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FUORIPAGINA
07/11/2011
  •   |   Adriana Pollice
    Romanzo e carcere. Paul Auster a Napoli
    Tra le carte di Leopardi in Biblioteca Nazionale e la visita al carcere di Secondigliano, un intero week end in città per lo scrittore newyorkese Paul Auster che ha ritirato il Premio Napoli, sezione “Letterature straniere”, per il suo ultimo romanzo Sunset Park (Einaudi). “Sono stato in cella ma mai in prigione – racconta -. Questa esperienza avrà un grande impatto sulla mia vita, ci rifletterò per molto tempo. A pensarci bene tutto il mio lavoro è concentrato su personaggi che vivono in spazi ristretti”. Un segno forte lo ha lasciato anche Leopardi: autore che Auster ha letto in più traduzioni, ma anche in originale, grazie agli studi al collage e allo zio, Allen Mandelbaum, che lo ha introdotto alla poesia e alla cultura italiana: “Avevo 16, 17 anni e lui leggeva tutto ciò che scrivevo, giudicando con severità. Aveva passato dodici anni in Italia e ne aveva approfittato per tradurre Quasimodo e Ungaretti, che poi ho incontrato proprio con mio zio a New York, all’hotel Carlyle. In seguito, tornato in America, tradusse anche la Divina Commedia, le Metamorfosi, l’Odissea e l’Iliade”. Leopardi ma anche Italo Svevo, per cui nutre una tale passione da averne abbracciato la statua a Trieste, nel 2009, in segno di affetto. Sedici romanzi e quattro sceneggiature, ma il cinema per ora non è tra gli impegni: “Fare film indipendenti è diventato impossibile, siamo al collasso, non ci sono distributori se non per le pellicole da grandi incassi. L’ultima volta, quattro anni fa, avevamo così pochi soldi che abbiamo girato in Portogallo con quattro attori, alla fine ero distrutto”. Gli Stati Uniti di Obama hanno sul tavolo ancora tutti i nodi dell’era Bush: “Non credo che uno scrittore debba impegnarsi necessariamente in politica. Alcuni dei più grandi non hanno mai avuto a che fare con la politica. E alcuni che invece facevano politica hanno lasciato libri bruttissimi. Piuttosto mi impegno a livello personale nelle campagna “Freedom to Write” per la libertà di parola di scrittori, saggisti e giornalisti. Ci sono casi famosi in Russia e in Cina ma è un grave problema anche in Messico, dove molti cronisti sono stati uccisi, e in molte altre parti del mondo”. La realtà però irrompe nel racconto così il protagonista di Sunset Park si occupa di trashing out, cioè sgombera le casa pignorate, e intanto fotografa gli oggetti abbandonati dalla classe media travolta dalla crisi, fino a domandarsi “se valga la pena sperare in un futuro quando non c’è futuro”. “Obama è un politico di centro – spiega Auster – io sono più a sinistra, il problema è che tutte le sue riforme sono state respinte dalla destra. E’ troppo corretto, pulito. Lyndon Johnson ha ottenuto la legislazione sui diritti civili telefonando ai senatori e dicendo ‘vuoi che racconti alla stampa che vai a letto con i ragazzini?’ Se invece dici guardate nel fondo della vostra coscienza non funziona”. Sedici romanzi tutti scritti a mano e poi ricopiati su una macchina da scrivere usata: “L’unica cosa costante della mia vita. Per ora i nastri si trovano ancora a Brooklyn e quindi non c’è motivo di cambiare. Mi ero procurato un Pc per scrivere una sceneggiatura, perché era più semplice cambiare le battute, poi l’ho regalato a un mio amico poeta a corto di soldi. Avevo anche un telefono mobile ma non è che proprio lo volessi così quando mia figlia adolescente ha perso il suo terzo cellulare le ho dato il mio dicendo ‘è di tuo padre, mi raccomando…’. Non è che non usi internet o la tecnologia, è solo che se qualcuno vuole davvero contattarti trova sempre il modo di farlo”. Il caso come motore della vita e la capacità di ascoltare i personaggi creati dalla penna di Auster: “E’ come se restassero vivi, intorno a me, e continuano tutti a parlarmi, è incredibile pensare che mi sopravviveranno”.
FUORIPAGINA
28/02/2009
  •   |   Giorgio Salvetti
    A Bergamo, ritornano le cariche


    Sembrava tutto finito bene. Il corteo spontaneo antifascista contro
    l’apertura a Bergamo di un sede di Forza nuova si stava già sciogliendo,
    quando all’improvviso sono partite violente cariche della polizia. Gli agenti sostengono di aver risposto al lancio di bottiglie da parte dei manifestanti, di aver perseguito un gruppetto bardato, denunciano agenti feriti e dicono di aver sequestrato anche un piccone. Ma di fatto sono state compiute cariche a freddo che hanno colpito tutto il corteo. I manifestanti sono scappati per le strade del centro ma sono stati inseguiti dagli agenti in tenuta antisommossa che hanno continuato a prenderli a manganellate. Cinquantanove antifascisti sono stati fermati e portati in questura e nella caserma dei carabinieri. Fuori dalla questura si sono riunite alcune decine di persone per conoscere la sorte dei loro compagni. Ma anche loro sono stati attaccati e presi a manganellate.
    Ingiustificate.

    Si è trattata di una giornata pessima segnata da una serie di azioni poliziesche violente che sanno di premeditazione comandata dall’alto. Mentre a Milano si teneva la manifestazione per Cox18.


    La giornata a Bergamo è iniziata male quando, intorno alle 15,30, il boss di Forza Nuova, Roberto Fiore, ha inaugurato la sede del suo movimento neofascista in via Quarenghi, nella zona più multietnica della città, dove già sono stati commessi alcuni atti di razzismo. Da un paio d’anni è attiva a Bergamo una sezione di Forza Nuova i cui attivisti si fanno sentire spesso sui blog cittadini, che una volta erano appannaggio della sinistra.


    Un migliaio di militanti antifascisti ieri pomeriggio si sono dati appuntamento proprio in via Quarenghi, a 70 metri dalla sede neofascista, da lì si sono mossi in corteo per le vie del centro facendo blocchi del traffico. Nulla di più. Sono stati lasciati anche sfilare 200 fasciti armati di caschi che hanno rotto la telecamera di una giornalista di Antenna 6. La manifestazione antifascista dopo due ore è riconfluita verso via Quarenghi dove si stava sciogliendo. I neofascisti, circa 400 persone, se n’erano andati, e anche alcuni militanti di sinistra avevano cominciato a lasciare la piazza, quando, a sorpresa, è partita una carica tra via
    Paglia e via Paleocapa. Un blitz molto duro e prolungato. Gli agenti hanno seguito i manifestanti in fuga in mezzo al traffico, li hanno picchati, davanti ai negozi, colpendo a manganellate anche ragazzi già fermati e buttati a terra.
    «Il corteo era finito da un’ora - racconta un manifestante - addirittura il questore, Dario Rotondi, si era congratulato con alcuni organizzatori per la gestione della piazza quando i poliziotti sono scattati. Gli prudevano le mani».
    A Bergamo si terrano le elezioni comunali e provinciali, e una giornata gestita con il pugno duro dalla polizia contro manifestanti di sinistra con scontri per le strade, cade a pennello per la Lega del ministro degli Interni Bobo Maroni.
    Le forze dell’ordine sostengono di aver agito contro un gruppo venuto da
    fuori città, sarebbero stati loro a portare mazze e piccone. I fermati sono stati radunati in un cortile in questura. Sono probabili cinque arresti. Gli altri fermati verrano rilasciati nel corso della notte.


I COMMENTI:
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  • codice identificativo sui caschi della celere come nei paesi democratici..ops.. scusate è vero, dimenticavo , non non ce lo abbiamo piu' un paese democratico 02-03-2009 18:33 - EMILIANO
  • Quante storie! Hanno solo fatto quello che gli hanno sempre insegnato e che gli ordinano di fare...ovviamente non con un ordine di servizio scritto, così si potrà sempre negare la responsabilità politica. Per quanto riguarda il rivivere il ventennio, si ricordi che Togliatti è morto (chi vuol capire capisca). In fondo anche i Lefebvriani negano gli stermini razziali, quindi di che ci stupiamo? E ve lo dice un mezzo crucco come me...l' essere umano è un vile scherzo di natura! 02-03-2009 16:46 - Maximilian
  • Spero che almeno voi (la repubblica non ha pubblicato più i miei post) pubblichiate questa domanda....

    Strategia del terrore? 02-03-2009 16:40 - Emiliano Consumati
  • Tutti hanno il diritto di associarsi purche non facciano del male a nessuno.
    Se le ronde serviranno a evitare un solo atto di violenza senza provocarne,
    ben vengano. 02-03-2009 15:00 - t.o.
  • Vorrei proprio capire come si fa a sostenere che l'apertura di una sede di forza nuova (i cui dirigenti sono terroristi neri rientrati dopo lunga latitanza, solo grazie alla prescrizione dei reati da loro commessi) sia un atto democratico. Forza nuova è un partito fascista, negazionista e reazionario e permettere che si radichi nel territorio con l'apertura di sedi è un'offesa ai valori fondanti della nostra Repubblica!
    Il qualunquismo dilagante della nostra società si riflette su alcuni commenti che ho avuto il dispiacere di leggere....caro aldobasso gli operai non sono depositari di verità assulute, anzi se devo dirtela tutta penso che molti operai hanno smesso di credere nel processo di emancipazione che è stato uno degli aspetti fondamentale della lotta operaia....meglio spegnersi il cervello davanti alla TV piuttosto che iniziare ad usarlo!

    No alle ronde, e un NO ancora più forte alle contro-ronde che non farebbero altro che legittimare lo scontro che i fascio-massoni-xenofobi al governo desiderano! 02-03-2009 14:13 - jacopo
  • Solo il Manifesto dà il giusto risalto a quanto accaduto. Il Corriere pubblica il video di uno sceriffo americano che picchia una ragazzina, ma non la Polizia italiana che picchia un ragazzino a Bergamo. Una delle due o a Seattle leggono il Corriere più che a Bergamo o c'è la censura al Corriere della Sera . 02-03-2009 13:01 - Giuliano
  • Ho letto quasi tutti i commenti, non voglio entrare nel merito della dinamica dei fatti che non conosco, non voglio neppure entare nel merito della necessità o meno di contrastare l'apertura della sede di Forza Nuova. Sono andata sul sito di Repubblica ed ho visto alcuni filmati molto simili alle scene del G8 di Genova nel 2001. Dalle immagini voglio partire: in questo paese nessuno si indigna per il comportamento delle forze dell'ordine, per l'uso spropositato della forza? Non importa se fossero o meno state provocate: è lecito che polizia, carabinieri, guardia di finanza in ordine pubblico si accaniscano su persone inermi, a terra, li picchino con rabbia, sistematicamente, insultandoli e sempre a "branco" su il povero malcapitato di turno? Urli, manganellate, insulti, un orda di psicopatici armati che si accanisce su chi non riesce a difendersi ed è a terra con un piede sulla testa. In un paese democratico ed in uno stato di diritto questo dovrebbe scandalizzare tutti, a prescindere dai fatti, a prescindere dall'essere di destra, di sinistra, del PD o dei centri sociali. Genova ce la siamo dimenticata troppo in fretta, l'abbiamo archiviata come un brutto sogno, un incubo che,puntualmente, ritorna e ritornerà sempre più spesso. Come credete che questo governo governerà la crisi economica e sociale? Con l'unico strumento che conosce: la repressione del manganello che si abbatterà su tutti quelli che "oseranno" protestare: sugli operai che perdono il posto di lavoro come sugli abitanti di Vicenza che non vogliono la base USA, sui "cazzoni" (come qualcuno negli interventi precedenti li ha definiti) dei centri sociali come su chi non vorrà la centrale nucleare made in France sotto casa sua. Discutiamo della sostanza dei fatti (la violenza delle forze dell'ordine) non perdiamoci, per favore, in mille distinguo.
    Antonella D. 02-03-2009 12:44 - Antonella De Lorenzi
  • E invece i fascisti caro aldobasso dovrebbero farvi ancora molta paura perchè sono proprio la causa di quegli altri problemi che avete te i tuoi colleghi operai, compresa l'impossibilità di arrivare a fine mese con lo stipendio che prendete. Comunque purtroppo per voi e per noi tutti ve ne accorgerete presto e sulla vostra pelle cosa significa avere i fascisti al governo.... 02-03-2009 10:38 - andrea
  • sull'orbace hanno indossato la camicia e la cravatta,per nascondere tutto il sangue che l'imbratta 02-03-2009 10:04 - alessandro
  • x magog
    cosa bisogna fare, allora? lasciare aprire le sedi ai fascisti? bene, facciamo che decretare direttamente che è iniziato un nuovo ventennio... forse tra ventanni altri partigiani ci libereranno... forse... perché se si rifiuterà ancora la violenza, allora nemmeno tra cento anni saremo liberi! 02-03-2009 10:02 - nomiS
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    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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