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LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
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Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
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I dieci punti fondativi del Paese che vogliamo
Da Teano nasce una nuova responsabilità collettiva, questo Patto per l'Italia. Questa è l'Italia che vogliamo costruire. E sono questi i valori, le fondamenta su cui c'impegniamo a costruirla.
1) È l'Italia che accoglie il profugo, lo straniero perseguitato, disperato, costretto all'emigrazione da guerre e disastri ambientali, da un'economia globale escludente e punitiva. Un paese aperto al mondo, accogliente, multiculturale.
2) È l'Italia che garantisce a tutti i suoi abitanti un minimo vitale, un reddito di cittadinanza, che valorizza il lavoro e la produzione di beni socialmente utili e compatibili con l'ambiente.
3) È l'Italia che protegge, cura e preserva, per le generazioni future, il suo straordinario patrimonio culturale, storico, architettonico. È il paese dei paesaggi armoniosi, costruiti attraverso un secolare e paziente interscambio tra uomo e natura. L'Italia della co-creazione, tra l'attività umana e questa Terra che ci è stata regalata.
4) È l'Italia che riduce i consumi , lo spreco, e valorizza il riciclaggio degli scarti di lavorazione e consumo, mentre combatte il riciclaggio del denaro «sporco». Paese delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, della sovranità energetica ed alimentare.
5) È l'Italia dei prodotti tipici, della biodiversità agricola , gastronomica, culturale. Delle mille reti solidali tra produttori e consumatori, che costruiscono ogni giorno un altro mercato, equo e solidale, con il lavoro e l'ambiente.
6) È l'Italia che si fa amare in tutto il mondo nel campo dell'arte, della cultura , della scienza, dello sport. Il paese del bello e/è buono, della ricerca scientifica finalizzata al miglioramento della qualità della vita, della cultura come bene comune ed accessibile a tutti.
7) È l'Italia della pari dignità tra uomo e donna, della condivisione delle responsabilità pubbliche e private. È il paese del legame forte e solidale tra vecchie e nuove generazioni, che vede nell'anziano una risorsa e nei giovani una pianta che ha diritto a crescere in un terreno fertile e ricco d'acqua.
8) È l'Italia della pace e della solidarietà internazionale, che si batte perché la guerra sia messa al bando, il disarmo liberi risorse umane e finanziarie per sostenere le popolazioni più deboli, per ripristinare l'habitat degradato. Lotta affinché sia abolita in tutto il mondo la pena di morte (Usa e Cina inclusi), perché la tortura sia messa al bando, perché le carceri siano un luogo di recupero e non un girone dell'inferno.
9) È l'Italia che rispetta la memoria delle sue vittime, che pretende la verità e la trasparenza nella gestione della res publica. L'Italia dei mille comuni, della democrazia partecipata, dove i cittadini sono soggetti attivi e responsabili, dove la Scuola ha un valore fondamentale ed al prezioso lavoro dei suoi operatori è riconosciuta la giusta mercede e dignità.
10) È l'Italia di Falcone e Borsellino, di don Diana e Impastato e di migliaia di cittadini che hanno perso la vita per non cedere al ricatto dei poteri mafiosi e occulti. All'avanguardia nella lotta contro la nuova borghesia criminale che sta conquistando il pianeta con capitali insanguinati.

TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
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