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TERRA TERRA
07.02.1999
  • | di FULVIO GIOANETTO
    Il fungo, il rospo e le rane
    Allarme rosso negli stagni e negli acquitrini, temperati o nelle umide foreste tropicali: le popolazioni di rane, raganelle e altri anfibi stanno scomparendo. Più di 200 specie nel mondo si sono estinte o sono in via di rapida sparizione. Grazie alla loro pelle permeabile (che serve a respirare e bere), all'alimentazione variata e al vivere fra l'acqua e la terra, gli anfibi sono estremamente sensibili al degrado ambientale, al punto da costituire dei bioindicatori ecologici. Le cause di questo declino, direttamente legata alle attività antropiche, sembravano evidenti: scomparsa delle zone umide, pesticidi, piogge acide, introduzione di specie esotiche, forse anche l'aumento delle radiazioni ultraviolette per il rarefarsi dello strato di ozono.

    Ma anche in ambienti incontaminati e selvaggi certe specie muoiono, mentre altre proliferano tranquillamente; dunque gli zoologi hanno deciso di monitorare gli anfibi in pericolo per limitare gli effetti di questo improvviso declino. Tra i primi responsabili, ecco un fungo parassita acquatico che ha già ucciso una decina di specie di rane tropicali in Australia e Centroamerica. Microscopico, senza nome, attacca lo strato di cheratina della pelle delle rane, disidratandole e soffocandole.

    Oltre 40 specie e varietà di anfibi sono già scomparsi nella riserva di Monteverde, in Costarica, dove potrebbe essere stato "seminato" dalle suole delle scarpe o ai treppiedi delle macchine fotografiche dei turisti, o dalle deiezioni degli uccelli; in più i cambiamenti climatici hanno reso le rane tropicali più sensibili al fungo parassita. Diffuso solo di recente in Centroamerica, questo fungo chytride non produce danni in molti altri vertebrati, ma ha già decimato diverse specie di anfibi in cattività negli zoo del Bronx (New York), di Filadelfia, di Chicago e in diversi acquarium australiani. Per minimizzare i rischi di diffusione del contagio è in vigore un codice preventivo per i naturalisti, che consiste nel disinfettare con alcool l'equipaggiamento, usare guanti per toccare gli animali e evitare di spargere fango e terra dei siti sospetti; altre raccomandazioni chiedono ai turisti e agli specialisti di non visitare i siti a rischio.

    Gli altri uccidi-rane? i pesticidi agricoli organoclorati e insetticidi di sintesi, come il methoprene, che causa delle deformazioni agli arti e uccide le rane. Nel Yosemite Natiolan Park, California, fra il 50 e l'80% delle rane sono scomparse, e i pesticidi della California trasportati dal vento decimano gli anfibi in Sierra Nevada, Winsconsin, Minnesota e nei parchi dell'Ontario. Ma anche il veleno secreto dal rospo Bufo marinus (introdotto in Australia nel 1935) ha distrutto specie endemiche di serpenti, pesci e marsupiali predatori.

    Così si corre ai ripari. Il Dipartimento di stato Usa finanzia 3.000 siti per il monitoraggio delle delle rane, gli allevatori in Arizona e in New Mexico proteggono, nutrono e allevano anfibi a rischio: un allevatore ha dotato il ranch di 17.000 acri di stagni e cisterne la rara rana leopardo Chiricahua.

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