-
| di MARINA FORTI
La coltivazione della palma da olio guadagna terreno in tutto il sud-est asiatico. In Indonesia - dove l'olio di palma è diventato una voce importante dell'export - l'area coltivata a palma da olio arriva a 3,2 milioni di ettari aumenta al ritmo di 300mila ettari l'anno: la stima è citata dall'ultimo numero del bollettino del World Rainforest Movement, movimento mondiale per le foreste pluviali, che si sofferma sulla terribile scia di conflitti sociali provocata dalle grandi piantagioni.Il problema segnalato da tante organizzazioni ambientali e civiche in Indonesia è che la palma da olio si diffonde in piantagioni su grande scala (per questo parlano di "monocoltura"), ricavate di solito a spese di terre considerate "incolte" dal governo ma in realtà occupate da foreste, magari da piccole coltivazioni di sussistenza, e abitate da popolazioni indigene o comunità rurali. Sumatra e Kalimantan (la parte indonesiana del Borneo), ma anche la più piccola Sulawesi (Celebes) e le isole più lontane, fino a Irian Jaya (Papua occidentale), sono cosparse delle nuove piantagioni: a volte usano come manodopera i coloni venuti da Java, trasmigranti inviati dal governo o emigranti "spontanei". L'affare è in mano a un piccolo numero di gruppi industriali che di solito controllano l'intero processo, dalla coltivazione della palma alla trasformazione dell'olio. Tre quarti dei circa 650 investitori che hanno chiesto al governo concessioni per piantagioni di palma sono stranieri - malesi, cinesi, del piccolo e ricco Brunei, e occidentali. Ma ci sono anche investimenti finanziati dal governo: spesso con i fondi destinati alla riforestazione, denunciava tempo fa il coordinamento ambientale sociale Walhi.
Un caso emblematico è quello della regione di Riau, Sumatra, segnalato nello studio compiuto di recente dal Wwf indonesiano e altre due organizzazioni ambientali. Là, ai bordi del Parco naturale Bukit Tiga Puluh, due aziende hanno ottenuto concessioni ed espropriato terre, senza molta considerazione per il "diritto indigeno alla terra", ma con la protezione attiva della locale polizia: circa 3.000 ettari sono ora convertiti in piantagioni di gomma e palma, mentre le comunità sloggiate non hanno neppure avuto dei risarcimenti.
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
-
Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11









