mercoledì 18 settembre 2013
Vita da studenti, senza un posto dove incontrarsi
di Andrea Panone, Federico Gianforte, Giancarlo Carnicelli, Fabio Giannangeli studenti
6 aprile 2011
Nessuno di noi e nessun aquilano avrebbe mai pensato che quella notte di due anni fa, la propria vita sarebbe cambiata in pochi secondi; proprio alla vigilia del secondo anniversario di questo catastrofico evento abbiamo deciso di raccontare le problematiche di noi giovani e della nostra città da due anni ad oggi.
Dopo due anni la città è ancora in ginocchio; puntellamenti e ponteggi nascondono i monumenti, le strade una volta gremite di giovani sono ora deserte e i pochi locali aperti faticano ad andare avanti, inoltre i fondi promessi stentano ad arrivare e la fiducia dei cittadini nei confronti delle autorità scende anche se il desiderio di rinascita resta vivo nel cuore di tutti gli aquilani.
Noi giovani, che prima avevamo nel centro i nostri ritrovi quotidiani dove studiare e stare insieme, non abbiamo più punti di riferimento. Le calde ed accoglienti strade familiari, gli stretti vicoli hanno lasciato il posto allo squallore dei centri commerciali ed ai marciapiedi delle strade statali, dove i freddi muretti in cemento hanno sostituito le calde panchine dei parchi e le amate nicchie di S. Bernardino.
Le conseguenze in città si fanno ancora sentire ed i problemi persistono uno dopo l'altro, dalla ricostruzione, al commercio, alla rinascita sociale e alla vita di tutti i giorni.
L'Aquila, una volta città dei 99 castelli, delle 99 chiese, delle 99 fontane e delle 99 piazze, oggi è diventata la città delle 99 rotonde, delle 99 promesse non mantenute e delle 99 lacrime di ogni aquilano. Una sola parola riecheggia nei cuori di tutti gli aquilani: FUTURO. Che cosa riserverà il domani per la nostra città e per tutti noi? Una sola cosa è certa; non smetteremo mai di lottare, e ricordare la nostra città, finché non tornerà a volare, più forte e splendente di prima.
FORZA L'AQUILA
Dopo due anni la città è ancora in ginocchio; puntellamenti e ponteggi nascondono i monumenti, le strade una volta gremite di giovani sono ora deserte e i pochi locali aperti faticano ad andare avanti, inoltre i fondi promessi stentano ad arrivare e la fiducia dei cittadini nei confronti delle autorità scende anche se il desiderio di rinascita resta vivo nel cuore di tutti gli aquilani.
Noi giovani, che prima avevamo nel centro i nostri ritrovi quotidiani dove studiare e stare insieme, non abbiamo più punti di riferimento. Le calde ed accoglienti strade familiari, gli stretti vicoli hanno lasciato il posto allo squallore dei centri commerciali ed ai marciapiedi delle strade statali, dove i freddi muretti in cemento hanno sostituito le calde panchine dei parchi e le amate nicchie di S. Bernardino.
Le conseguenze in città si fanno ancora sentire ed i problemi persistono uno dopo l'altro, dalla ricostruzione, al commercio, alla rinascita sociale e alla vita di tutti i giorni.
L'Aquila, una volta città dei 99 castelli, delle 99 chiese, delle 99 fontane e delle 99 piazze, oggi è diventata la città delle 99 rotonde, delle 99 promesse non mantenute e delle 99 lacrime di ogni aquilano. Una sola parola riecheggia nei cuori di tutti gli aquilani: FUTURO. Che cosa riserverà il domani per la nostra città e per tutti noi? Una sola cosa è certa; non smetteremo mai di lottare, e ricordare la nostra città, finché non tornerà a volare, più forte e splendente di prima.
FORZA L'AQUILA
L'AQUILA
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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