-
|
Daniela Preziosi
Bersani di piazza e di coalizione
«No, il primo partito del Paese non sarà mai una ruota di scorta», e da Piazza San Giovanni, la piazza democratica - nel senso di iscritti al partito democratico - parte il boato. Volano pallocini bianchi, garriscono le bandiere di partito in quantità industriale e quelle tricolori (tantissime, più che alla festa delle forze armate due piazze più in là). Il voto, di cui qui è vietata anche la parola - mezzo Pd chiede un governo di transizione, il Colle benedice - si avvicina, e Pier Luigi Bersani si candida a guidare il centrosinistra. Ma alla sua maniera «non populista»: «Il senso del guidatore sta nel viaggio di tutti». Fa un po' grande timoniere, ma gli si deve concedere: è il giorno del segretario, che di rospi fin qui ne ha ingoiati parecchi. E così si sfoga con una lunga tirata contro i leader mediatici: «Basta, abbiamo già dato». Parla a Berlusconi perché Renzi intenda.
«Fiducia», invece, è la sua parola d'ordine. Non quella che Berlusconi rischia di riprendersi fa un paio di settimane, ma il brand che Bersani vuole stamparsi in faccia, come certe solide «réclame» di un tempo, per presentarsi al voto.
Al voto che si avvicina. Lo si vede anche sotto il palco. Enrico Letta allegro come mai («Era annunciata pioggia, ma ci abbiamo lavorato», scherza, e in effetti non è piovuto) insegue gli smottamenti di Berlusconi dallo smartphone. Beppe Fioroni fa da cicerone al vicepresidente della Dc cilena Jorge Burgos - gli ex dc nostrani lo hanno voluto sul palco per 'riequilibrare' il socialista francese Hollande e il socialdemocratico tedesco Gabriel -. Burgos fa un gran discorso, la platea lo applaude, ma poi gli canta «el pueblo unido jamas sera vencido». Lucio D'Ubaldo, altro ex dc, si intrattiene con il 'giovane turco' Stefano Fassina a proposito dell'autorità finanziaria globale chiesta dal Pontificio Consiglio Justitia et Pax. Meno allegro Walter Veltroni, alla fine non salirà sul palco per correre, fa sapere, ad una commemorazione dello sceneggiatore Furio Scarpelli. C'è Vecchioni e i Marlene Kuntz, ma questo Pd è molto più «canzone popolare» che Jovanotti.
C'è anche Matteo Renzi. Arriva in auto blu e perfetto completo blu fin dentro le transenne, ma i militanti gli urlano di tutto. Una signora soprattutto: «Perché attacchi il tuo partito? Perché vai a cena ad Arcore? Perché non te ne vai?». Lui prova a fare il piacione: «L'idea che io non venga alla manifestazione del mio partito è assurda come quella di non poter esprimere le mie idee». Quella non molla. Si chiama Eleonora De Musso, è fiorentina. «Perché non fai bene il sindaco?». Giornataccia per Renzi. Se ne va appena Bersani attacca. Ma ha la giustificazione: anche lui una commemorazione, quella di La Pira.
Torniamo al palco, e a Bersani che dice: il Pd che non sarà una ruota di scorta. È quello che i militanti, tantissimi, arrivati da tutta Italia vogliono sapere. La frase che dice tutto: che il Pd non farà da stampella a un governo ribaltonista, che il Pd non regala la premiership ad un leader di partito centrista (leggasi Casini). Che il Pd ci prova: «Per la ricostruzione del paese noi chiediamo agli italiani di essere messi alla prova del governo. Mostreremo di saper essere quel partito riformista e di governo che l'Italia aspetta». Ci prova con un'alleanza, di progressisti e moderati, dice Bersani. Ma poi fa l'appello, ed è un centrosinistra: «Pd, Sel, Idv e Socialisti», pausa, «insieme alle culture radicali e ambientaliste».Tradotto: un primo cerchio per il governo, un secondo cerchio con radicali, sinistra sinistra e Verdi. Poi magari i pannelliani si lamenteranno di essere stati nominati come aggettivi anziché sostantivi; i comunisti di non essere stati nominati. E un po' si lagnerà anche Bonelli, che è venuto in piazza e si tuffa a farsi fotografare fra Letta, Antonio Di Pietro e Riccardo Nencini. Ma il Nuovo Ulivo e compagnia è fatto.«Sono contento di poter annunciare qui che abbiamo fatto passi avanti nella costruzione di un centrosinistra di governo; sia nel lavoro programmatico, sui punti più delicati; sia per l'allestimento di un meccanismo del tutto nuovo che garantisca la stabilità della maggioranza parlamentare; sia per i percorsi di partecipazione popolare, per l'indicazione della leadership del centrosinistra e sia, infine, per una proposta politica comune aperta alle forze moderate».
«Berlusconi vada via», ripete, ridaremo dignità al paese. Quanto al governo di transizione Bersani dice un sì con tanti, troppi se: «Se c'è discontinuità, se c'è una credibilità internazionale e interna, siamo pronti assieme a tutte le opposizioni a prenderci le nostre responsabilità». E comunque «sarebbe un passaggio di transizione, l'avvicinamento ad un ciclo più radicale e impegnativo di cambiamento che potrà avvenire solo con il concorso attivo e l'assunzione di responsabilità e condivisione dei cittadini elettori», insomma solo con il voto si fa «la ricostruzione».
Quanto al programma: costi della politica a livello europeo, riforma della pubblica amministrazione, liberalizzazioni («Noi le sappiamo fare, non questa destra tutta chiacchiere e distintivo», meno flessibilità («non la si può chiedere solo ai lavoratori, non si può tenere un giovane a tirocinio per anni senza che prenda un euro»). E riforma fiscale: «L'evasione deve pagare, i patrimoni rilevanti e le grandi ricchezze devono pagare. Non può pagare solo chi sta pagando adesso e chi ha pagato fin qui, non si può dare addosso solo al lavoro, ai pensionati, alle famiglie». A proposito, c'è Susanna Camusso in piazza e alla fine sale anche sul palco, per la foto di famiglia.
- 07/11/2011 [0 commenti]
- 07/11/2011 [17 commenti]
- 06/11/2011 [16 commenti]
- 06/11/2011 [18 commenti]
- 06/11/2011 [12 commenti]
- 04/11/2011 [22 commenti]
- 04/11/2011 [44 commenti]
- 04/11/2011 [12 commenti]
- 04/11/2011 [20 commenti]
- 04/11/2011 [3 commenti]
- 03/11/2011 [13 commenti]
- 03/11/2011 [5 commenti]
- 03/11/2011 [6 commenti]
- 03/11/2011 [1 commenti]
- 02/11/2011 [8 commenti]
- 02/11/2011 [10 commenti]
- 02/11/2011 [9 commenti]
- 01/11/2011 [3 commenti]
- 01/11/2011 [14 commenti]
- 01/11/2011 [11 commenti]
- 01/11/2011 [14 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Cosa significa “centro antiviolenza”? (DL femminicidio IV parte)
di Luisa Betti - 17.09.2013 02:09
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08











Speriamo bene. 07-11-2011 22:48 - Alessandro
Per ora, da cosiddetto piccolo "semi-leader" di un partito confuso, contraddittorio ed in cerca d' autore, per non scontentare nessuno Bersani finisce puntualmente per dire un sacco di "cazzate" o, ad essere MOLTO ma MOLTO generosi, di autentiche banalità...
In altre parole, dalle mie parti si dice che uno così fa SEMPRE PIU' SPESSO la figura dell' autentico ed integrale "PIRLA", per altro un po' come TUTTO il suo partito di super-confusi, sia ideologicamente che mentalmente... 07-11-2011 22:41 - Fabio Vivian
Bisogna ricordarsi che il muro di Berlino non c'è più, e sul pianeta ci sono 3 miliardi di persone che producono e consumano progressivamente molto più di prima. Questo pone dei probleni a tutti i paesi occidentali, soprattutto a quelli più deboli come il nostro. 07-11-2011 21:42 - marcello gibellini
proprio quello che i lettori del manifesto si aspettano. 07-11-2011 11:12 - Basta!
perdoni l'approccio informale. Sono il giornalista e autore Paolo Barnard, lavoro da due anni con il gruppo di macroeconomisti del Levy Institute Bard College di New York sulla crisi dell'Eurozona. Siamo guidati dal Prof. L. Randall Wray dell’Università del Missouri Kansas City, che coordina altri 10 colleghi inglesi e australiani.
Presidente, è incomprensibile che Lei non scelga di salvare la nazione, e il Suo governo, rendendo pubblico che:
a) l'Euro fu disegnato precisamente per affossare gli Stati del sud Europa, fra cui l’Italia.
b) esistono responsabili italiani ed europei di questo "colpo di Stato finanziario di proporzioni storiche". (una definizione del tutto ragionata offerta dell'economista americano Michael Hudson)
Presidente, dalle pagine del Financial Times, del Wall Street Journal e persino del New York Times, da mesi economisti del calibro di Martin Wolf, Joseph Stiglitz, Paul Krugman, Nouriel Roubini, Marshall Auerback, Le stanno suggerendo la via d'uscita. A Parigi, l’eccellente Prof. Alain Parguez dell’Università di Besancon ne ha trattato esaustivamente. Wray e i suoi colleghi Mosler, Tcherneva e Hudson pure. Nel dettaglio, essi hanno scritto che:
L'Italia è stata condannata a un’aggressione senza precedenti da parte dei mercati dall'operato dei governi di centrosinistra che La hanno preceduta, poiché essi hanno portato il nostro Paese nel catastrofico costrutto dell'Eurozona. Le famiglie italiane e il Suo governo non devono pagare per colpe non loro. Lei deve dire alla nazione ciò che sta veramente accadendo, e chi ci ha condotti a questo dramma.
L'Euro fu pensato nel 1943 dal francese Francois Perroux con il dichiarato intento di "Togliere agli Stati la loro ragion d'essere". La moneta unica è infatti un progetto franco-germanico da quasi mezzo secolo (Attali, Delors, Issing, Weigel et al.), col fine di congelare le svalutazioni competitive d'Italia e Spagna, e col fine di deprimere i redditi del sud Europa per delocalizzare in esso manodopera industriale per l'esclusivo vantaggio del Neomercantilismo franco-tedesco.
Specificamente, la moneta unica:
- Esclude un prestatore di ultima istanza sul modello Federal Reserve USA, proprio per portare la sfiducia dei mercati sui debiti dell'Eurozona.
- I debiti dell'Eurozona non sono più sovrani, poiché l'Euro è moneta che ogni Stato può solo usare, non emettere, e che ogni Stato deve prendere in prestito dai mercati di capitali privati che lo acquisiscono all'emissione. L'Euro è moneta di nessuno, non sovrana per alcuno.
- I due punti precedenti hanno distrutto il fondamentale più importante della macroeconomia di Stato, che è "Ability to pay", cioè la capacità di uno Stato di onorare sempre il proprio debito emettendo la propria moneta sovrana. L’attuale aggressività dei mercati contro il nostro Paese (ed altri) è dovuta in larghissima parte proprio alla loro consapevolezza della nostra perdita di "Ability to pay", la cui presenza è infatti l'unica rassicurazione che può calmare i mercati. Motivo per il quale il Giappone dello Yen sovrano, che registra il 200% di debito/PIL, non è da essi aggredito e ha inflazione vicina allo 0%. Motivo per cui l'Italia della Lira sovrana mai si trovò in condizioni simili al dramma attuale, nonostante parametri ben peggiori di quelli oggi presenti.
- L'Euro è moneta insostenibile, disegnata precisamente affinché l'assenza radicale di "Ability to pay" nei governi più deboli dell’Eurozona inneschi un circolo vizioso di crisi che alimenta la sfiducia dei mercati che alimenta crisi. Non se ne esce, qualsiasi correttivo non altera, né mai altererà, questo fondamentale negativo, e i mercati infatti non si placano.
- Le estreme misure di austerità per la riduzione del deficit di bilancio che vengono oggi imposte al Suo governo, sono distruttive per la Aggregate Demand di cui qualsiasi economia necessita per crescere. Sono cioè il farmaco che causa la malattia, invece di curarla. Anche questo non accade per un caso.
- Tali misure ci vengono imposte proprio perché il nostro debito pubblico non è più sovrano, a causa dell'adozione di una moneta non sovrana. Infatti, ogni spazio di manovra del Suo governo al fine di stimolare crescita e riduzione del debito attraverso scelte di spesa sovrana (fiscal policy), è stato annullato dall'adozione della moneta unica, che, ribadisco, l'Italia non può emettere come invece fanno USA o Giappone. Si tratta di una perdita di sovranità governativa senza precedenti nella storia repubblicana, e di cui le misure imposte dalla Commissione UE come il European Semester e l'Europact sono l'espressione più estreme, ma di cui noi cittadini e Lei paghiamo le estreme conseguenze.
- L'Euro e i Trattati europei che l’hanno introdotto, sbandierati a salvezza nazionale dal centrosinistra, stanno, per i motivi sopraccitati, umiliando l'Italia, nazione che ha uno dei risparmi privati migliori del mondo, 9.000 miliardi in ricchezza privata, una capacità industriale invidiata dai G20, banche assai più sane della media occidentale, e parametri di deficit che sono inferiori ad altri Stati dell'Eurozona. Lei, Presidente, sarà il capro espiatorio, noi italiani ne soffriremo conseguenze devastanti per generazioni.
Presidente, Lei deve e può denunciare pubblicamente la realtà di questa moneta disegnata per fallire. Lei può e deve smascherare le responsabilità del centrosinistra italiano e dei governi 'tecnici' in queste scelte sovranazionali catastrofiche.
Presidente, il team di macroeconomisti accademici del Levy Institute Bard College di New York e dell'Università del Missouri Kansas City, sono coloro che hanno strutturato il piano Jefes che ha portato l'Argentina dal default al divenire una delle economie più in crescita del mondo di oggi. Essi sono a Sua disposizione per definire sia la strategia comunicativa che quella economica per salvare l'Italia, e il Suo governo, da un destino tragico e che non meritiamo.
In ultimo una precisazione di ordine morale.
Presidente, io non sono un Suo elettore, e avrei cose dure da dire sul segno che la Sua entrata in politica ha lasciato in Italia. Ma non sono un cieco fanatico vittima della cultura dell’odio irrazionale che ha posseduto gli elettori dell’opposizione in questo Paese, guidati da falsari ideologici disprezzabili, come Eugenio Scalfari, Paolo Flores d’Arcais, Paolo Savona, e i loro scherani mediatici come Michele Santoro, Marco Travaglio e codazzo al seguito. Perciò come prima cosa mi ripugna che Lei sia bollato come il responsabile di colpe che Lei non ha, e che sono tutte a carico del centrosinistra italiano. Incolpare un innocente, per quanto criticabile egli sia, è sempre inaccettabile. Ma soprattutto, Presidente, se l’Italia verrà consegnata dal golpe finanziario in atto contro di noi, e da elettori sconsiderati e ignoranti, nelle mani del Partito Democratico, per noi sarà la fine. Sarà l’entrata trionfale a Roma dei carnefici del Neoliberismo più impietoso, sarà la calata della Shock Therapy su un popolo ignaro, cioè il saccheggio del bene comune più scientificamente organizzato di ogni tempo, quello che nell’Est europeo ha già mietuto più di 40 milioni di vite in due decadi, senza contare le sofferenze sociali inenarrabili che porta con sé.
I volti di Mario Monti, di Massimo D’Alema, di Mario Draghi, di Romano Prodi, dell’infimo Bersani, sono le maschere funebri di questa nazione, veri criminali e falsari di portata storica. Il cerimoniere complice si chiama Giorgio Napolitano.
Mi appello a Lei Presidente perché mi rendo conto che i miei connazionali non hanno la più pallida idea di ciò che il centrosinistra italiano ha già inflitto al nostro Paese, di ciò che gli infliggerebbe se salisse al governo, ma soprattutto di chi li guida dietro le quinte. Le eminenze grigie sono le elite Neoclassiche, Neomercantili e Neoliberiste, gente senza nessuna pietà.
Resista Presidente, affinché Lei possa usare il tempo che Le rimane per smascherare il “colpo di Stato finanziario” che sta travolgendo, fra gli altri, la nostra Italia. I mercati finanziari della “classe predatrice”, così ben descritta nella sua abiezione dall’americano James Galbraith, la odiano a morte, ci odiano a morte. Sia, Presidente, colui che piazza la mina nei cingoli della loro macchina infernale, rivelandone l’inganno chiamato Euro e Trattato di Lisbona. Gli italiani non lo faranno. Non ne sono capaci.
Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=257
7.11.2011 07-11-2011 11:08 - la nonna di paolo
Le scorte di munizioni in Libia orientale rimangono per gran parte non custodite, nonostante le promesse del governo NTC/ALQAEDA. Nei Bazar all’aperto , uno a Bengasi centrale, armi di piccolo calibro sono comprate e scambiate facilmente dopo la preghiera del venerdì pomeriggio, con fucili d’assalto, venduti per 1.100 dinari libici ($900).
Adesso le case per le ragazze della ex-protezione sociale sono chiamate ‘GIRLS PROBLEMS‘. Vivere a due e quattro in una stanza, le donne dicono che il loro stipendio mensile è stato tagliato dal governo della NTC/ALQAEDA.
Il loro cibo ridotto a principalmente uova e formaggio.
Le donne temono la che le loro difficoltà sarà dimenticato dal “governo” della NTC/ALQAEDA.
Un uomo scoppiò di rabbia nell’ ufficio principale, gridando e lacerando la sua camicia per mostrare la frustrazione per pagamenti sociali che ha chiamato un “tozzo di pane”. – “Mi piacerebbe studiare, ma non posso avere una vita,” ha detto una delle ragazze, le lacrime nei suoi occhi.Un procuratore mi ha ordinato si essere rinchiusa in una cella oscura della dimensione di un armadio per 12 giorni, con nessun cambiamento di vestiti o WC.”
SIRTE – I libici sono ribollente con rabbia e paura, un avviso cattivo di sangue che avvelenerà Libia per gli anni a venire.
“Si dimenticherebbe se qualcuno ha ucciso tuo figlio ingiustamente? Non che non dimenticherete. La gente qui non potrà mai dimenticare. Bande armate del NTC hanno rubato i nostri mobili, bruciarono la nostra casa e ha preso la nostra macchina,” ha detto Umm Khaled, appena si sedette in una tenda che lei condivide con decine della sua famiglia restante nel deserto.
Le persone in Sirte sono particolarmente ostili a bande di Misrata che stanno vandalizando le tombe e tanto di distruzione e uccisioni a
Sirte – tra cui quelli di tutta la famiglia di Gheddafi.
Centinaia di famiglie con nessun posto dove andare a dopo che le loro case sono stati demolite nella guerra ora sono sparsi nei villaggi intorno a Sirte. Alcuni soggiornano con i parenti. Altri vivono in tende nel deserto, baracche deserte ed in edifici di vecchie scuole.
I libici mantengono ancora foto del Leader Gheddafi segretamente nascoste tra i propri averi, e fanno riferimento a lui come il “Leader martire” .
“Abbiamo solo quattro cose nella vita, mi capisci? abbiamo vissuto in sicurezza con Muammar, non abbiamo mai pensato che finiremo per vivere in una scuola,”. Poi ha preso di questo corrispondente il quaderno e penna e ha scritto:
“Allah, Muammar, Libia. E… questo è tutto. ”
“Guarda intorno a te, si vede alcun aiuto di cibo da organizzazioni o qualsiasi funzionario visitandoci? Nessuno.”
Una " meravigliosa foto di Sirte " :
http://1.bp.blogspot.com/-USgGapqL-dc/TrWHMYFXGhI/AAAAAAAADdY/j8z847VWSUo/s400/sirte+devasted+1.jpg 06-11-2011 17:19 - Una " meravigliosa foto di Sirte "
Dopo la notte la bufera. 06-11-2011 16:11 - gabriele