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Adriana Pollice
Romanzo e carcere. Paul Auster a Napoli
Tra le carte di Leopardi in Biblioteca Nazionale e la visita al carcere di Secondigliano, un intero week end in città per lo scrittore newyorkese Paul Auster che ha ritirato il Premio Napoli, sezione “Letterature straniere”, per il suo ultimo romanzo Sunset Park (Einaudi). “Sono stato in cella ma mai in prigione – racconta -. Questa esperienza avrà un grande impatto sulla mia vita, ci rifletterò per molto tempo. A pensarci bene tutto il mio lavoro è concentrato su personaggi che vivono in spazi ristretti”. Un segno forte lo ha lasciato anche Leopardi: autore che Auster ha letto in più traduzioni, ma anche in originale, grazie agli studi al collage e allo zio, Allen Mandelbaum, che lo ha introdotto alla poesia e alla cultura italiana: “Avevo 16, 17 anni e lui leggeva tutto ciò che scrivevo, giudicando con severità. Aveva passato dodici anni in Italia e ne aveva approfittato per tradurre Quasimodo e Ungaretti, che poi ho incontrato proprio con mio zio a New York, all’hotel Carlyle. In seguito, tornato in America, tradusse anche la Divina Commedia, le Metamorfosi, l’Odissea e l’Iliade”. Leopardi ma anche Italo Svevo, per cui nutre una tale passione da averne abbracciato la statua a Trieste, nel 2009, in segno di affetto. Sedici romanzi e quattro sceneggiature, ma il cinema per ora non è tra gli impegni: “Fare film indipendenti è diventato impossibile, siamo al collasso, non ci sono distributori se non per le pellicole da grandi incassi. L’ultima volta, quattro anni fa, avevamo così pochi soldi che abbiamo girato in Portogallo con quattro attori, alla fine ero distrutto”. Gli Stati Uniti di Obama hanno sul tavolo ancora tutti i nodi dell’era Bush: “Non credo che uno scrittore debba impegnarsi necessariamente in politica. Alcuni dei più grandi non hanno mai avuto a che fare con la politica. E alcuni che invece facevano politica hanno lasciato libri bruttissimi. Piuttosto mi impegno a livello personale nelle campagna “Freedom to Write” per la libertà di parola di scrittori, saggisti e giornalisti. Ci sono casi famosi in Russia e in Cina ma è un grave problema anche in Messico, dove molti cronisti sono stati uccisi, e in molte altre parti del mondo”. La realtà però irrompe nel racconto così il protagonista di Sunset Park si occupa di trashing out, cioè sgombera le casa pignorate, e intanto fotografa gli oggetti abbandonati dalla classe media travolta dalla crisi, fino a domandarsi “se valga la pena sperare in un futuro quando non c’è futuro”. “Obama è un politico di centro – spiega Auster – io sono più a sinistra, il problema è che tutte le sue riforme sono state respinte dalla destra. E’ troppo corretto, pulito. Lyndon Johnson ha ottenuto la legislazione sui diritti civili telefonando ai senatori e dicendo ‘vuoi che racconti alla stampa che vai a letto con i ragazzini?’ Se invece dici guardate nel fondo della vostra coscienza non funziona”. Sedici romanzi tutti scritti a mano e poi ricopiati su una macchina da scrivere usata: “L’unica cosa costante della mia vita. Per ora i nastri si trovano ancora a Brooklyn e quindi non c’è motivo di cambiare. Mi ero procurato un Pc per scrivere una sceneggiatura, perché era più semplice cambiare le battute, poi l’ho regalato a un mio amico poeta a corto di soldi. Avevo anche un telefono mobile ma non è che proprio lo volessi così quando mia figlia adolescente ha perso il suo terzo cellulare le ho dato il mio dicendo ‘è di tuo padre, mi raccomando…’. Non è che non usi internet o la tecnologia, è solo che se qualcuno vuole davvero contattarti trova sempre il modo di farlo”. Il caso come motore della vita e la capacità di ascoltare i personaggi creati dalla penna di Auster: “E’ come se restassero vivi, intorno a me, e continuano tutti a parlarmi, è incredibile pensare che mi sopravviveranno”.
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Giorgio Salvetti
A Bergamo, ritornano le cariche
Sembrava tutto finito bene. Il corteo spontaneo antifascista contro
l’apertura a Bergamo di un sede di Forza nuova si stava già sciogliendo,
quando all’improvviso sono partite violente cariche della polizia. Gli agenti sostengono di aver risposto al lancio di bottiglie da parte dei manifestanti, di aver perseguito un gruppetto bardato, denunciano agenti feriti e dicono di aver sequestrato anche un piccone. Ma di fatto sono state compiute cariche a freddo che hanno colpito tutto il corteo. I manifestanti sono scappati per le strade del centro ma sono stati inseguiti dagli agenti in tenuta antisommossa che hanno continuato a prenderli a manganellate. Cinquantanove antifascisti sono stati fermati e portati in questura e nella caserma dei carabinieri. Fuori dalla questura si sono riunite alcune decine di persone per conoscere la sorte dei loro compagni. Ma anche loro sono stati attaccati e presi a manganellate.
Ingiustificate.Si è trattata di una giornata pessima segnata da una serie di azioni poliziesche violente che sanno di premeditazione comandata dall’alto. Mentre a Milano si teneva la manifestazione per Cox18.
La giornata a Bergamo è iniziata male quando, intorno alle 15,30, il boss di Forza Nuova, Roberto Fiore, ha inaugurato la sede del suo movimento neofascista in via Quarenghi, nella zona più multietnica della città, dove già sono stati commessi alcuni atti di razzismo. Da un paio d’anni è attiva a Bergamo una sezione di Forza Nuova i cui attivisti si fanno sentire spesso sui blog cittadini, che una volta erano appannaggio della sinistra.
Un migliaio di militanti antifascisti ieri pomeriggio si sono dati appuntamento proprio in via Quarenghi, a 70 metri dalla sede neofascista, da lì si sono mossi in corteo per le vie del centro facendo blocchi del traffico. Nulla di più. Sono stati lasciati anche sfilare 200 fasciti armati di caschi che hanno rotto la telecamera di una giornalista di Antenna 6. La manifestazione antifascista dopo due ore è riconfluita verso via Quarenghi dove si stava sciogliendo. I neofascisti, circa 400 persone, se n’erano andati, e anche alcuni militanti di sinistra avevano cominciato a lasciare la piazza, quando, a sorpresa, è partita una carica tra via
Paglia e via Paleocapa. Un blitz molto duro e prolungato. Gli agenti hanno seguito i manifestanti in fuga in mezzo al traffico, li hanno picchati, davanti ai negozi, colpendo a manganellate anche ragazzi già fermati e buttati a terra.
«Il corteo era finito da un’ora - racconta un manifestante - addirittura il questore, Dario Rotondi, si era congratulato con alcuni organizzatori per la gestione della piazza quando i poliziotti sono scattati. Gli prudevano le mani».
A Bergamo si terrano le elezioni comunali e provinciali, e una giornata gestita con il pugno duro dalla polizia contro manifestanti di sinistra con scontri per le strade, cade a pennello per la Lega del ministro degli Interni Bobo Maroni.
Le forze dell’ordine sostengono di aver agito contro un gruppo venuto da
fuori città, sarebbero stati loro a portare mazze e piccone. I fermati sono stati radunati in un cortile in questura. Sono probabili cinque arresti. Gli altri fermati verrano rilasciati nel corso della notte.
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Guerre contro il clima
| di Marinella Correggia del 03.02.2012 -
Biodiesel, peggio del petrolio
| di Paola Desai del 02.02.2012
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Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Come combattere la cultura dello stupro
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Scampìa gli occupy restano su Twitter
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Strategia del terrore? 02-03-2009 16:40 - Emiliano Consumati
Se le ronde serviranno a evitare un solo atto di violenza senza provocarne,
ben vengano. 02-03-2009 15:00 - t.o.
Il qualunquismo dilagante della nostra società si riflette su alcuni commenti che ho avuto il dispiacere di leggere....caro aldobasso gli operai non sono depositari di verità assulute, anzi se devo dirtela tutta penso che molti operai hanno smesso di credere nel processo di emancipazione che è stato uno degli aspetti fondamentale della lotta operaia....meglio spegnersi il cervello davanti alla TV piuttosto che iniziare ad usarlo!
No alle ronde, e un NO ancora più forte alle contro-ronde che non farebbero altro che legittimare lo scontro che i fascio-massoni-xenofobi al governo desiderano! 02-03-2009 14:13 - jacopo
Antonella D. 02-03-2009 12:44 - Antonella De Lorenzi
cosa bisogna fare, allora? lasciare aprire le sedi ai fascisti? bene, facciamo che decretare direttamente che è iniziato un nuovo ventennio... forse tra ventanni altri partigiani ci libereranno... forse... perché se si rifiuterà ancora la violenza, allora nemmeno tra cento anni saremo liberi! 02-03-2009 10:02 - nomiS