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| di MARINA FORTI
Una piantagione sperimentale di mais "Gm" ("geneticamente modificato") è stata invasa da una quarantina di persone, ieri mattina nelle campagne di Lyng, Inghilterra orientale. Erano militanti di Greenpeace armati di un trattore con falciatrice meccanica: prima che la polizia potesse fermarli hanno tagliato buona parte del mais. Tra venti e 30 persone sono state arrestate, informa il comando di polizia della contea di Norfolk: tra loro anche il direttore esecutivo di Greenpeace Regno Unito, Lord Peter Melchett. Ed è proprio lui che ha commentato: "Ora che sono distrutti tre dei sette siti sperimentali governativi su scala industriale, l'intero programma di commercializzare inquinamento genetico sotto le mentite vesti di ricerca scientifica è a rischio".La piantagione presa di mira ieri è infatti la terza distrutta o danneggiata in Gran Bretagna negli ultimi due mesi. E' un campo di 2,4 ettari dove l'azienda agricola Walnut Tree Farm aveva permesso alla multinazionale AgroEvo, con permesso governativo, di sperimentare un suo mais modificato. Piantato a maggio, doveva fiorire nei prossimi giorni. Ora l'esperimento è compromesso, dicono i responsabili dell'azienda. Immediate le polemiche. Nel governo, il ministro delegato alla ricerca scientifica Jack Cunningham si è lamentato: "Come potremo avere un dibattito razionale e informato sulla protezione dell'ambiente se c'è chi distrugge le prove sperimentali su cui condurre il dibattito". L'obiezione di gran parte del mondo ambientalista è quella espressa ieri dal direttore di Greenpeace: la sperimentazione ammanta di scientificità una preoccupazione esclusivamente commerciale. "Se il governo insiste nel condurre esperimenti contro il volere popolare, spetterà a organizzazioni come Greenpeace agire a nome del pubblico".
La pretesa di "agire a nome del pubblico" in questo caso è fondata su un allarme diffuso attestato da sondaggi e dalle vendite nei supermercati - non è un caso se le maggiori catene di distribuzione hanno pubblicizzato ampiamente il loro impegno a togliere dagli scaffali i prodotti contenenti cibi "modificati". In effetti la Gran Bretagna è il paese europeo dove la questione dei cibi geneticamente manipolati ha sollevato più sensazione, e dibattiti più estremi. E' là che un'organizzazione ambientalista, Friends of the Earth , ha pubblicato in giugno la prima mappa dettagliata dei siti dove il governo ha autorizzato coltivazioni Gm sperimental: sono 140 già autorizzati e 8 in attesa del via libera, in gran parte in Inghilterra. Accusato di incoraggiare così "attacchi terroristici" contro le coltivazioni sperimentali, Charles Secrett, direttore di Friends of the Earth, si era difeso: "Il pubblico ha il diritto di sapere dove (queste colture sperimentali) stanno crescendo", per quali aziende, impollinando quali campagne circostanti...
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