mercoledì 18 settembre 2013
il manifesto - Sara Menafra - 2010.02.12
E spuntano i nomi di Masi (Rai) e Malinconico
Feste, soldi e favori indagine sui conti (Fieg)
Un sistema di gestione degli appalti pubblici che si fonda sulla lievitazione dei costi, sulla turnazione degli amici da aiutare, su telefonini, automobili Bmw, festini equivoci con cui festeggiare un appalto.
Se ieri Guido Bertolaso spiegava che la donna citata nelle intercettazioni che lo riguardano è una fisioterapista e che il sesso, non c'entra nulla, il sistema «gelatinoso» di cui parla l'ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere io suo ex vice Angelo Balducci e messo sotto scacco lo stesso Bertolaso emerge con chiarezza. E, non a caso, all'indomani delle perquisizioni di due giorni fa i Ros hanno avviato verifiche sui conti correnti di tutti gli indagati. Bertolaso compreso.
Tutto sembra passare per il Dipartimento dello sviluppo e la competività del turismo, in via della Ferratella, dove Angelo Balducci arriva a inizio 2008, quando Prodi decide di spostarlo qui dopo la rottura dell'ingegnere con l'allora ministro Di Pietro. Balducci impianta alla «Ferratella», il suo piccolo giro. Prima di tutto Diego Anemone, socio in affari della moglie. «Addirittura - scrive il gip di Firenze Rosario Lupo - emerge che lo stesso parrebbe alimentare una sorta di "cassa comune" per piccole spese» a nome dei funzionari della struttura Maria Pia Forleo, Francesco Pintus, Fabrizio Ciotti. Balducci ha ai propri piedi un impero da gestire a piacimento: dal 2005 in avanti, ha tra le mani la gestione dei Mondiali di nuoto (261 milioni di euro in appalti), le celebrazioni per l'unità d'Italia (330 milioni), la ristrutturazione del San Carlo di Napoli e dell'Istat di Roma (180 milioni). E infine, il G8 della Maddalena, operazione in cui gli indagati si rendono responsabili dello «sventramento» di un'oasi naturale.
Il capo della protezione civile Guido Bertolaso fa parte del giro: «E' emerso che lo stesso Bertolaso intrattiene rapporti diretti con l'imprenditore Anemone Diego, con il quale spesso si incontra di persona». E in qualche caso, prima di vedere Bertolaso l'imprenditore si procura denaro contante «tanto che gli investigatori ritengono che abbia una certa fondatezza ritenere che detti incontri siano stati finalizzati alla consegna di somme di denaro al Bertolaso». In suo onore, Simone Rossetti, fac totum del Salaria Sporting village di Anemone, si impegna per organizzare una «festa al centro benessere, una cosa megagalattica» per l'ospite Bertolaso, a settembre 2008. Anemone frena: «Si però mi raccomando, la riservatezza tua e basta Simò» «Senti ma quante situazioni devo creare? Una, due». «Io penso due, lui si diverte... due» «Tre? Che ne so!» «Eh la madonna». Ci sono poi le telefonate per la massaggiatrice Francesca, anche se ora Bertolaso assicura che la «ripassata» di cui parla nelle telefonate è semplicemente un massaggio terapeutico.
Balducci si fa ricompensare coi lavori di ristrutturazioni, automobili di lusso, persino i domestici sono ex operai degli appaltanti. Tra tutti Anemone, l'imprenditore piglia tutto tanto ai mondiali quanto al G8. E l'idea che tutto sia possibile, con gli amici giusti passa rapidamente. All'indomani del terremoto dell'Aquila due imprenditori non indagati esultano. «Occupati di 'sta roba del terremoto perché qui bisogna partitire in quarta subito...non è che c'è un terremoto al giorno». E la risposta: «Io ridevo stamattina alle tre e mezzo dentro al letto».
Balducci oltre ai regali per se, ottiene piccoli e grandi ad interlocutori di prestigio. Una vacanza all'hotel Pellicano di Porto Santo Stefano per Carlo Malinconico, oggi segretario della Federazione italiana editori e nel 2008 segretario generale di palazzo Chigi. E per il direttore generale della Rai, Mario Masi - il figlio di Balduccci, Lorenzo, è attore nella coproduzione Rai Last minute Marocco - l'assunzione del fratello della moglie come dipendente del Salaria Sport Village di Diego Anemone. Dell'impiego di Antony Smit, fratello dell'attrice e compagna di Masi Susanna Smit, il direttore generale della Rai si interessa con premura: «Si si... guarda infatti io... adesso sono uscito e fra due minuti lo chiamo... proprio due minuti... guarda... tu vedrai... fra due minuti è chiamato». Poi ci sono rapporti poco chiari con due consiglieri della Corte dei conti, Mario Sancetta e Antonello Colosimo, l'operazione di «intelligence» a cui sembra prestarsi il figlio del procuratore aggiunto di Roma, Achille Toro, quelli di Anemone con don Evaldo Biasini della congregazione dei Missionari del preziosissimo Sangue di Roma. Persino la mafia, scrive il gip, sembra essere interessata al meccanismo.
Se ieri Guido Bertolaso spiegava che la donna citata nelle intercettazioni che lo riguardano è una fisioterapista e che il sesso, non c'entra nulla, il sistema «gelatinoso» di cui parla l'ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere io suo ex vice Angelo Balducci e messo sotto scacco lo stesso Bertolaso emerge con chiarezza. E, non a caso, all'indomani delle perquisizioni di due giorni fa i Ros hanno avviato verifiche sui conti correnti di tutti gli indagati. Bertolaso compreso.
Tutto sembra passare per il Dipartimento dello sviluppo e la competività del turismo, in via della Ferratella, dove Angelo Balducci arriva a inizio 2008, quando Prodi decide di spostarlo qui dopo la rottura dell'ingegnere con l'allora ministro Di Pietro. Balducci impianta alla «Ferratella», il suo piccolo giro. Prima di tutto Diego Anemone, socio in affari della moglie. «Addirittura - scrive il gip di Firenze Rosario Lupo - emerge che lo stesso parrebbe alimentare una sorta di "cassa comune" per piccole spese» a nome dei funzionari della struttura Maria Pia Forleo, Francesco Pintus, Fabrizio Ciotti. Balducci ha ai propri piedi un impero da gestire a piacimento: dal 2005 in avanti, ha tra le mani la gestione dei Mondiali di nuoto (261 milioni di euro in appalti), le celebrazioni per l'unità d'Italia (330 milioni), la ristrutturazione del San Carlo di Napoli e dell'Istat di Roma (180 milioni). E infine, il G8 della Maddalena, operazione in cui gli indagati si rendono responsabili dello «sventramento» di un'oasi naturale.
Il capo della protezione civile Guido Bertolaso fa parte del giro: «E' emerso che lo stesso Bertolaso intrattiene rapporti diretti con l'imprenditore Anemone Diego, con il quale spesso si incontra di persona». E in qualche caso, prima di vedere Bertolaso l'imprenditore si procura denaro contante «tanto che gli investigatori ritengono che abbia una certa fondatezza ritenere che detti incontri siano stati finalizzati alla consegna di somme di denaro al Bertolaso». In suo onore, Simone Rossetti, fac totum del Salaria Sporting village di Anemone, si impegna per organizzare una «festa al centro benessere, una cosa megagalattica» per l'ospite Bertolaso, a settembre 2008. Anemone frena: «Si però mi raccomando, la riservatezza tua e basta Simò» «Senti ma quante situazioni devo creare? Una, due». «Io penso due, lui si diverte... due» «Tre? Che ne so!» «Eh la madonna». Ci sono poi le telefonate per la massaggiatrice Francesca, anche se ora Bertolaso assicura che la «ripassata» di cui parla nelle telefonate è semplicemente un massaggio terapeutico.
Balducci si fa ricompensare coi lavori di ristrutturazioni, automobili di lusso, persino i domestici sono ex operai degli appaltanti. Tra tutti Anemone, l'imprenditore piglia tutto tanto ai mondiali quanto al G8. E l'idea che tutto sia possibile, con gli amici giusti passa rapidamente. All'indomani del terremoto dell'Aquila due imprenditori non indagati esultano. «Occupati di 'sta roba del terremoto perché qui bisogna partitire in quarta subito...non è che c'è un terremoto al giorno». E la risposta: «Io ridevo stamattina alle tre e mezzo dentro al letto».
Balducci oltre ai regali per se, ottiene piccoli e grandi ad interlocutori di prestigio. Una vacanza all'hotel Pellicano di Porto Santo Stefano per Carlo Malinconico, oggi segretario della Federazione italiana editori e nel 2008 segretario generale di palazzo Chigi. E per il direttore generale della Rai, Mario Masi - il figlio di Balduccci, Lorenzo, è attore nella coproduzione Rai Last minute Marocco - l'assunzione del fratello della moglie come dipendente del Salaria Sport Village di Diego Anemone. Dell'impiego di Antony Smit, fratello dell'attrice e compagna di Masi Susanna Smit, il direttore generale della Rai si interessa con premura: «Si si... guarda infatti io... adesso sono uscito e fra due minuti lo chiamo... proprio due minuti... guarda... tu vedrai... fra due minuti è chiamato». Poi ci sono rapporti poco chiari con due consiglieri della Corte dei conti, Mario Sancetta e Antonello Colosimo, l'operazione di «intelligence» a cui sembra prestarsi il figlio del procuratore aggiunto di Roma, Achille Toro, quelli di Anemone con don Evaldo Biasini della congregazione dei Missionari del preziosissimo Sangue di Roma. Persino la mafia, scrive il gip, sembra essere interessata al meccanismo.
il manifesto - 2011.12.07 - Roberta Carlini
Le cariche del governo Monti
Professor Malinconico
Nel governo dei «tecnoprofessori», così li ha definiti un rapporto di Openpolis, almeno in un caso, il titolo di «professore ordinario» è un po' speciale. Trattasi dell'unico caso (almeno, questo risulta ai giuristi italiani) di professore universitario salito in cattedra senza concorso, per nomina governativa. Una possibilità durata pochi mesi e poi cancellata - in effetti, fa un po' a pugni con la retorica del merito e quella dell'autonomia universitaria - ma durata abbastanza per promuovere un grand commis d'eccezione, che adesso ritroviamo tra i banchi del governo tecno: Carlo Malinconico, già presidente della Fieg, attuale sottosegretario con delega all'editoria, già capo del legislativo a palazzo Chigi con il primo governo Prodi. La strada breve presa dal professor Malinconico si chiama Scuola superiore dell'economia e delle finanze, la gloriosa ex-scuola Vanoni, diretta emanazione del ministero dell'Economia. I docenti della scuola possono venire dalla stessa amministrazione o dall'università, e per tutta la durata del loro incarico sono equiparati ai prof ordinari. E fin qui, nulla di strano. Senonché, con un comma infilato di soppiatto in una legge che non c'entrava niente, nell'ottobre 2001, si stabilì che, una volta nominati dal governo a tempo indeterminato, i prof della ex Vanoni entravano a tutti gli effetti nel giro degli ordinari universitari: dunque, potevano essere chiamati «per trasferimento» da un'università ed entrare in ruolo. Senza concorso, e senza passare per il via. La leggina durò poco, perché fu cancellata dopo un anno dal parlamento: e solo un'università la utilizzò, quella di Udine, chiamando in cattedra il consigliere di Stato Carlo Malinconico (poi trasferito a Roma Tor Vergata). Il quale ha legittimamente usufruito di una possibilità prevista, appunto, dalla legge: ma, al contrario di tutti i suoi colleghi prof, non ha dovuto mostrare e dimostrare il curriculum accademico superando una selezione (per quanto discutibile come quella dei concorsi universitari italiani). Dopo proteste e discussioni tra gli addetti ai lavori, il parlamento ha abrogato la legge e dal settembre 2002 la scorciatoia è stata chiusa. Chi è fuori è fuori, ma chi è dentro è dentro.
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La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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