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| di FRANCO CARLINI
Tre cattive notizie per gli elefanti. La prima è una minaccia indiretta: con l'autorizzazione degli organismi internazionali e il parziale favore di alcune associazioni ambientaliste, è stata autorizzata la vendita (solo in Giappone) delle zanne accumulate nei magazzini di stati africani come Botswana e Zimbabwe. La caccia resta proibita e sarebbe garantito che il commercio avverrà con tutti controlli del caso, per evitare che all'avorio lecito se ne aggiunga dell'altro, frutto di recenti e illegali cacce. La decisione vuole essere un gesto di buona volontà verso quei paesi che hanno dimostrato di essere attivi ed efficienti nella repressione del bracconaggio e nella tutela della propria fauna più preziosa. Ma un filo di preoccupazione monta: infatti riaprire il mercato dell'avorio (che era stato egregiamente sostituito da ottime plastiche dure) reinnesca una domanda, che bisognerebbe deprimere.La seconda notizia, pubblicata sulla rivista Science, dice che alcune morti degli elefanti ospitati negli zoo americani sono dovute a una forma particolarmente micidiale di herpes. Dei 34 cuccioli nati negli ultimi 13 anni tra Canada e Usa, nove sono morti di herpes. Non è il virus di tipo "simplex" che infetta l'uomo annidandosi nelle cellule nervose e periodicamente emergendo sotto forma di bolle e eruzioni cutanee. Questo virus colpisce invece il tessuto endoteliale, per esempio di arterie e cuore, e il suo esito è sovente l'infarto. Particolarmente esposti sono gli elefanti asiatici, quelli africani ne sarebbero invece immuni, pur potendo funzionare come vettore.
Ma anche per i grandi mammiferi del continente nero, un allarme è stato lanciato di recente. Qui sono abbastanza abbondanti - al punto che alcune riserve risultano oramai sovrappopolate - ma nei mesi scorsi alcuni biologi hanno osservato nel Gabon casi frequenti di giovani animali che esibivano comportamenti anomali. Tutti hanno occhi molto bianchi e quasi chiusi e Peter Walsh, ecologo delle popolazioni, pensa che possano essere affetti da una forma di cecità. La causa, per ora solo ipotetica, potrebbero essere le micidiali Wasnannia auropunctuata, una specie di formiche rosse (le fire ant) che, originarie dell'America centrale e meridionale, stanno facendo danni in tutto il mondo, e che sembrano inarrestabili perché restie a ogni trattamento chimico, anche dei più violenti. Sono pochissimi i loro nemici naturali eventualmente attivabili e importabili. Sono arrivate fino alle Galapagos e alle Salomon, hanno creato grande allarme tra i coltivatori statunitensi, e ora vanno colonizzando le Coste d'Africa.
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