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Il 7 e l’8 maggio L’Aquila diventerà “la città delle donne”
di Simona Giannangeli, avvocato
30 marzo 2011
 
Nel mese di ottobre 2010 a L'Aquila un gruppo di donne aquilane insieme a Nadia Tarantini e Luciana Di Mauro della rivista Leggendaria hanno dato vita al Comitato Donne terre-mutate, per riconnettere i fili delle tante pratiche politiche, svolte da sempre sul territorio, alle mutate condizioni di vita del post sisma e riscrivere la storia di un territorio completamente stravolto, ma attraversato dalla tenace resistenza delle donne che lo abitano.
Il Comitato promotore è costituito dalla Biblioteca delle donne “Melusine”, dal Centro Antiviolenza per le donne, dalle Donne in Nero, dalla rivista Leggendaria, con l'adesione del circolo Arci Querencia, del Comitato Familiari Vittime della Casa dello Studente, dall'associazione Genitori si diventa e dagli Artisti Aquilani.
Il Comitato ha lanciato l'iniziativa nazionale di invitare ed accogliere a L'Aquila il 7 e l'8 maggio 2011 le donne di tutta Italia, affinché possano poggiare lo sguardo sulla città violentata dal terremoto, ma ancor più dalle scelte criminali fatte in seguito, che impediscono ancora oggi ogni prospettiva di ricostruzione concreta dei luoghi, fisici e materiali, da restituire alla comunità.
Per due giorni l’Aquila sarà la città delle donne. Giornate articolate in modo da permettere a tutte di visitare la zona rossa del centro storico ancora sotto vigilanza militare, entrare negli insediamenti del progetto C.A.S.E. e coglierne il terribile artificio di vita, camminare nei quartieri vuoti e silenziosi e sentire il vuoto che un terremoto produce.
Ma le due giornate saranno anche i momenti delle “stanze “, all'interno delle quali saranno affrontati molti temi: i corpi delle donne e la violenza , sicurezza, legalità e mercato, l'informazione negata, le scritture femminili.
Per noi aquilane sarà il momento in cui condivideremo il nostro sogno con le altre, il sogno di realizzare in città la casa delle donne, luogo di tutte le donne per l'elaborazione di pratiche politiche autonome ed autodeterminate, nel segno del femminismo e dei movimenti delle donne, una casa contro la violenza di genere, una casa per l'accoglienza ed il sostegno per le donne, un luogo per prendersi cura di se stesse e poter esprimere la propria creatività ed il proprio pensiero.
La casa che vogliamo è l'idea stessa di ricostruzione della città, il nostro progetto concreto ed autentico, perché parte proprio da noi.
Dal caos del terremoto abbiamo comunque continuato a tessere i fili delle nostre esistenze private e collettive e vogliamo che il 7 e l'8 maggio siano giornate di condivisone di percorsi e di vissuti comuni e differenti, per seminare con il pensiero delle donne terreni di vita nuova.
Per informarvi e partecipare: www.laquiladonne.it; scrivete a: laquiladonne@gmail.com



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