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| di MARINA FORTI
Non diffondete il Bt
Tre nuovi studi confermano molte delle riserve avanzate da ambientalisti, entomologi, agronomi circa le piante "modificate" per produrre il Bacillus Thurigiensis (Bt). Il Bt è un batterio naturalmente presente nel terreno che ha effetto velenoso su diversi insetti dannosi alle colture agricole: per questo è usato, fin dagli anni '50, come un insetticida naturale (è molto apprezzato anche nell'agricoltura definita biologica). Le grandi aziende dell'agro-chimica, che negli ultimi anni si sono buttate a capofitto nell'ingegneria genetica, hanno sviluppato varietà di cotone, patate, mais e altre piante di largo uso agricolo il cui codice genetico è stato modificato per produrre il Bt: piante con l'insetticida "incorporato".I nuovi studi (citati dall'ultimo numero di Worldwatch , bimestrale dell'omonimo istituto di Washington) sono stati condotti su colture di patate e mais Bt (due studi si devono alla Stazione federale svizzera di ricerca per l'agroecologia e l'agricoltura, uno allo Scottish Crop Research Institute).Segnalano due differenze importanti tra il Bt usato come insetticida da spruzzare sui campi e quello prodotto dagli organismi "modificati". La prima: il Bt di derivazione naturale è molto specifico, cioè le sue tossine sono attivate solo quando ingerite da certi insetti; la versione prodotta da piante geneticamente modificate è alterata in modo da essere attiva contro un'ampia gamma di insetti. Il risultato è che anche insetti benefici alle piante (perché si nutrono di larve e insetti dannosi) sono esposti alle tossine del Bt. Gli studi dimostrano che la mortalità negli insetti benefici adulti e nelle loro larve raddoppia in presenza di colture "modificate". Studi preliminari suggeriscono poi che anche la popolazione di uccelli che si nutrono di insetti dei campi risentano dell'effetto negativo. La seconda differenza è che le colture "modificate" rilasciano Bt in dosi alte (tra 10 e 20 volte la dose letale delle formulazioni di insetticida a base di Bt), dai tessuti e durante la stagione della crescita.
I ricercatori svizzeri e scozzesi avvertono inoltre che dosi così massicce di insetticida aumentano le probabilità che le generazioni successive di insetti dannosi diventino più resistenti alla tossina usata, in questo caso il Bt. Il rischio di avere nuove generazioni di insetti e parassiti resistenti al Bt è la principale ragione per cui gli ambientalisti denunciano l'introduzione di cotone Bt, mais, patate e quant'altro: un efficace insetticida naturale alternativo sarebbe in breve vanificato. Certo, il problema non si verificherà al primo raccolto, forse serviranno diverse stagioni perché la resistenza al Bt emerga. Ma questa, con la devastazione degli insetti, è un buon motivo per non diffondere le colture "modificate" al Bt.
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