    È stato il primo presidente del Bruegel, un think-tank, nato a Bruxelles nel 2005, composto e finanziato da 16 Stati membri e 28 multinazionali.

    È inoltre presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller[3] e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg[4].

    Dal 2005 è International Advisor per Goldman Sachs.

    Nel 2010, su incarico del Presidente della Commissione Europea Barroso, ha redatto un libro bianco (Rapporto sul futuro del mercato unico) contenente misure per il completamento del mercato unico europeo[5].

    Il 15 settembre 2010, Monti dà il suo appoggio all'iniziativa del gruppo Spinelli, fondato per rinvigorire la spinta federalista nell'Unione Europea. Assieme a lui, hanno dichiarato il proprio supporto Jacques Delors, Daniel Cohn-Bendit, Guy Verhofstadt, Andrew Duff, Elmar Brok.

    Il 2 settembre 2011 Monti dichiara la propria disponibilità riguardo ad un impegno in prima persona per salvare dall'impasse la politica italiana, dicendosi pronto ad una eventuale chiamata del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nell'ottica di formare un governo tecnico di transizione nel dopo-governo Berlusconi. Presumibilmente per un semestre ed in preparazione di nuove elezioni politiche anticipate da tenersi nella primavera 2012.[6]
    Onorificenze [modifica]
    Commendatore - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore
    — Roma, 27 dicembre 1992
    Altri progetti [modifica]

    Collabora a Wikiquote Wikiquote contiene citazioni di o su Mario Monti

    Note [modifica]

    ^ Jeremy Clift. Super Mario and the Temple of Learning in Finance and Development. International Monetary Fund, giugno 2005
    ^ Pisanu: "Governo di larghe intese con un premier credibile". Napoli: "Cosa rappresenta nell'ottica del Pdl?" | tiscali.notizie
    ^ Trilateral.org. URL consultato il 23-09-2011.
    ^ http://bilderbergmeetings.org/governance.html
    ^ Rapporto sul futuro del mercato unico, 2010
    ^ Monti pronto a guidare un governo tecnico

    Bersani tu continua a fare mi raccomando la bella opposizione che solo tu sai fare e omologati ai due Mari 06-11-2011 11:00 - mario draghi e mario monti un nome una garanzia di schiavitu
  • Andare a votare è un diritto/dovere per tutti. Ma quando vedo una classe politica sempre più frammentata e debole non mi sento in dovere di votarla, soprattutto se è ancora in vigore la legge porcata.

    @bozo4 sul fatto di considerare il PD di Veltroni e Renzi come Berlusconi, ti quoto anzi ti straquoto. Però il movimento 5 stelle no, Grillo è un POPULISTA tale e quale a Berlusconi... Allora meglio Vendola, almeno ha fatto già fuori D'Alema in Puglia... 06-11-2011 10:48 - Sara Stones
  • Il dramma x l'Italia è di avere da un lato il ducetto Berlusconi,
    dall'altro lato la massoneria di sinistra, ben rappresentato dal PD.Populismo e mistificazioni intrise di derive personalistiche
    svuotano il senso democratico.
    Un mio amico mi dice che non esiste la perfezione in politica, quasi ad accettare il male minore. A tal punto si accettano molte contraddizioni, fino a trovarci nella situazione attuale, dove il messaggio è "si salvi chi può" vedi la craxiana Camusso.
    X me esiste ancora la coscienza di classe : la classe non è
    acqua, e le contraddizioni esploderanno al punto che torneremo a fare i partigiani! 06-11-2011 09:23 - Andrea lo Staliniano
  • PD + Mafia = Berlusconi ?

    O peggio

    PD = Berlusconi ?

    Quando vedo Rienzi o Veltroni mi vengono in mente queste formule ...

    Credo sia un eccesso di pessimismo: il PD viene dal glorioso PCI che negli anni
    1970 fermo' il terrorismo salvando l' Italia dall' incubo argentino. E' parte
    integrante della identita' nazionale, presumo.

    Non posso credere che questo DNA sia scomparso; ma purtroppo e' inattivo da
    anni, ad esempio oggi il PD appoggia la tossica politica di immigrazione
    clandestina ordinata dagli usurai cosmopoliti di Wall Street, a lungo termine
    piu' pericolosa del terrorismo.

    Il Movimento 5 Stelle dipende da una singola persona fisica, se non si da' uno
    statuto vero non avra' vita lunga ... ma forse non e' stato creato per una vita
    lunga, forse questo movimento e' nato come partito di emergenza ... il PD e i
    sindacati si sono beccati l' AIDS neoliberista, qualcuno deve colmare il
    temporaneo vuoto a sinistra.

    A questo giro penso che votero' per il 5 Stelle. 06-11-2011 08:19 - bozo4
  • Si sta per mettere fine alla porcheria di B&B e subito il terzo B(ersani) se ne viene fouri col suo programma, Purtroppo l'opposizione Pd è incosistente, va scavalcaa anch'essa, ma questa terza ipotesi deve ancora maturare ( non sono certo i berluschini disx come Renzi o Gori a guidare questa terza ipotesi). Ognuno faccia quello che può anche per questo secondo ostacolo. 06-11-2011 07:56 - carlo carlucci
  • Se dai parlamentari togliamo lupi, conigli & furetti non resta quasi nulla. Dimezziamogli stipendio e privilegi. Mentre mi sembra antidemocratica la idea ora tanto trendy di dimezzarne il numero. 06-11-2011 07:38 - bozo4
  • Discorso del buon moderato

    Ho sentito tutto il discorso di Bersani trasmesso in diretta da rainew24, discorso fatto ad una piazza della quale non ho capito il colore delle bandiere ma che certamente non era rosso. Piazza pacifica contrapposta alla piazza del 15 ottobre violenta con inarrivabile cattivo gusto rafforzato da un ringraziamento alla Polizia che sembrava una presa di posizione, uno schierarsi contro i giovani del 15 ottobre. Il discorso è stato decoroso fatto da una persona perbene schifata e stanca delle intemperanze berlusconiane e delle volgarità della destra italiana. Discorso di attacco quasi inaspettato alla Merkel ed a Sarcozy ma che non ha detto una sola parola di critica per il cosidetto "mercato" e per la necessità di imbrigliare la speculazione. Non ha parlato di responsabilità internazionali sulla crisi italiana che viene strumentalizzata per rovinare l'Italia e decuplicarne il debito. Bersani ha assunto impegni seri per la riforma della politica ed impegni generici verso i giovani per i quali non è stata proposta alcuna seria misura contro la precarizzazione. La legge Biagi non è stata nominata. Avrebbe potuto proporre un plafonamento in basso dei salari con il Salario Minimo Garantito e non lo ha fatto. Ha proposto una alleanza del PD-Sel-Idv al terzo polo di Casini. Tutta la politica a sinistra del suo schemino di governo viene ignorata. Come se non esistesse. Fatto nuovo la presenza dei socialdemocratici tedeschi e dei socialisti francesi. Ma sono socialisti come Bersani è comunista, cioè "lo furono". In effetti non ha preso le distanze dal catalogo ingiunto dalla BCE all'Italia tranne una generica cosa detta a proposito dei licenziamenti che non si è capita molto bene. Insomma un discorso del buono ed onesto moderatismo contrapposto a quello degli sguaiati e volgari cortigiani di Berlusconi.
    Pietro Ancona 05-11-2011 21:12 - pietro ancona
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