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FUORIPAGINA
07/11/2011
  •   |   Andrea Fabozzi
    Il riformista e il Democratico

    Due iscritti al Pd: 23 anni Andrea Fidanza, 24 Jacopo Arpetti. Abruzzesi dell'Aquila tutti e due, il primo studia medicina il secondo economia. Siamo in piazza San Giovanni, lato destro guardando il palco. Sta cantando Vecchioni. Fidanza ha una leggera barba bionda, una famiglia politicamente agnostica, è un giovane dirigente del partito regionale. Arpetti è di famiglia socialista, si è spostato da poco a Roma alla Luiss, ha una montatura scura e una borsa a tracolla. Sono amici.

     

    Andrea: Elezioni? Adesso no, sono l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno. Con la campagna elettorale non si può affrontare la crisi. Serve un governo tecnico ma con dentro anche il Pdl, mica possiamo tradire il voto degli elettori. Noi non vogliamo ribaltoni. Le elezioni verranno dopo e il nostro candidato dev'essere Bersani. Il segretario è uno che venti anni fa sarebbe stato riconosciuto da tutti come un grande leader, solo che adesso paga un po' il clima di antipolitica.
    Jacopo: L'unico candidato del Pd che i miei amici di destra sarebbero disposti a votare è Matteo Renzi. Se volesse correre anche lui sarebbe una buona cosa. Poi decideranno le primarie.
    Andrea: Lo statuto del partito dice che il candidato alle primarie di coalizione è il segretario punto è basta. Se ci sono delle regole bisogna rispettarle. E poi Renzi lo voterebbero non «anche» ma «solo» quelli di destra. Pensiamo invece ai nostri elettori. Io dico che questa volta il Pd deve scrivere il programma che ritiene migliore e dopo presentarlo agli eventuali alleati: chi ci sta ci sta. Io spero Vendola e Di Pietro.
    Jacopo: Di Pietro è un populista di destra che da giovane era missino. Vendola è l'espressione di una sinistra che ha finito di esistere nella realtà. Sinceramente penso che una qualche alleanza con l'Udc bisognerà pur farla, anche se questo vorrebbe dire mettere da parte questioni importanti come le coppie di fatto e il testamento biologico. Ma visto che ripetiamo sempre che bisogna chiudere con il berlusconismo allora dobbiamo coerentemente allearci con il centro non berlusconiano.
    Andrea: Vuoi chiudere col berlusconismo e poi mi proponi Renzi che ha la stessa impostazione leaderistica? Un partito non è il suo capo e basta. Guarda, lo vedi quanti siamo qui? Se non ci fosse Bersani ci saremmo lo stesso, per il partito.
    Jacopo: Ma guarda tu quel che c'è in giro nei nostri circoli: i giovani che stanno con noi sono pochi. C'è un filo rosso che lega l'incapacità del partito di coinvolgere quelli della nostra età, l'abitudine del sindacato di proteggere i già garantiti e il fatto che i nuovi movimenti coinvolgono molto di più di quanto facciamo noi.
    Andrea: Ascolta, i nostri coetanei «indignati» quando decideranno di fare veramente politica è da noi che dovranno venire. E comunque stiamo ai fatti. Se c'è un segretario che ha rivitalizzato l'organizzazione giovanile del partito quello è Bersani. Ha dato cittadinanza ai giovani democratici il che significa che il voto di un iscritto giovane conta come quello di un tesserato normale del partito.
    Jacopo: Sì, e ti considerano juniores fino a 29 anni, ti rendi conto? Abbiamo un'idea stantia della politica per questo non c'è nessuno veramente giovane che ci rappresenta.
    Andrea: Non è vero, ne abbiamo tanti di valore in direzione: Orfini, Fassina, Cuperlo, Orlando...
    Jacopo: Cuperlo? Ma avrà sessant'anni.
    Andrea: Ne ha cinquanta.
    Jacopo: È lo stesso. Dopo Veltroni c'è stato uno scollamento del mondo giovanile dal partito, questo devi riconoscerlo. Veltroni aveva fatto un'ottima operazione di marketing.
    Andrea: Appunto, di marketing.
    Jacopo: Guarda che io lo dico in senso positivo. Serve anche il marketing. La comunicazione è importante. Per dire, uno slogan come «noi la crisi non la paghiamo» ti può piacere o no ma funziona.
    Andrea: Quello lo grido anche io quando faccio le manifestazioni universitarie. Perché non si possono tagliare cultura e istruzione. Certo, se facessimo un discorso più generale, credo che nelle condizioni in cui sono i conti pubblici qualche sacrificio bisognerà pur farlo, ma con equità. Piuttosto, meglio che non parliamo dell'università: ricordati che Renzi ha proposto l'abolizione del valore legale del titolo di studio.
    Jacopo: Mi sembra giusto.
    Andrea: Lo vedi? E poi tu dici di essere di sinistra.
    Jacopo: Sono di sinistra, certo. Di una sinistra riformista. Perché tu come ti definisci?
    Andrea: Io? Democratico.


I COMMENTI:
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  • @sbef anche noi ci proviamo a dire la nostra e tu non ci vedi altro che sberleffi. E supponi cose che non conosci: che ne sai tu se chi scrive qui potrebbe mai permettersi la retta della LUISS più l'alloggio fuorisede, come fa il tuo compagno di partito. Che ne sai se per esempio non ha dovuto smettere di studiare dopo la laurea, perché la ricerca non è finanziata. Che ne sai se all'università manco c'è potuto arrivare. Ma no, siamo radical-chic per genoma, per inferiorità biologica, tanto siamo sul Manifesto! Se proprio devi parlare di radical-chic, forse sarebbe più appropriato dirlo al tuo luissino.
    Invece di cavartela con definizioni facili facili, prova a rispondere a qualche argomento, se vuoi mostrarti davvero responsabile. E poi che vorrebbe dire "responsabile"? Una politica e un partito che mettessero in primo piano salari e servizi pubblici dignitosi per tutti, per fronteggiare un impoverimento non più sostenibile del ceto medio che dura da quasi vent'anni, mentre un territorio non più mantenuto ma intasato di cattedrali nel deserto sprofonda e i privilegi aumentano (quelli veri, di dirigenti, imprenditori e appaltatori da terremoto, non quelli di chi ha un semplice contratto a tempo indeterminato), ecco, quello sarebbe essere responsabili. (E' roba che sta nella Costituzione, eh. Mica l'han scritta i radical chic, sai? No, piuttosto i fondatori del tuo partito. Titolo V della Costituzione.)
    Purtroppo nè in ciò che tu dici né in ciò che dicono i tuoi compagni di partito c'è la minima traccia di quell'attenzione all'equità e alla dignità della vita per tutti e non per pochi che dovrebbe essere l'unico, il solo discrimine IRRINUNCIABILE tra destra e sinistra. Ma fare la predica sulla responsabilità a macchinetta, senza parlare di contenuti né di idee, è più facile e dà più soddisfazione. Guarda che qui piacerebbe a tanti potersi unire a sinistra, pure su un programma minimo. Vorremmo però che fosse sinistra, cioè che la FINISSE una volta per tutte e CON CHIAREZZA di spostare ricchezza dalla maggior parte delle persone ai pochi più ricchi, di abolire il ruolo del pubblico per lasciare tutte le risorse e i servizi ai privati speculatori, in un ritorno al medioevo feudale! 07-11-2011 23:09 - livia
  • se questi sono i giovani, preferisco quasi quasi i vecchi come Bersani (della serie non c'è mai fine al peggio).
    Scherzi a parte: ma era proprio necessario dare tutto questo spazio ai Giovani Derelitti? 07-11-2011 21:45 - Alessandro Pascale
  • da iscritta Pd 22enne e lettrice del manifesto..(si ogni tanto capita...fino a che le due scelte non saranno proibite...) sottolineo due cose: la prima il linguaggio vuoto, stereoptipato e preconfezionato dei due ragazzi, che però almeno ci provano a dire la loro, mettendo nero su bianco i loro nomi e cognomi, almeno di questo bisogna dare loro atto; la seconda, il tono di sberleffo tipico della sinistra radical chic che gode nel vedere dileggiati due prototipi della sinistra piddina...come al solito la grande unità che ci contraddistingue...la sinistra italiana tutta quanta, intellettuale,politica dal pd ai non allineati passando per appartenenti a qualsiasi altro filone dovrebbe cercare un po' di responsabiltà e di condivisione comune...cosa aimè ormai da tempo provata essere impossibile..e poi vogliamo essere alternativi a Silvietto...ma dove??? siamo ridicoli e irresponsabili tutti quanti... 07-11-2011 20:45 - sbaf
  • ...YAAAAAAWNNNNNN!!! (O 07-11-2011 19:18 - Harken
  • Un po' come sparare sulla Croce Rossa...

    Davvero IMBARAZZANTE il livello del dibattito.
    Che gente di 25 anni abbia come linea d'orizzonte del fare politica l'attribuzione di voti ed etichette a questo e a quello (Vendola nostalgico, Di Pietro populista ex-missino, Veltroni molto fashion, Bersani amico dei giovani...), oppure meri calcoli elettoralistici, è soprattutto molto DEPRIMENTE.

    Ma ce l'hanno costoro uno straccio di idea di società, pure fantasiosa, utopica, ingenua (cristo, c'hanno 25 anni. Ma dove sta l'immaginazione?).
    Che continuino a ragionare proprio come i loro padri putativi 50-60enni è solo il segno della loro opprimente impotenza, della loro inesorabile vocazione alla sconfitta. Con la differenza che i loro padri sono i rottami spaventati e perdenti dell'89. Loro le scorie inutili e presuntuose di 20 anni dopo, ignari dei cambiamenti radicali del mondo che travolgeranno in un colpo i loro supponenti ragionamenti di opportunità. 07-11-2011 19:08 - Alessandro
  • Ascolta, i nostri coetanei «indignati» quando decideranno di fare veramente politica è da noi che dovranno venire.

    AHAHAHAH QUESTO NON HA CAPITO PROPRIO NIENTE... POVERI SCEMI... SARANNO TRAVOLTI. 07-11-2011 17:51 - Mauro
  • vi prego diteci che questo dialogo ve lo siete inventato 07-11-2011 17:04 - arf
  • Aaaah ecco che significa "riformista" ... neoliberista: uno che pensa ancora che
    gli usurai cosmopoliti di Wall Street non vogliono farci schiavi nelle loro
    miniere di carbone. E pensa che Veltroni non e' con loro. 07-11-2011 17:00 - bozo4
  • PD + Mafia = Berlusconi ?

    O peggio

    PD = Berlusconi ?

    Quando vedo Rienzi o Veltroni mi vengono in mente queste formule ...

    Credo sia un eccesso di pessimismo: il PD viene dal glorioso PCI che negli anni
    1970 fermo' il terrorismo salvando l' Italia dall' incubo argentino. E' parte
    integrante della identita' nazionale, presumo.

    Non posso credere che questo DNA sia scomparso; ma purtroppo e' inattivo da
    anni, ad esempio oggi il PD appoggia la tossica politica di immigrazione
    clandestina ordinata dagli usurai cosmopoliti di Wall Street, a lungo termine
    piu' pericolosa del terrorismo.

    Il Movimento 5 Stelle dipende da una singola persona fisica, se non si da' uno
    statuto vero non avra' vita lunga ... ma forse non e' stato creato per una vita
    lunga, forse questo movimento e' nato come partito di emergenza ... il PD e i
    sindacati si sono beccati l' AIDS neoliberista, qualcuno deve colmare il
    temporaneo vuoto a sinistra.

    A questo giro penso che votero' per il 5 Stelle. 07-11-2011 16:52 - bozo4
  • Il nome "esoterico" del PD (meno elle...) è Cassandra Crossing!!!
    PCI-PDS-DS-PD...sono sempre loro (come la COOP sei tu).Dalla 3^ Internazionale a oggi...non cambieranno mai, mai, mai. Il sacco delle città (vedi la tragedia di Genova) è anche colpa loro: l'inciucio comincia dal dopoguerra (forse anche prima): si sono insinuati e compromessi in tutti i posti e posticini di potere. Se ancora non l'avete fatto, mollateliiiiiiiiiiiiii!!! 07-11-2011 16:48 - Aldo
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    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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