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Andrea Fabozzi
Il riformista e il Democratico
Due iscritti al Pd: 23 anni Andrea Fidanza, 24 Jacopo Arpetti. Abruzzesi dell'Aquila tutti e due, il primo studia medicina il secondo economia. Siamo in piazza San Giovanni, lato destro guardando il palco. Sta cantando Vecchioni. Fidanza ha una leggera barba bionda, una famiglia politicamente agnostica, è un giovane dirigente del partito regionale. Arpetti è di famiglia socialista, si è spostato da poco a Roma alla Luiss, ha una montatura scura e una borsa a tracolla. Sono amici.
Andrea: Elezioni? Adesso no, sono l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno. Con la campagna elettorale non si può affrontare la crisi. Serve un governo tecnico ma con dentro anche il Pdl, mica possiamo tradire il voto degli elettori. Noi non vogliamo ribaltoni. Le elezioni verranno dopo e il nostro candidato dev'essere Bersani. Il segretario è uno che venti anni fa sarebbe stato riconosciuto da tutti come un grande leader, solo che adesso paga un po' il clima di antipolitica.
Jacopo: L'unico candidato del Pd che i miei amici di destra sarebbero disposti a votare è Matteo Renzi. Se volesse correre anche lui sarebbe una buona cosa. Poi decideranno le primarie.
Andrea: Lo statuto del partito dice che il candidato alle primarie di coalizione è il segretario punto è basta. Se ci sono delle regole bisogna rispettarle. E poi Renzi lo voterebbero non «anche» ma «solo» quelli di destra. Pensiamo invece ai nostri elettori. Io dico che questa volta il Pd deve scrivere il programma che ritiene migliore e dopo presentarlo agli eventuali alleati: chi ci sta ci sta. Io spero Vendola e Di Pietro.
Jacopo: Di Pietro è un populista di destra che da giovane era missino. Vendola è l'espressione di una sinistra che ha finito di esistere nella realtà. Sinceramente penso che una qualche alleanza con l'Udc bisognerà pur farla, anche se questo vorrebbe dire mettere da parte questioni importanti come le coppie di fatto e il testamento biologico. Ma visto che ripetiamo sempre che bisogna chiudere con il berlusconismo allora dobbiamo coerentemente allearci con il centro non berlusconiano.
Andrea: Vuoi chiudere col berlusconismo e poi mi proponi Renzi che ha la stessa impostazione leaderistica? Un partito non è il suo capo e basta. Guarda, lo vedi quanti siamo qui? Se non ci fosse Bersani ci saremmo lo stesso, per il partito.
Jacopo: Ma guarda tu quel che c'è in giro nei nostri circoli: i giovani che stanno con noi sono pochi. C'è un filo rosso che lega l'incapacità del partito di coinvolgere quelli della nostra età, l'abitudine del sindacato di proteggere i già garantiti e il fatto che i nuovi movimenti coinvolgono molto di più di quanto facciamo noi.
Andrea: Ascolta, i nostri coetanei «indignati» quando decideranno di fare veramente politica è da noi che dovranno venire. E comunque stiamo ai fatti. Se c'è un segretario che ha rivitalizzato l'organizzazione giovanile del partito quello è Bersani. Ha dato cittadinanza ai giovani democratici il che significa che il voto di un iscritto giovane conta come quello di un tesserato normale del partito.
Jacopo: Sì, e ti considerano juniores fino a 29 anni, ti rendi conto? Abbiamo un'idea stantia della politica per questo non c'è nessuno veramente giovane che ci rappresenta.
Andrea: Non è vero, ne abbiamo tanti di valore in direzione: Orfini, Fassina, Cuperlo, Orlando...
Jacopo: Cuperlo? Ma avrà sessant'anni.
Andrea: Ne ha cinquanta.
Jacopo: È lo stesso. Dopo Veltroni c'è stato uno scollamento del mondo giovanile dal partito, questo devi riconoscerlo. Veltroni aveva fatto un'ottima operazione di marketing.
Andrea: Appunto, di marketing.
Jacopo: Guarda che io lo dico in senso positivo. Serve anche il marketing. La comunicazione è importante. Per dire, uno slogan come «noi la crisi non la paghiamo» ti può piacere o no ma funziona.
Andrea: Quello lo grido anche io quando faccio le manifestazioni universitarie. Perché non si possono tagliare cultura e istruzione. Certo, se facessimo un discorso più generale, credo che nelle condizioni in cui sono i conti pubblici qualche sacrificio bisognerà pur farlo, ma con equità. Piuttosto, meglio che non parliamo dell'università: ricordati che Renzi ha proposto l'abolizione del valore legale del titolo di studio.
Jacopo: Mi sembra giusto.
Andrea: Lo vedi? E poi tu dici di essere di sinistra.
Jacopo: Sono di sinistra, certo. Di una sinistra riformista. Perché tu come ti definisci?
Andrea: Io? Democratico.
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Invece di cavartela con definizioni facili facili, prova a rispondere a qualche argomento, se vuoi mostrarti davvero responsabile. E poi che vorrebbe dire "responsabile"? Una politica e un partito che mettessero in primo piano salari e servizi pubblici dignitosi per tutti, per fronteggiare un impoverimento non più sostenibile del ceto medio che dura da quasi vent'anni, mentre un territorio non più mantenuto ma intasato di cattedrali nel deserto sprofonda e i privilegi aumentano (quelli veri, di dirigenti, imprenditori e appaltatori da terremoto, non quelli di chi ha un semplice contratto a tempo indeterminato), ecco, quello sarebbe essere responsabili. (E' roba che sta nella Costituzione, eh. Mica l'han scritta i radical chic, sai? No, piuttosto i fondatori del tuo partito. Titolo V della Costituzione.)
Purtroppo nè in ciò che tu dici né in ciò che dicono i tuoi compagni di partito c'è la minima traccia di quell'attenzione all'equità e alla dignità della vita per tutti e non per pochi che dovrebbe essere l'unico, il solo discrimine IRRINUNCIABILE tra destra e sinistra. Ma fare la predica sulla responsabilità a macchinetta, senza parlare di contenuti né di idee, è più facile e dà più soddisfazione. Guarda che qui piacerebbe a tanti potersi unire a sinistra, pure su un programma minimo. Vorremmo però che fosse sinistra, cioè che la FINISSE una volta per tutte e CON CHIAREZZA di spostare ricchezza dalla maggior parte delle persone ai pochi più ricchi, di abolire il ruolo del pubblico per lasciare tutte le risorse e i servizi ai privati speculatori, in un ritorno al medioevo feudale! 07-11-2011 23:09 - livia
Scherzi a parte: ma era proprio necessario dare tutto questo spazio ai Giovani Derelitti? 07-11-2011 21:45 - Alessandro Pascale
Davvero IMBARAZZANTE il livello del dibattito.
Che gente di 25 anni abbia come linea d'orizzonte del fare politica l'attribuzione di voti ed etichette a questo e a quello (Vendola nostalgico, Di Pietro populista ex-missino, Veltroni molto fashion, Bersani amico dei giovani...), oppure meri calcoli elettoralistici, è soprattutto molto DEPRIMENTE.
Ma ce l'hanno costoro uno straccio di idea di società, pure fantasiosa, utopica, ingenua (cristo, c'hanno 25 anni. Ma dove sta l'immaginazione?).
Che continuino a ragionare proprio come i loro padri putativi 50-60enni è solo il segno della loro opprimente impotenza, della loro inesorabile vocazione alla sconfitta. Con la differenza che i loro padri sono i rottami spaventati e perdenti dell'89. Loro le scorie inutili e presuntuose di 20 anni dopo, ignari dei cambiamenti radicali del mondo che travolgeranno in un colpo i loro supponenti ragionamenti di opportunità. 07-11-2011 19:08 - Alessandro
AHAHAHAH QUESTO NON HA CAPITO PROPRIO NIENTE... POVERI SCEMI... SARANNO TRAVOLTI. 07-11-2011 17:51 - Mauro
gli usurai cosmopoliti di Wall Street non vogliono farci schiavi nelle loro
miniere di carbone. E pensa che Veltroni non e' con loro. 07-11-2011 17:00 - bozo4
O peggio
PD = Berlusconi ?
Quando vedo Rienzi o Veltroni mi vengono in mente queste formule ...
Credo sia un eccesso di pessimismo: il PD viene dal glorioso PCI che negli anni
1970 fermo' il terrorismo salvando l' Italia dall' incubo argentino. E' parte
integrante della identita' nazionale, presumo.
Non posso credere che questo DNA sia scomparso; ma purtroppo e' inattivo da
anni, ad esempio oggi il PD appoggia la tossica politica di immigrazione
clandestina ordinata dagli usurai cosmopoliti di Wall Street, a lungo termine
piu' pericolosa del terrorismo.
Il Movimento 5 Stelle dipende da una singola persona fisica, se non si da' uno
statuto vero non avra' vita lunga ... ma forse non e' stato creato per una vita
lunga, forse questo movimento e' nato come partito di emergenza ... il PD e i
sindacati si sono beccati l' AIDS neoliberista, qualcuno deve colmare il
temporaneo vuoto a sinistra.
A questo giro penso che votero' per il 5 Stelle. 07-11-2011 16:52 - bozo4
PCI-PDS-DS-PD...sono sempre loro (come la COOP sei tu).Dalla 3^ Internazionale a oggi...non cambieranno mai, mai, mai. Il sacco delle città (vedi la tragedia di Genova) è anche colpa loro: l'inciucio comincia dal dopoguerra (forse anche prima): si sono insinuati e compromessi in tutti i posti e posticini di potere. Se ancora non l'avete fatto, mollateliiiiiiiiiiiiii!!! 07-11-2011 16:48 - Aldo