mercoledì 18 settembre 2013
"E' una catastrofe e non dite che non è Cernobyl"
13-03-2011
di Gianni Mattioli, Massimo Scalia
La definizione di incidente catastrofico fu rivista dopo Three Mile Island (1979, a Harrisburg negli Usa). Allora l'esplosione della bolla di idrogeno portò, nella serie dell'albero di incidenti, alla fusione di venti tonnellate d'uranio del «nocciolo» del reattore nucleare, un danno irreparabile. (segue)
"Arroganza, profitti e bugie. Così è nata la catastrofe"
18.03.2011
di Junko Terao
Quando il 1 marzo 1954 gli Stati Uniti testarono una bomba all'idrogeno nell'atollo di Bikini, il peschereccio giapponese «Daigo Fukuryu Maru» si trovava al largo delle coste giapponesi, 150 chilometri a est dell'area dichiarata pericolosa dalle autorità americane. (segue)
7 giorni di inferno
19.03.2011
di Pio D'Emilia
Chi ha detto che i giapponesi non sanno ridere, che non hanno il senso dell'humour. Ce l'hanno, eccome. Si chiama Gempatsu-kun, Atomino, e le sue scorreggine radioattive stanno mettendo più buon umore ai giapponesi, una settimana dopo la micidiale catastrofe (segue)
"Qui non può succedere. E invece è successo"
20-03-2011
di Praful Bidwai (Giornalista e scrittore indiano, cofondatore della Coalition for Nuclear Disarmament and Peace - Cndp)
Il primo giorno, 12 marzo, lo hanno liquidato come un episodio minore.
Il secondo giorno, di fronte a un'esplosione al reattore 1 della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, hanno negato che ci fosse un'emergenza nucleare «come scritto da alcuni organi di stampa». Uno di loro, anzi, ha parlato di «un esercizio di ben pianificata risposta all'emergenza». (segue)
Il secondo giorno, di fronte a un'esplosione al reattore 1 della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, hanno negato che ci fosse un'emergenza nucleare «come scritto da alcuni organi di stampa». Uno di loro, anzi, ha parlato di «un esercizio di ben pianificata risposta all'emergenza». (segue)
I giornalisti "disobbedienti" incalzano le fonti ufficiali
22-03-2011
di Luigi Vercotti
Nella sala conferenze del quartier generale di Tepco a Chiyodaku (Tokyo), una stanza allungata con tavoli a U e lavagna ingombra di foto e diagrammi, è accampato da giorni uno stuolo di giornalisti e fotografi che segue da qui lo sviluppo della situazione nella centrale di Fukushima Daiichi. (segue)
"I dannati di Fukushima"
22-03-2011
di Pio D'Emilia
«Paura delle radiazioni? Prima no. Ma ora sono terrorizzato. Non riesco a dormire, al pensiero di dover ritornare in quell'inferno». Eccoli gli operai di Fukushima, eroi (loro malgrado) per una settimana, due, ma poi appestati per sempre. (segue)
"L'urlo del compagno sindaco"
3-04-2011
di Pio D'Emilia
Katsunobu Sakurai, sindaco di Minami Soma, era stato chiaro. «Qui lo tsunami deve ancora cominciare. Quello che è successo finora è nulla, rispetto a quello che succederà! Venite a trovarci e vedrete con i vostri occhi la tragedia che stiamo vivendo». (segue)
Lo sversamento in mare è legale
06-04-2011
di Scilla Alecci
È tutto legale e non c'è rischio per la salute umana. Mentre il governo giapponese cerca di rassicurare non solo i suoi cittadini ma tutta la comunità internazionale, cifre mai sentite prima indicano una concentrazione di iodio radioattivo 7,5 milioni di volte superiore alla norma rilevata in un campione d'acqua presa in mare vicino alla centrale di Fukushima. (segue)
"La catastrofe ora è ufficiale"
13-04-32011
di Scilla Alecci
È ufficiale. L'incidente nucleare di Fukushima è stato classificato al pari di quello di Chernobyl. Il livello di criticità è arrivato a 7 ma governo ed esperti insistono che Fukushima non è come Chernobyl», almeno per il momento.( segue)
Una gara a perdere, la soluzione si allontana
13-04-2011
di Giorgio Ferrari (fisico, esperto di combustibile nucleare)
L'elevazione a livello 7 della scala Ines (lo stesso di Chernobyl) per l'incidente di Fukushima, sensazionalismo a parte, non deve trarre in inganno perché la scala Ines è di per sé una raffigurazione sintetica e descrittiva di una dinamica incidentale molto più complessa. (segue)
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