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LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
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Ottobre 2011
 
 
 
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Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
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I PAZZI SIETE VOI
 
Quattro ragazzi, ventionove giorni in un bunker antinucleare, un diario per il manifesto in cui raccontano com'è la vita nel "day after". Cibi razionati, mancanza di aria fresca, ma anche pensieri e riflessioni su come costruire un'alternativa energetica che non passi per l'atomo. In attesa del referendum sul nucleare che, se sarà confermato, permetterà agliitaliani di decidere sul proprio futuro. Quello che potrebbe succedere domani se a giugno non si raggiungesse il quorum lo stanno sperimentando Alessandra, Giorgio, Luca e Pierpaolo. Sono pazzi? No, i pazzi siete voi. E se volete seguirli dal vivo, potete farlo 24 ore su 24 sul loro sito.
E c'è anche il videoclip musicale.
 
 
 
 
Abbiamo vinto: il nucleare non sarà il nostro futuro!
 
Italia, 13 giugno 2011: i cittadini hanno intonato un Sì corale e hanno cancellato per sempre l’incubo nucleare dall’Italia! Noi 7 de ipazzisietevoi.org vogliamo ringraziare tutti quelli che sono andati a votare e hanno creduto fino alla fine che fare la differenza partendo dal basso è possibile.
Siamo arrivati al voto dopo una campagna di informazione sleale da parte delle autorità, ma che ha potuto contare su una mobilitazione determinatissima della società civile. Trenta milioni di italiani si sono impegnati con grande responsabilità per mettere una croce sul nucleare. Hanno gridato un Sì difficile da far sentire perché contrastato da un colpevole silenzio mediatico, che ha soffocato il Paese, rubandogli libertà e diritto di crescere.
È stato fatto un passo fondamentale per uscire dalla crisi economica e sociale. È incominciata una nuova era. Con questo voto popolare anche l'Italia come il Giappone, la Germania e la Svizzera boccia l'energia nucleare, eliminandola definitivamente dai propri piani energetici per il futuro. Da oggi tutti i Paesi del mondo devono prendere atto che l'energia dell'atomo è fallita e devono lavorare insieme per lo sviluppo di nuove energie pulite e sicure per il futuro.
È necessario iniziare a lavorare da subito, senza continuare a sprecare soldi e sedute parlamentari per discutere di false soluzioni o falsi problemi. L’Italia oggi va avanti e rafforza la sua democrazia e la sua modernità. A disposizione ci sono quei  60 miliardi di euro che il governo aveva predisposto per costruire i reattori del suo assurdo piano nucleare.  
 
Greenpeace - e ipazzisietevoi.org al suo fianco - chiedono al governo di investire quei soldi nel settore delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica, che possono produrre più del doppio di energia elettrica e creare dieci volte più posti di lavoro rispetto al fallito piano nucleare del governo. Per avere un’idea delle nuove prospettive per il futuro basta pensare che investendo quei 60 miliardi in energia eolica e risparmio energetico, si può creare energia sufficiente per il fabbisogno di Piemonte, Toscana, Lazio e Sicilia e si possono creare 70 mila posti di lavoro in dieci anni. Ora non abbiamo più dubbi: il futuro sarà sostenibile!
 
 
 
 
 
 
Siamo tornati alla realtà e ci è piaciuta!
10 giugno
Quando la nostra protesta è iniziata, pensavamo di assistere a una campagna di informazione “normale” nella quale poter esprimere liberamente le nostre posizioni. E invece è successo tutto il contrario di quello che ci si aspetterebbe vivendo in un Paese democratico. Decreti, moratorie, ricorsi, è stato fatto di tutto per confondere l’opinione pubblica fino all’ultima settimana prima del voto. Per non parlare dell’incertezza assoluta sui voti dei residenti all’estero, cosa che ha diviso gli italiani in cittadini di serie A e cittadini di serie B.
L’indignazione ci ha spinto a rinchiuderci prima in un rifugio antiradiazioni e poi in un gigantesco bidone sulla terrazza del Pincio a Roma. Tutto questo per far parlare dei gravi pericoli del nucleare e della follia dei piani del governo. La nostra determinazione ha dato ottimi frutti, attirando l’attenzione e suscitando l’interesse di molte persone, come è giusto che sia quando si parla del bene comune.
Nell’ultimo mese ci siamo impegnati per offrire ogni giorno a chi ci ha seguito uno stimolo nuovo, attraverso internet, che si è confermato uno strumento eccezionale per comunicare e fare squadra. Ieri la nostra protesta ha raggiunto il culmine quando ci siamo uniti all’azione di Greenpeace al Colosseo. Quasi contemporaneamente in tre città diverse, Roma, Venezia e Firenze gli attivisti dell’associazione hanno aperto uno striscione con su scritto “Italia, ferma il nucleare. Vota SI’”.
Al Colosseo anche noi Pazzi abbiamo fatto la nostra parte, tenendo aperto per tutta la mattina un banner che diceva: “il nucleare non è il nostro futuro”. Ci siamo uniti all’azione non violenta di Greenpeace dopo essere usciti dal rifugio e dal bidone spinti dalla voglia di vivere da vicino le sensazioni di questa grande mobilitazione dal basso. Siamo tornati alla realtà e ci è piaciuto vedere che qualcosa è davvero cambiato! La nostra convinzione ha trovato nuovamente conferma: uniti raggiungeremo il quorum e fermeremo per la seconda volta l’incubo nucleare in Italia.
 
 
 
 
Ma stavolta non possiamo sbagliare
9 giugno
 
Ultimi giorni prima del Referendum. Siamo alle battute finali dello scontro tra la parte migliore del Paese e il solito gruppetto di quelli che pensano solo al tornaconto personale. È stata dura, ma la nostra motivazione non è mai calata, soprattutto perché non hanno mai smesso di arrivare notizie allarmanti come quella di mercoledì sul probabile sfondamento del vessel nel reattore 1 di Fukushima. Noi non vogliamo che questo disastro accada ancora!
Anche se la nostra protesta non è finita, possiamo iniziare a tirare le somme. Nonostante fossimo rinchiusi in una casa, la protesta è arrivata lontano perché internet ci ha permesso di comunicare con molte più persone di quelle che avremmo potuto incontrare di persona stando fuori. Attraverso il web i nostri messaggi sono arrivati all’esterno e sempre grazie al web le notizie ci hanno raggiunti nel rifugio. Se non fosse stato per internet per esempio non avremmo saputo dei cinghiali radioattivi della Baviera: il Cesio di Cernobyl è arrivato fin là e ha contaminato la terra, la radioattività si è accumulata nei tartufi e nei funghi, che sono il cibo preferito dai cinghiali e così adesso il governo tedesco deve pagare una media di 200mila euro all’anno di indennizzo per quei cacciatori che si ritrovano con degli animali contaminati e immangiabili.
Questa storia ci fa capire, se ancora non fosse chiaro, che le conseguenze di un incidente nucleare continuano a farsi sentire per moltissimi anni. Se a qualcuno la protesta de I Pazzi Siete Voi fosse sembrata una follia, noi rispondiamo che la storia dei cinghiali radioattivi è una follia e che folle è stato il comportamento del governo italiano, che, senza scrupoli, ha tentato di toglierci il voto e imporci il nucleare. A poche ore dal Referendum ci sono diversi segnali che fanno ben pensare: dalla votazioni in Sardegna ai sondaggi secondo cui il 78% degli Italiani andrà a votare. Dopo tutti gli sforzi per difendere il diritto di voto, ora sarebbe assurdo non raggiungere il quorum. Saremo in tanti e con un entusiasmo che in Italia non si vedeva più da molto tempo.
 
Sole, vento e Referendum
8 giugno
 
Ce ne eravamo quasi dimenticati. È come se fosse la prima volta che sentiamo il calore del sole, il vento fresco in faccia, gli sguardi della gente per strada, gli abbracci delle persone amate. Abbiamo percorso il cortile che porta al rifugio, questa volta per uscire, e a ogni passo ci hanno seguito le sensazioni provate nell’ultimo mese, a partire dalla paura e l’ansia dell’inizio. Fin dal primo giorno sapevamo quello che ci aspettava, ma finché non lo vivi non puoi sapere veramente…Dopo poco che eravamo tutti dentro abbiamo iniziato a respirare male. Sette pazzi?! No, sette persone molto motivate che condividevano un forte bisogno di ribellarsi a un (non-)futuro nucleare e di far sentire al governo il loro dissenso e ai grandi media la loro indignazione.
Uniti in una protesta non violenta ci siamo privati della nostra libertà personale e abbiamo fatto il tentativo di parlare alle persone, alla gente come noi, informandola sui rischi del nucleare e sul diritto al voto. Non sapevamo quale sarebbe stata la risposta da fuori, ma, dopo poco, ogni nostra aspettativa è stata superata, ce l’abbiamo fatta, siamo riusciti a entrare in contatto con le persone! Mentre noi eravamo rinchiusi, fuori sono accadute tante cose…Oggi siamo usciti prima del previsto perché abbiamo sentito il desiderio di unirci al movimento e all’energia che si sono formati all’esterno. Speriamo che il successo della nostra protesta, organizzata dal basso e con il supporto di un’organizzazione indipendente come Greenpeace, abbia insegnato qualcosa: che è possibile migliorare quello che non ci piace, che è un nostro dovere opporci alle ingiustizie...
Cambiare le cose è possibile, in tanti lo stanno già facendo, e se la pensi come noi, allora attivati subito anche tu! Il Referendum è una grande e unica occasione che non possiamo farci sfuggire, sarà un momento importante per la democrazia nel nostro Paese, dunque per tutti. E poi, come si può credere ancora nel nucleare, è una follia! E le alternative esistono. Noi siamo usciti per andare a votare Sì al Referendum e dire ancora una volta no al nucleare. Sappiamo che anche voi farete lo stesso.
 
 
Fare i conti con la natura
7 giugno
 
Oggi due notizie ci hanno preoccupato. La prima: “Negli USA, lo scorso aprile un tornado ha bloccato la centrale nucleare Surry, in Virginia, mentre è notizia più recente che presso la centrale nucleare di Fort Calhoun in Nebraska è scattato l’allarme per una inondazione del fiume Missouri”. La seconda: “Questa è stata la primavera più secca in Francia negli ultimi 50 anni. È piuttosto probabile che in estate, quando i fiumi saranno al minimo, non sarà possibile il prelievo di acqua per raffreddare alcune centrali nucleari, in particolare sul Rodano.”
Simulare la vita dopo un incidente nucleare porta inevitabilmente a pensare a quel che Fukushima ci ha insegnato: la natura c’è e fa il suo corso. Sta a noi decidere bene come relazionarci al clima, ai movimenti della crosta terrestre, alle risorse presenti sul pianeta. Sappiamo che i terremoti ci sono da sempre, che gli tzunami esistono e che gli incendi sono pericolosi. Dovremmo pensare alla configurazione del nostro territorio, prima di decidere se volere o no una centrale nucleare in Italia, vedere qual è la situazione nelle nazioni dove il nucleare c’è già, come affrontano loro i problemi che questa tecnologia pone.
Come tutti sanno, e tragicamente ricordato nell’aprile del 2009 all’Aquila, l’Italia è un paese sismico. Questa caratteristica non permette di per sé la costruzione di centrali, che potrebbero non resistere alle scosse. E finora non si è parlato del dissesto idrogeologico cui l’Italia è soggetta. Come dice la protezione civile “in Italia il dissesto idrogeologico è diffuso in modo capillare e rappresenta un problema di notevole importanza”. Le centrali, inoltre, sarebbero costruite vicino alle coste, sottraendo l’importante risorsa del turismo a un paese che su questo punta moltissimo. Come si può pensare di costruire una centrale nucleare con questi presupposti? Non è forse folle come scelta? Non sarebbe più semplice investire nelle rinnovabili, tecnologie che non hanno un impatto tanto devastante sul territorio? Il 12 e 13 giugno ci sarà il Referendum: i cittadini italiani potranno decidere il futuro di questa terra e  barrare un Sì contro il nucleare. 
 
Che succede in Egitto?
6 giugno 2011
 
L’energia nucleare non è sicura. Oramai ve l’abbiamo detto in tutte le salse, ma ripeterlo non fa male: uno perché manca meno di una settimana al Referendum e due perché i segnali di allarme non smettono di arrivare. Sempre chiusi nel nostro rifugio, stiamo vivendo con grinta questa settimana pre-voto perché vogliamo che gli italiani vadano a votare e più di prima stiamo chini sui nostri computer a comunicare, comunicare, comunicare. Proprio navigando abbiamo avuto l’ennesima conferma che il nucleare non è pericoloso solo quando si verificano grandi incidenti come a Fukushima o Cernobyl, perché anche i piccoli guasti di cui nessuno parla rappresentano dei gravi rischi per la salute e l’ambiente.
 
Il sito dell’agenzia di stampa Adnkronos riporta questa notizia, ancora non confermata da tutte le fonti ufficiali:

Il Cairo, 4 giu. - Una perdita di acqua radioattiva sarebbe avvenuta nelle ultime ore nella piccola centrale nucleare di Anshas, in Egitto, dopo l'esplosione di una pompa del reattore. Lo rivela una fonte dell'Autorità egiziana per l'energia atomica, coperta da anonimato, al giornale locale Rose el Youssef, che titola 'L'Egitto si salva da un disastro nucleare'. La fonte ricorda che il primo reattore di ricerca di Anshas è stato rimesso in funzione di recente senza l'autorizzazione del Centro per la sicurezza nucleare e senza rispettare le norme di sicurezza dei reattori.
La fonte ha spiegato al giornale che un'esplosione è avvenuta ieri nella ''pompa del reattore'' e ha provocato la perdita di dieci metri cubi di acqua radioattiva. In base ai criteri dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, ha aggiunto la fonte, il ''disastro'' è classificabile al terzo livello”.
 
Una notizia del genere, a pochi giorni dal Referendum sul nucleare, avrebbe meritato un po’più di risalto sui media italiani. Invece in pochissimi parlano di quello che sta succedendo proprio “davanti a casa nostra” e il fatto di non ricevere nemmeno conferme o smentite è davvero inquietante. Se i rischi dell’energia nucleare sono minimi, come sostiene il governo, perchè gli incidenti sono sempre più frequenti?
 
 
 
Nemmeno più una tazza di tè
3 giugno
 
“Il Governo nipponico ha messo al bando la circolazione delle foglie di tè verde coltivate in quattro prefetture del Giappone orientale, intorno all'area di Tokyo”. Dopo l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima l’attenzione del Governo si era concentrata sull’area intorno al luogo dell’incidente, nessuno si aspettava che la radioattività potesse raggiungere regioni molto distanti. Adesso che sono passati tre mesi dal disastro, diversi casi di contaminazione da cesio radioattivo - con superamento dei limiti di legge - si sono verificati nelle vicinanze di Tokio.
La distribuzione di prodotti agricoli provenienti dall’area del disastro era stata bloccata subito dopo l’incidente, ma ora sappiamo che il Governo ha sottovalutato l’estensione dell’area contaminata. Quello che oggi ci dicono le fonti ufficiali, infatti, è che le foglie di tè coltivate in una regione a 250 Km da Fukushima (ancora più a sud di Tokio) contengono sostanze radioattive. Questo dato desta non poche preoccupazioni anche perché significa che per arrivare fino alle regioni del tè la nube radioattiva ha investito anche la capitale del Giappone.
Il bando sul tè dichiarato dal Governo giapponese riguarda tra le altre la prefettura di Shizuoka, regione principale per la produzione di tè. La contaminazione delle foglie di tè costituisce un danno molto grave non solo per la salute, ma anche per l’economia di questa regione che si basa sull’esportazione di questo prodotto.
Sconvolgenti la dichiarazioni del governatore locale, che ha espresso l’intenzione di non sottoporre le coltivazioni ad alcuna analisi di radioattività. Anche ammettendo che, come sostiene il governatore, la radioattività delle foglie di tè si disperda durante i processi di lavorazione, questo non metterebbe al sicuro i lavoratori del settore.
È l’ennesima prova del fatto che è impossibile tenere sotto controllo l’estensione delle catastrofi nucleari. Chiediamo quindi, ancora una volta, di aprire gli occhi su quelle che oggettivamente sono scelte irresponsabili, capaci di rovinare un Paese e pregiudicarne lo sviluppo futuro.
 
 
È arrivato il momento di tirar fuori gli artigli!
2 giugno
 
Anche rinchiusi in quest’appartamento, a noi pazzi giungono i mormorii del mondo esterno. Con chi è fuori di qui non dividiamo nè aria nè cibo nè libertà, ma chi sa come, riusciamo a provare le stesse emozioni. Da ieri, infatti, si sente un’atmosfera nuova nelle interviste che ci chiedono, e ancor di più nei commenti sul nostro sito. Sapere che il Referendum si farà ha galvanizzato gli animi di chi già s’impegnava per ottenere il Sì, ha dato a tutti la certezza che il traguardo è a portata di mano. C’è, però, il rischio che questa sensazione si trasformi nel peggiore ostacolo per il raggiungimento del nostro obiettivo. Come abbiamo già scritto ieri, la decisione della Corte di Cassazione segna solamente l’inizio della vera battaglia per vincere il Referendum. Ora tutte le forze in campo si sono schierate e tocca a noi portare a casa il risultato, mettendoci l’impegno e la volontà necessari. Se ciascuno convincesse due indecisi a votare avremo la vittoria in tasca, ma dobbiamo agire al più presto e con la massima creatività, perché ora il nostro obiettivo è raggiungere il quorum. Informare e informarsi è la chiave della vittoria, dobbiamo coinvolgere anche chi non la pensa come noi e chi non conosce le alternative al nucleare. Diffondere la consapevolezza che le rinnovabili sono un futuro possibile è fondamentale soprattutto qui in Italia dove l’informazione al riguardo scarseggia. La buona notizia è che siamo già talmente tanti da far paura a chi ha già tentato di bloccarci. Il governo, reduce dalla batosta delle amministrative, teme che il Referendum si trasformi in un’ennesima sconfitta e cerca di evitare qualunque giudizio politico sul voto. Un’operazione difficile viste le nette dichiarazioni rilasciate a suo tempo da Berlusconi sulla rinascita del nucleare. Gli italiani si stanno rendendo conto che, nonostante tutte le affermazioni conciliatorie, il governo è ancora intenzionato a passare sopra le decisioni del popolo. Il tentativo di minimizzare il voto fa parte di questa strategia. Ma basta guardarsi intorno nel panorama politico internazionale, in primis le scelte eco-sostenibili della Germania, per vedere che non potranno che arrendersi all’evidenza: l’era nucleare è finita, benvenuti nel futuro!
 
 
 
Il Referendum si fa!
1 giugno
 
Oggi è un gran giorno per noi pazzi chiusi in questo rifugio. Finalmente sappiamo con certezza che potremo votare, che noi e tutti gli italiani potremo scegliere il nostro futuro. Nonostante il tentativo di affossare il Referendum che il governo ha fatto con il decreto Omnibus, la Corte di Cassazione ha giudicato valido il quesito referendario sul nucleare. È un segnale di cambiamento molto importante. Il primo passo verso la vittoria è stato fatto, ma attenzione perché non è ancora finita.
La sentenza della Cassazione rappresenta il fischio d’inizio del secondo tempo della partita: abbiamo finalmente il Referendum, adesso dobbiamo vincerlo! Dobbiamo essere capaci di concentrare in soli dieci giorni una campagna informativa che per legge avrebbe potuto un mese, dobbiamo sconfiggere l’ostruzionismo che finora ha caratterizzato i media tradizionali. Oggi la Rai è stata ripresa dall’Agcom per aver dato poco spazio al Referendum, ma nessuno ci ridarà i venti giorni persi.
In Italia nessuno dei referendum fatti dal ’95 in poi ha mai raggiunto il quorum … Al momento i sondaggi dicono che solo il 53% degli italiani sa che il 12 e 13 giugno si va a votare. Di fatto per chi vuole un’Italia senza nucleare ora comincia la sfida più grande. Dopo aver ottenuto il diritto di votare, adesso dobbiamo raggiungere il quorum e far vincere il Sì. Ancora non è arrivato il momento di riposarci e dormire sonni tranquilli, siamo al rush finale, forza!
Per vincere dobbiamo partecipare tutti ed essere uniti, indipendentemente dalle differenze di età, orientamento politico, estrazione sociale. Per vincere inoltre non basta parlare con chi già la pensa come noi, dobbiamo informare chi ancora non sa, chi è rimasto indifferente e anche chi la pensa diversamente. Nessuno dovrà poter dire “ma io non sapevo, ma io non pensavo che…”.
 
Non possiamo mollare proprio adesso! Vincere questo referendum tutti insieme, per dirla con Gene Wilder in Frankenstein Junior, “SI Può FARE!”
 
 
 
 
 
Perché dovremmo abbandonare il nostro Paese?
31 maggio
 
Siamo qui per far sentire la nostra voce, che a questo punto ha il sostegno di tutti gli italiani stanchi di essere privati della libertà di decidere del proprio futuro. Come per tutte le questioni importanti,  il governo punta sul silenzio mediatico e su una buona disinformazione. Ma noi qui dentro e tutti quelli che fuori si stanno mobilitando, siamo la dimostrazione che, nonostante tutti i loro sforzi, non sono riusciti nell’intento di azzittirci. Non sono riusciti ad addormentarci, a farci diventare indifferenti ed egoisti. 
Un’informazione chiara e corretta non la potremo mai avere dall’alto, l’abbiamo capito tutti, quindi dobbiamo attivarci in prima persona . Mentre noi attendiamo fiduciosi il giudizio della Corte di Cassazione, le buone notizie arrivano dai governi degli altri Paesi europei, almeno all’estero ci sono governanti illuminati che hanno il coraggio di fare scelte giuste, rispettando la volontà dei cittadini: dopo le dichiarazioni del governo svizzero, la Germania ha dichiarato lo stop al suicidio nucleare entro il 2022. Anche noi italiani vogliamo essere ascoltati quando si prendono decisioni importanti per il futuro di tutti. 
In Italia c’è chi, polemicamente, vede in questa decisione solo una mossa politica in vista delle elezioni … Ammettiamo pure che si tratti di una scelta che i politici stranieri hanno preso per evitare lo scontro con il loro elettorato … In Italia nemmeno quello! Tutto il contrario: non solo chi ci governa sostiene - anche dopo Fukushima, non si sa con quale coraggio - che il nucleare è l’unico futuro, ma vuole imporre una scelta priva di alcun consenso popolare! 
 Noi ringraziamo l’Europa e siamo sempre più convinti che gli italiani non permetteranno il ritorno del nucleare nel nostro Paese. Il cambiamento non solo è possibile, ma sta arrivando. Sembrerà assurdo, ma anche da qua dentro, da rinchiusi, ci sentiamo vivi come non succedeva da tanto. “Perché non dovrei tornare nella mia casa?” ha detto una contadina che viveva vicino Fukushima. E noi chiediamoci: “Perché dovremmo abbandonare il nostro Paese?”. 
 
 
Goal al nucleare
30 maggio
Il calcio in Italia accomuna persone di qualunque età, reddito e partito, come nessuna istituzione pubblica è mai riuscita a fare. Per i tifosi più accaniti il match di calcio è quasi un momento religioso, una comunione degli spiriti che ha del miracoloso. Ma ieri, alla finale di coppa Italia, anche gli animi più moderati sono rimasti stupiti. Durante la finale Inter-Palermo all’Olimpico di Roma, gli attivisti di Greenpeace hanno aperto un gigantesco striscione: “DA MILANO A PALERMO UNITI CONTRO IL NUCLEARE”. Un gesto forte e che è riuscito a portare un tema serio e importante come il referendum sul nucleare dentro a uno stadio, che generalmente è un luogo di svago e non di impegno politico.
Una mossa coraggiosa da parte di Greenpeace, prima di tutto per i rischi legali assunti dagli attivisti, ma ancora di più per l’originalità dell’azione. Mai prima d’ora un movimento ambientalista aveva tentato di comunicare con il  pubblico di uno stadio di calcio. Possiamo immaginare che qualcuno degli attivisti prima di aprire lo striscione si sia chiesto ancora una volta: come reagiranno? Cosa possono pensare dei tifosi di calcio della protesta contro il nucleare? Dal colore delle magliette è facile capire chi tifa Palermo o Inter, ma non c’è modo di sapere chi tifa per le rinnovabili e chi per il nucleare.
Ieri, la vittoria più grande di Greenpeace e del movimento a favore del Referendum è stato il grande applauso che è scoppiato al momento dell’apertura dello striscione, un boato come dopo un grande goal, il grido di migliaia di persone che per un attimo smettono di seguire il gioco e si riconoscono in quella scritta, in quel messaggio a favore della democrazia e di un futuro pulito. 
La lotta per il diritto di voto è sentita da tutti, non solo da una cerchia ristretta di ambientalisti e l’azione di Greenpeace all’Olimpico ce ne ha dato l’ennesima dimostrazione. Il referendum è vicino e c’è ancora troppa disinformazione, ma da ieri sappiamo che siamo ancora di più a tifare per il Sì.
 
Colpo di sole per la General Electric
28 maggio
 
 
Una delle accuse più frequenti mosse a chi si schiera contro il nucleare è quella di non avere una controproposta valida. In un mondo in cui il riscaldamento globale aumenta, la ricerca di fonti energetiche sostenibili è una priorità condivisa. C’è chi costruisce centrali nucleari in giro per il mondo pensando che sia una soluzione, noi preferiamo rivolgere il nostro sguardo al presente e non al passato, in particolare al prezioso lavoro di chi sta cercando soluzioni più innovative e meno pericolose. A riguardo abbiamo trovato una notizia molto interessante.
In soli cinque anni l’energia solare potrebbe essere più economica rispetto a quella generata da combustibili fossili e da reattori nucleari. Ad affermarlo è Mark M. Little, direttore del settore ricerca di General Electric Company (GE), la terza società più grande del mondo (secondo Forbes). In questa dichiarazione storica GE compara l’andamento dei costi delle varie fonti energetiche in rapporto allo sviluppo tecnologico. L’analisi fa emergere che l’energia solare assumerà un ruolo sempre più determinante per il nostro futuro e sta già cambiando il modo di gestire l’energia. Il raggiungimento del nuovo rapporto dei costi non solo abbatterà le emissioni di CO2 ma comporterà una rivoluzione nella gestione delle reti energetiche. La capillarità della tecnologia solare, infatti, si sposa perfettamente con il nuovo sistema di distribuzione dell’energia, basato sulle smart grid, le cosiddette reti intelligenti, ottimizzate per evitare gli sprechi energetici.
Le energie rinnovabili possono contribuire a produrre una ricchezza distribuita fra migliaia di piccole e medie imprese, invece che concentrarla nelle mani di poche gigantesche società. Non sono poi da trascurare i vantaggi per la semplicità di smantellamento degli impianti e il successivo riciclaggio dei materiali.
Che le rinnovabili rappresentassero una soluzione reale e sostenibile già lo sapevamo da tempo, ma a noi quattro “reclusi” ha fatto molto piacere scoprire che anche la GE è “pazza” per il solare.
 
 
 
 
Vuoi il referendum?
27 maggio
 
Quando eravamo all’asilo, uno degli scherzi più comuni era quello della gomma da masticare.
-La vuoi una gomma?
-Si!
E io no te la do!
E giù grasse risate! Ora, se io esprimo il mio voto, come stanno facendo in questi giorni gli italiani all’estero per il referendum sul nucleare, e poi il governo decide che non c’è più nulla su cui votare, non sta forse riproponendo il vecchio scherzo della gomma?...Vuoi la possibilità di decidere del tuo futuro? E io non te la do! Se fossimo ancora all’asilo sarebbe divertente, ma siamo cresciuti e certi comportamenti non ce li aspettiamo dai membri del governo di un Paese democratico. A 5 anni era un gioco, adesso è una presa in giro su una cosa molto seria.
Ci vogliono togliere il Referendum mentre c’è qualcuno che ha già votato! Sembra un paradosso, ma è la realtà. Nei giorni scorsi, alle ambasciate italiane di tutto il mondo, sono arrivate le schede elettorali del Referendum e sono state distribuite agli oltre 4 milioni di cittadini italiani residenti all’estero. Ciò significa che la macchina referendaria è già partita, eppure il governo, qua in Italia, continua a dirci che sul nucleare non intende farci votare. La nostra classe dirigente non sa più che pesci prendere…
 Sappiamo che il cambiamento di rotta del governo sul nucleare non è il frutto di un’improvvisa illuminazione, ma che si tratta di una precisa strategia per imporci il nucleare molto presto, dribblando il Referendum. Il governo ha ritrattato perché ha paura del voto dei cittadini e spera di farci credere alle sue bugie.
Cose già viste in Italia. Indicateci un politico che non abbia mai ritrattato almeno una sua dichiarazione e noi vi dimostreremo che il nucleare fa bene. In ogni caso, se il governo sceglierà di ignorare il voto degli italiani all’estero e di impedire a noi di votare tout court avrà dimostrato ancora una volta di non rappresentare più nessuno in questo Paese.


 
Fukushima oltre ogni limite
26 maggio
 
Ormai siamo abituati alla nostra vita in questo guscio che dovrebbe proteggerci dalle radiazioni. La nostra vita era là fuori e ora fa proprio male vederla come immagini che scorrono su uno schermo. Viviamo appesi alla spina di un elettrodomestico e comunichiamo solo attraverso internet, cercando di metterci in contatto con quante più persone possibile perché la minima notizia adesso ha un valore enorme.
 
Siamo in possesso di nuovi dati sul disastro di Fukushima, ma non è stato il Governo giapponese a divulgarli. È stata Greenpeace, in seguito al monitoraggio svolto in quell’area. Il rapporto finale si può scaricare da internet: in alcune alghe sono stati rilevati livelli di contaminazione superiori di cinquanta volte i limiti ufficiali di sicurezza, una grave minaccia per la popolazione e per l’ambiente. La contaminazione dipende soprattutto dallo iodio e dal cesio radioattivi.
 
Le fonti governative affermano che il materiale radioattivo riversato in mare non costituisce un pericolo perché le forti correnti marine lo avrebbero disperso. Ma lo sanno che la contaminazione dalle alghe può risalire la catena alimentare fino all’uomo? Si tratta di un grosso rischio per la salute, una reale emergenza. Situazioni simili possono essere evitate solo con la volontà e l’impegno attivo di tutti per cambiare direzione. Il passato è difficile da “riparare”, ma il futuro lo decidiamo noi.
 
Grazie ai dati di Greenpeace sappiamo che la contaminazione radioattiva continua a diffondersi anche a grande distanza dalla centrale, accumulandosi negli organismi marini. Ciò significa che la vita normale delle persone, a partire dalla loro alimentazione, è fortemente compromessa. E qual è stata la risposta del Governo giapponese? Aumentare sulla carta i livelli massimi consentiti di esposizione annuale alle radiazioni (anche per i bambini).
 
Le scelte dei governi e della politica risultano spesso incomprensibili, ma la speranza di tutti rimane che gli sforzi vadano in direzione della ricerca di soluzioni adeguate, condivise a livello globale secondo uno spirito cooperativo.
 
 
 
Due "pazzi" nel bidone sulla terrazza del Pincio
25 maggio
 
Che fine hanno fatto Giorgio e Pierpaolo de ipazzisietevoi.org? Hanno portato fuori dal rifugio la nostra protesta con un gesto estremo, in risposta a un governo che dovrebbe rappresentare il Paese e l’interesse comune e che invece è autoreferenziale e asservito a interessi personali.
 
Ieri, Giorgio e Pier si sono rinchiusi in un grosso bidone ‘nucleare’ sulla terrazza del Pincio, a Roma. Intendono rimanere chiusi là dentro fino al 12 giugno, quando usciranno per votare al Referendum. Martedì il governo ha deciso di mettere in atto il solito ricatto, ponendo alla Camera la fiducia sul Decreto Omnibus: ci chiediamo come i nostri rappresentati in Parlamento abbiano potuto dare la fiducia a chi vuole impedire ai cittadini di esprimere democraticamente la propria posizione sul nucleare.
 
Vogliono toglierci il diritto al voto, vogliono toglierci la libertà di partecipare e vogliono imporci il nucleare. Noi ci siamo mobilitati con una protesta non violenta, che Pierpaolo e Giorgio portano avanti dal bidone. Qualcuno ci ha chiesto preoccupato : “ma riusciranno a resistere?”. Noi che li conosciamo siamo sicuri che resisteranno, sappiamo quanto sono determinati e quanto credono in quello che fanno. Sono rinchiusi là dentro per tutti noi, anche per quelli che sono indifferenti o che ignorano quello che sta succedendo, perché chi potrebbe e dovrebbe informarli non lo fa.
 
Le condizioni di vita nel bidone sono ancora peggiori delle nostre nel rifugio. Noi siamo con loro e loro lo sanno. E voi? Speriamo che sarete in tanti a radunarvi intorno a loro, a scendere in piazza per far sentire la vostra voce. Speriamo che ognuno di voi trovi il suo modo per protestare. Basta poco: firmate sul sito www.ipazzisietevoi.org il vostro impegno a votare Sì al Referendum e diffondete.
 
Ringraziamo Greenpeace, che per noi è un esempio di indipendenza e onestà, fatta di persone che si mettono in gioco per proteggere l’ambiente e che così facendo tutelano tutti noi. Vogliamo ringraziarli tutti per averci appoggiati con entusiasmo e per il sostegno che ci danno ogni giorno.
 
Italiani all’estero al voto mentre il governo affossa il quesito sul nucleare
24 maggio
 
Parliamo di cronaca: gli oltre 4 milioni di italiani residenti all’estero hanno iniziato a ricevere dal Ministero dell’Interno un pacchetto con su scritto “URGENTE”. Sono le schede elettorali per il Referendum, lo stesso che in Italia il Governo sta cercando di affossare con la fiducia sul Decreto Omnibus. Mentre noi discutiamo sulla costituzionalità delle manovre del Governo, i nostri concittadini all’estero vengono chiamati a esprimere la propria posizione (altri ancora, in Sardegna, sono addirittura già stati interpellati). 
 
Si ha l’impressione che il Referendum sia diventato oggetto di un braccio di ferro tra la volontà popolare e le istituzioni politiche. L’appuntamento elettorale del 12 e 13 giugno, con i suoi 4 quesiti tra cui quello sul nucleare, è ancora in forse e nessuno si sta preoccupando di spiegare quali potrebbero essere le conseguenze di un ritorno al nucleare. Di questo Referendum non si parla abbastanza.
L’intenzione di mantenere il silenzio intorno all’argomento è stata evidente fin da subito. Il motivo? Evitare che gli italiani esprimano il proprio disaccordo rispetto alle scelte del Governo. In passato le persone sono sempre state spinte ad andare a votare, a esprimere la propria opinione, favorevole o contraria che fosse. Le campagne di sensibilizzazione hanno sempre avuto un ruolo fondamentale in occasione dei referendum. Oggi, invece, sono la disinformazione e la dissuasione a prevalere. Il disastro di Fukushima però ha scosso tutti, costringendo politici e potenti a ripensare la loro strategia …
Si parla tanto di raggiungimento del quorum, ma qui è della democrazia che ci dobbiamo preoccupare! Ci stanno togliendo la possibilità di votare e senza nemmeno preoccuparsi troppo di nascondere le loro torbide manovre. Silvio Berlusconi ha detto esplicitamente che il Governo italiano ha tutte le intenzioni di continuare con i suoi piani nucleari e che il confronto con il voto è un rischio da evitare. La mancanza di rispetto della democrazia che c’è in queste affermazioni ci fa pensare che l’Italia non sia tanto diversa dalle dittature del nord Africa. Almeno là c’è chi di fronte alle dittature ha il coraggio di dire no!
 
 
 
 

Janette, a 91 anni è con noi nel rifugio
23 maggio
 
Oggi abbiamo avuto il piacere di ricevere un’ospite nel nostro rifugio, un’ospite molto speciale che si fermerà per un po’con noi. Si tratta di Janette, una delle tipe più toste che abbiamo mai conosciuto. Ma lasciamo che sia lei stessa a presentarsi, come si è presentata a noi.
"Sono nata il 22 settembre 1920 a Varsavia, dove mi sono diplomata e iscritta alla facoltà di giurisprudenza dell’Università, ma la guerra ha interrotto i miei studi. Ho vissuto i cinque terribili anni dell’occupazione tedesca, sono stata testimone delle atrocità inflitte alla popolazione polacca e in particolare agli ebrei. Ho poi preso parte alla rivolta di Varsavia contro i nazisti. Dopo la quasi completa distruzione della capitale e la strage dei suoi abitanti, sono stata deportata con gli altri giovani sopravvissuti in un campo di lavoro in Germania. Lì ho conosciuto un prigioniero italiano – “un traditore” – … è diventato mio marito. Quando nel maggio del 1945 i tedeschi si sono arresi, Piero Levratto è tornato a Vado Ligure, portandomi con sé. Dal confine con la Cecoslovacchia siamo giunti a piedi fino a Varazze. Ci siamo costruiti una bella famiglia e fra pochi mesi arriverà anche il secondo pronipotino. Ho sempre contribuito al mantenimento della famiglia dando lezioni private. Da quando mio marito è morto diciotto anni fa faccio volontariato insegnando all’Università della terza età. Da anziana ho scoperto una forte passione per la letteratura. Così ho scritto molti racconti e ora sto provando con il mio primo romanzo.
Sono orgogliosa di avere contatti con la meravigliosa organizzazione Greenpeace e di dare un contributo, anche se piccolo, alla battaglia per la difesa dell’ambiente”.
Janette è una signora minuta, piena di racconti da condividere e di vivacità. Nonostante l’età oramai matura, sprizza energia da tutte le parti, è un flusso costante di curiosità. Ci eravamo preparati a doverle spiegare con calma tutti gli aspetti più complessi della nostra protesta, ma è stata lei stessa a chiederci subito i dettagli, informandosi su ogni particolare, dalle nostre vite personali a quante ore d’aria abbiamo al giorno.
Da parte nostra, anche noi l’abbiamo subito subissata di domande sulla sua vita in Italia, sulla guerra, su Varsavia. Janette, che è nata in Polonia, ha vissuto la storia del nostro paese come noi ragazzi della generazione 2.0 non possiamo neanche immaginare. È per questo che il suo appoggio alla nostra protesta è ancora più importante. Sapere che non sono solo i più giovani a credere in un futuro migliore ci rende ancora più forti. E a tutti quelli che ci accusano di essere solo dei ragazzi fricchettoni senza esperienza vorremmo presentare questa giovane. A novantuno anni guarda al futuro almeno quanto noi.
 

La visita di Kumi Naidoo
21 maggio
 "Sono già passati 10 giorni dal nostro ingresso nel rifugio, da quando abbiamo deciso che non potevamo più starcene in silenzio ad osservare quel che succedeva nel nostro paese. Abbiamo ricevuto un mare di incoraggiamenti, dimostrazioni di stima, alcune visite importanti che hanno rafforzato il nostro morale già di per sé alto. E' venuto persino Kumi Naidoo, il direttore esecutivo di Greenpeace International, uno che ha lottato contro l'Apartheid in Sudafrica e che ha fatto della protesta non violenta uno stile di vita. Si è allineato subito alle regole che ci impone il protocollo di radioprotezione e ci ha parlato come parlerebbe un fratello maggiore. Il carisma di Kumi ci ha toccato nel profondo e non lo scorderemo facilmente.
Ha anche chiesto di restare a dormire con noi e di unire la sua voce alla nostra protesta, ma aveva degli impegni già presi e non è potuto restare.
Abbiamo ricevuto anche delle critiche perché vogliamo un paese ad energia rinnovabile. In particolare ci è stato detto che gli incentivi alle rinnovabili fanno diventare insostenibili le bollette già salatissime che paghiamo. A queste vorremmo rispondere che la politica energetica non deve
essere in balìa delle pressioni delle grandi industrie, che se il Ministro Romani ha fatto dietrofront dopo aver tagliato di netto gli incentivi alle rinnovabili è perché gli hanno fatto notare che stava facendo un gravissimo errore. Degli incentivi alle rinnovabili la metà circa va a inceneritori e
raffinerie di petrolio, impianti che sono tutto tranne che rinnovabili e puliti. A questi si devono aggiungere varie voci, tra cui lo smantellamento delle vecchie centrali nucleari e il trattamento delle relative scorie, cosa di cui pochissimi sono a conoscenza. Se paghiamo bollette tra le più alte d'Europa, quindi,  non è colpa del peso eccessivo degli incentivi alle rinnovabili.
Ci fa ben sperare uno studio fatto dall'Università di Padova, secondo cui tra 3-4 anni il costo dell'energia prodotta dal  fotovoltaico sarà minore di quella derivante da combustibili fossili. Chi avrà il coraggio di dire che dobbiamo continuare con petrolio, gas, carbone o ancora peggio con l'uranio quando il fotovoltaico costerà di meno e non avrà più bisogno di incentivi?
E se per 6-7 anni avessimo pagato bollette un po' più alte per accelerare il passaggio dall'inquinamento all'energia pulita beh, ne sarà valsa assolutamente la pena."


A difesa del futuro
19 maggio
La nostra prima settimana di ‘arresti domiciliari’ è appena terminata. La privazione della libertà, le limitazioni sul cibo, sull'aria e sull'acqua che ci siamo inflitti ormai fanno parte della nostra vita quotidiana. Stiamo trascurando i nostri studi, le nostre passioni, alcuni persino il proprio lavoro. Già, il lavoro … Siamo stati accusati di non aver voglia di lavorare, di stare qua quasi come se fossimo in vacanza. In realtà, crediamo che starsene chiusi in sette persone dentro pochi metri quadri, 24 ore al giorno per un mese intero, non si possa definire ‘vacanza’. Quello che facciamo è l'esatto opposto: non siamo qui a sprecare il nostro tempo, siamo qui per difendere il nostro futuro!
Se veramente l'Italia tornasse al nucleare, per i lavoratori sarebbe una tragedia: miliardi di euro di fondi pubblici verrebbero sprecati per generare pochissima occupazione. L'accordo tra Enel ed EDF prevede la creazione di 10mila posti di lavoro, la maggior parte dei quali, però, sarebbe impiegata solo nella fase di costruzione degli impianti visto che una centrale a regime non occupa più di 300/400 persone. Una svolta decisiva verso il risparmio energetico, l'eliminazione degli sprechi e le rinnovabili avrebbe un migliore impatto sia sull’ambiente che sul mercato del lavoro. E non svuoterebbe le già scarse casse dello Stato. Tra di noi, quelli di www.ipazzisietevoi.org, c'è Marco, che lavora nel settore delle rinnovabili e che ogni giorno vive sulla sua pelle l'incertezza del futuro. Lui è qui anche per rappresentare tutti i lavoratori del settore, che in caso di ritorno al nucleare perderebbero il posto.
 La promozione dell'efficienza energetica è in grado di generare da sola oltre 60mila nuovi occupati nei prossimi 14 anni e con l’indotto si arriverebbe fino a 120mila. Secondo lo studio congiunto  Università Bocconi-GSE (Gestore dei Servizi Energetici) il raggiungimento degli obiettivi imposti dall'Unione Europea al 2020 per le rinnovabili può portare 250mila nuovi posti di lavoro solo in Italia. Per il nostro Paese si parlerebbe quindi in totale di 370mila nuovi posti di lavoro, ancor più preziosi in tempi di crisi economica. In questi anni la disoccupazione giovanile è salita alle stelle, qualunque politica sensata dovrebbe essere tesa a trovare una soluzione. Quello che il governo ci propone, il nucleare, è pericoloso, antieconomico e non crea occupazione. Se vi trovaste di fronte a una scelta tra due politiche alternative, l'una in grado di dare un futuro a voi e ai vostri figli e l'altra che invece li mette in pericolo, voi cosa scegliereste? Di fronte a un futuro così, verrebbe quasi da chiudersi in casa e non uscire.
 
 
 
Le potenzialità dell'Italia
18 maggio
La vita dentro al nostro rifugio comincia a prendere una certa routine: sveglia al mattino presto, colazione, pulizie, approfondimenti sul nucleare, registrazione di videoclip. Poi pranzo, ancora lavoro fino a sera e spesso anche dopo cena. Non immaginavamo così tante attività. Abbiamo portato libri, film, giochi da tavolo, tutte cose che probabilmente non avremo tempo di usare. Tutto perché la protesta è molto sentita, l'interesse della gente è palpabile. Il fatto stesso di poter scrivere su questo giornale ne è la conferma. Guardando fuori dalla nostra finestra sigillata vediamo il sole, il vento che muove le chiome degli alberi, e ci viene naturale pensare a tutta questa energia che non viene sfruttata. Quello che fa più rabbia è che la tecnologia ce l'abbiamo già, senza bisogno di andare a scavare in Australia, Canada o Kazakistan per procurarci l'uranio. Ci dicono che siamo utopisti, che produrre solo energia rinnovabile non è possibile, ma non è così. Basta guardare fuori dai nostri confini: il Ministero dell'Ambiente e il Ministero dell'economia tedeschi hanno avallato uno studio dell'istituto McKinsey che parla di arrivare al 100% di energie rinnovabili entro il 2050. E pensare che in Germania non hanno certo il nostro sole! Le potenzialità del nostro paese sono enormi. Basterebbe sfruttarne una piccola parte per poter fare finalmente a meno non solo del nucleare, ma anche di petrolio e carbone. Al contrario dei combustibili fossili e del nucleare, con le rinnovabili non c'è nessun problema di emissioni inquinanti né tantomeno di scorie. Gli stessi pannelli fotovoltaici non emettono CO2 e sono composti solo da alluminio, rame, vetro e silicio (il secondo elemento più abbondante sulla crosta terrestre dopo l'ossigeno). Certo, dobbiamo prima di tutto ridurre i nostri consumi energetici, evitando gli sprechi e usando l'energia in modo più efficiente. Per esempio nel nostro rifugio abbiamo elettrodomestici a risparmio energetico (iclasse A) e l'energia che usiamo è certificata al 100% rinnovabile. Le prospettive nel campo delle rinnovabili sono ancora più positive. In futuro grazie alle reti intelligenti (le cosiddette smart grid) e alle batterie al sale sarà possibile distribuire o immagazzinare l'energia in modo da averla anche quando il sole non c'è o non tira un alito di vento. Non è poi da sottovalutare il capitolo sicurezza, anche in caso di catastrofi naturali (ricordiamo che l'Italia è un paese ad alto rischio sismico) l'unica conseguenza sarebbe il fermo degli impianti: nessuna fuoriuscita di radiazioni e nessuno costretto a vivere sulla propria pelle quello che in questi giorni stanno vivendo a Fukushima e che nel nostro piccolo stiamo vivendo anche noi.  
 
 
 
GRAZIE SARDEGNA!!!!
17 maggio
Oggi  la Sardegna ha dimostrato che per ottenere il bene comune non servono dispendiose campagne elettorali. E’ inutile arrivare a occupare con i manifesti ogni angolo delle nostre città quando la comunicazione e gli appelli partono dal basso. Quello in cui abbiamo sempre sperato è possibile. Ieri, qui dentro, è aumentata l’energia (quella pulita) e questo grazie ai sardi che andando a votare hanno “urlato” il loro forte NO al nucleare.  
In uno dei nostri primi video abbiamo chiesto alla Sardegna il regalo di andare a votare Si al Referendum contro le assurde scelte che ci vogliono imporre. Oggi nel nostro rifugio stiamo festeggiando con loro e gli abbiamo dedicato un altro video messaggio di ringraziamento.
Chi vive in quella terra ha capito che avrebbe perso la propria ricchezza, non ha creduto alla bugia nucleare del Governo. La Sardegna già in passato si è opposta alla minaccia di dover ospitare le scorie nucleari prodotte in vari luoghi del mondo, per la “sfortuna” di essere uno dei pochi territori italiani a basso rischio sismico. Oggi ha esercitato il suo potere decisionale sulla propria terra, coinvolgendo anche una nuova generazione di giovani; gli stessi che ci scrivono da giorni  e con i quali ci stiamo confrontando in modo costruttivo.
Una delle nostre attività quotidiane all’interno del rifugio, infatti, è quella di comunicare con il mondo esterno attraverso il web.
È un impegno che occupa la maggior parte del nostro tempo ed è una grande responsabilita’ perchè nessuno qui dentro è un giornalista o un “addetto ai lavori”. Eppure ci sforziamo al meglio delle nostre capacità e speriamo di riuscirci grazie alla forte motivazione.
Quotidianamente rispondiamo ai commenti o alle domande sulla vita che conduciamo, ma anche ai dubbi sul nucleare. Ascoltiamo le critiche di tutti senza mai banalizzare le risposte che vengono dall’esterno. Teniamo aggiornato il nostro diario sul web, momento che diventa anche per noi un’ulteriore riflessione sulla protesta che stiamo portando avanti. Ognuno mette in gioco le proprie competenze per il fine comune e così, liberando la creatività, speriamo di riuscire a sfruttare al massimo i mezzi a nostra disposizione e di stimolare lo sviluppo di una democrazia partecipativa nel nostro Paese.
 
 
 
Come funziona una centrale nucleare?
16 maggio
La nostra protesta continua ininterrotta e ogni giorno si evolve ed acquista nuovi elementi. Al nostro piccolo gruppo si sono aggiunti da poco altri tre ragazzi, e ciascuno di loro ha portato il suo prezioso contributo e le sue conoscenze. Oggi abbiamo deciso di informarci su come funziona una centrale nucleare, perché sui media si fa un gran parlare di reattori EPR, Scala Ines, massa critica, etc; ma noi che non siamo tecnici non sempre capiamo cosa voglia dire.
Una rapida ricerca su internet non basta a farsi un’opinione. I dati sul web sono tantissimi, ma trovare una spiegazione semplice non è sempre facile. Allora abbiamo dato un’occhiata ad alcuni dei materiali pubblicati da Greenpeace, ed ecco cosa abbiamo capito sul funzionamento di una centrale nucleare.
Possiamo dire che in fondo una centrale nucleare non è molto diversa dalle altre centrali termiche , visto che –come queste- utilizza un combustibile, una caldaia, una turbina ed un fluido per lo scambio del  calore. La differenza è che il combustibile è materiale radioattivo, principalmente uranio o, come nel caso del reattore 3 di Fukushima, una miscela di uranio e plutonio detta MOX.
Il cuore del reattore è il nucleo, dove si trovano le barre di materiale radioattivo e dove avviene la vera e propria reazione nucleare. La reazione nucleare è la stessa delle bombe atomiche usate ad Hiroshima e Nagasaki, solo che viene controllata affinché non esploda. La fissione nucleare, ovvero la scissione degli atomi, è un processo che libera energia sotto forma di calore che viene sfruttato per far evaporare l’acqua. Il vapore così ottenuto entra in una turbina che converte il movimento in energia. Il fluido viene poi ricondensato attraverso il circuito di raffreddamento, che impiega grandi quantità di acqua.
In realtà le cose non sono affatto così semplici: per mettere in piedi tutto questo il punto critico è il tempo ed il denaro. Pensate solo che per rifarsi dell’investimento iniziale servono venti anni di attività ininterrotta, e che la vita media di una centrale nucleare è attualmente di circa 26 anni! Dunque, dov’è il guadagno?!
Potremmo capire se non ci fosse un’ alternativa, ma un alternativa invece c’è. Noi ad esempio preferiamo il fotovoltaico e l’eolico, che invece funzionano con una concezione completamente nuova: niente combustibile, niente scorie e soprattutto niente rischio!
 
 
Mancano cibo, acqua, e aria fresca. Benvenuti nel day after
14 maggio
È solo il terzo giorno che siamo qui, e già ci stiamo rendendo conto di quanto il protocollo di radioprotezione che stiamo seguendo ci metta a dura prova. Cibo, acqua e aria sembravano meno preziosi fuori di qui.
Abbiamo scorte di cibo in scatola: a parte la qualità, per far sì che quello che abbiamo ci permetta di arrivare al 12 giugno siamo costretti a razionarle. Rispetto a quanto mangiavamo prima di entrare, le nostre porzioni di oggi si sono praticamente dimezzate. Di acqua per il momento ce n’è, ma è difficile prevedere quanta ne consumeremo da qui ad un mese, e così abbiamo dovuto mettere delle regole per usarla, sia per l'igiene personale sia per la pulizia della casa. Ma –certo- la cosa che ci manca di più è poter spalancare le finestre e respirare aria fresca.
Reclusi qua dentro, la cosa più importante che possiamo fare è informarci su quello che succede nel resto del mondo. Oggi per esempio abbiamo saputo che la TEPCO sta cercando di rintracciare le centinaia di migliaia di tonnellate di acqua radioattiva che ha immesso nei reattori di Fukushima dall’11 Marzo per raffreddarli, e ci siamo chiesti come si faccia a rintracciare l’acqua una volta che è finita nel mare... Come se questo non bastasse, agli allevatori nel raggio di 20 km dalla centrale è stato imposto di uccidere le proprie greggi prima che le carni entrino nel mercato mettendo a rischio la salute di tutti i giapponesi. Un sacrificio inutile che dimostra ancora una volta quanto sia pericolosa la scelta nucleare.
Per fortuna dalla Germania arrivano notizie confortanti: le bozze di un rapporto commissionato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel alla Commissione Etica per l'Approvvigionamento dell'Energia raccomandano la chiusura totale di tutte le centrali tedesche entro il 2021. L'esperienza di Fukushima e l'esempio dato dalla Germania sono l'ennesima dimostrazione che un ritorno al nucleare in Italia sarebbe una mossa suicida.
Noi “pazzi” siamo convinti che sia stupido seguire un progetto energetico che in altri Stati si è rivelato fallimentare e che è stato rimesso in discussione in tutti i paesi più sviluppati. Per impedire che l'Italia torni al nucleare, i cittadini sardi hanno in questi giorni l'occasione unica di far sentire la propria voce. Attraverso il referendum hanno infatti la possibilità di esprimersi per primi e dire a nome di tutti che noi il nucleare non lo vogliamo
 
 
Immagina un futuro atomico. La vita nel bunker
13 maggio
È da più di 24 ore che siamo chiusi qua dentro e ci resteremo per altri 29 giorni.
Abbiamo iniziato questa protesta non violenta contro il nucleare: vivere seguendo alla lettera il protocollo di radioprotezione previsto in caso d’incidente nucleare. Questo comporta sigillare porte e finestre per ridurre al minimo la contaminazione dell’aria interna, mangiare esclusivamente cibi preconfezionati, evitando cibi freschi come frutta e verdura che potrebbero aver subito contaminazione. Lo stesso vale per l’acqua, sono quella in bottiglia, niente dal rubinetto.
Così sono costretti a vivere i nostri coetanei nel distretto di Fukushima. Anche se loro non hanno avuto il tempo di prepararsi al meglio, come noi, consultare un dietologo e fare provviste per tutto il mese (razionate al meglio per essere sufficienti per tutta la durata della protesta).
Il nostro obiettivo è informare, mobilitare e vincere il Referendum del 12 e 13 giugno che in ogni modo stanno cercando di boicottare.
Abbiamo scelto questo tipo di protesta – sostenuti da Greenpeace - per poter arrivare a più gente possibile, utilizzando internet. Social network, siti e blog ci consentono di instaurare una comunicazione diretta con chi è all’esterno. Giorno per giorno vi informiamo su quelle che sono le numerosissime difficoltà di una vita in queste condizioni. Sul nostro sito pubblichiamo tutti i nostri video e rispondiamo ai commenti di chi ci scrive da casa. Per dare la prova che siamo veramente qui abbiamo installato nella sala comune una web-cam, che trasmette in streaming sul sito 24 ore su 24.
È la rabbia che ci ha spinto a intraprendere una protesta così estrema, non accettiamo che qualcuno decida per noi il nostro futuro.
È davvero assurdo che ancora oggi si pensi al nucleare come una valida soluzione energetica, affossando quelle che sono le alternative esistenti e concrete,che sono convenienti sia dal punto di vista economico, che ambientale.
Non siamo più disposti a tacere, vogliamo essere ascoltati, e non siamo i soli. Ne abbiamo avuto la prova: in sole 24 ore tantissimi ci hanno incoraggiato, tramite i loro commenti sul sito, condividendo i nostri pensieri e le nostre paure. Noi da qui non ci muoviamo, ma abbiamo bisogno che siano in molti, in milioni a mobilitarsi per vincere il Referendum e fermare questa follia nucleare.
 
 
I COMMENTI:
  • Never would have thunk I would find this so idnipsesnable. 01-09-2011 21:26 - Jaelyn
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