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TERRA TERRA
21.04.1999
  • | di MARINA FORTI
    Lo "sviluppo" di Monsanto
    Non è raro che un "progetto di sviluppo" serva a promuovere gli interessi commerciali di un'azienda. Ma quello promosso nel nord-est della Thailandia con la sigla Inpact ("Partnership innovativa per i cambiamenti tecnologici nell'agricoltura") è davvero sfacciato. Partners del progetto sono Monsanto, Irri e Pda: la prima è una multinazionale leader nel settore dell'agrochimica; il secondo è un istituto di ricerca basato nelle Filippine e finanziato dalla Banca mondiale attraverso il suo "Gruppo consultivo per la riocerca agricola internazionale". L'ultima è un'organizzazione non governativa thailandese, "Population and Community Development Association". Il progetto Inpact afferma di voler "migliorare il tenore di vita delle comunità rurali della Thailandia nord-orientali". La realtà è che userà un programma di micro-credito per incoraggiare i coltivatori di riso di due distretti della provincia di Buri Ram, nel nord-est, a usare pesticidi e altre tecnologie della Monsanto. Essenziale sarà l'addestramento impartito ai contadini dagli agronomi di Irri. Le tecnologie includono livellamento dei terreni, tecniche di dissodamento, uso di macchine (trattori), uso di erbicidi, sementi "di qualità migliorata", tecnologie di raccolta e battitura.

    A cosa punti il progetto è chiaro: sviluppare la coltivazione di riso su larga scala, intensiva e possibilmente meccanizzata; creare ed espandere un mercato per i pesticidi di Monsanto in Thailandia, e non solo: per le sue sementi "migliorate", siano ibridi o semi geneticamente modificati. Non ultimo, per la multinazionale agrochimica si tratta di ripulirsi l'immagine, grazie all'alleanza con un istituto di ricerca e a un'organizzazione per lo "sviluppo". E' noto che la strategia di Monsanto nelle biotecnologia ruota attorno a sementi "modificate" per resistere al suo erbicida "Roundup" (glifosato). Monsanto è anche proprietaria della famigerata "Terminator Tecnology", che rende sterili i suoi semi in modo che gli agricoltori debbano ricomprarli a ogni semina.

    Due organizzazioni ambientaliste - Biothai (thailandese) e il Pesticide Action Network-Asia e Pacifico (Pan-ap) - sono insorte contro il progetto "di sviluppo", concepito "per riorganizzare la coltura del riso in Thailandia in modo funzionale a multinazionali dell'agrobusiness come Monsanto". Se il progetto prenderà piede, il micro-credito sarà usato non per "migliorare il tenore di vita" dei contadini, ma il tenore delle vendite di Monsanto in Thailandia.

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