mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
TERRA TERRA
02.09.1999
  • | di MARINA FORTI

    In Kenya, la vita di una comunità di cinquemila persone dipende ora dal verdetto di un tribunale. Si tratta degli Ogiek, gruppo indigeno che abita una zona nota come Tinet Forest, nella provincia della Rift Valley. Nel maggio scorso hanno ricevuto un'ingiunzione dalle autorità: 14 giorni di tempo per lasciare quella foresta, dove gli Ogiek vivono raccogliendo miele e frutti spontanei della boscaglia.

    Primitivi? Sarà, ma nella loro resistenza gli Ogiek hanno subito usato uno strumento del diritto moderno: una causa legale. A nome dell'intero gruppo, Francis Kemei ha presentato un ricorso producendo prove che la sua gente abita nella Tinet Forest almeno dagli anni '30 e può dunque vantare un diritto su quel territorio. Tinet, nel cuore della foresta Mau, circa 200 chilometri dalla capitale Nairobi, è terra appartenente allo stato (il quale in teoria riconosce il diritto consuetudinario delle popolazioni indigene). La realtà però è che il governo di Daniel arap Moi ha concesso quella foresta demaniale (e numerose altre) a notabili politici e potenti investitori locali (ricordate il caso della Karura Forest, alle porte di Nairobi, preda di palazzinari amici del presidente?). Ma per sfruttare la foresta è necessario cacciare via gli abitanti umani con le loro capanne e villaggetti...

    Il ricorso ha avuto l'effetto immediato di sospendere lo "sfratto" da Tinet Forest, ma ora gli Ogiek aspettano la sentenza della corte. Cacciarli via non sarebbe solo una violazione del loro diritto costituzionale a vivere sulla terra ancestrale, è una minaccia alla loro sopravvivenza: "La foresta è la sola casa che abbiamo mai avuto", spiega Francis Kemei. Fuori dalla boscaglia perderanno le fonti di sostentamento, frutti commestibili e piccoli animali da cacciare, e le loro abilità non serviranno più a nulla. Perderanno le scuole e la rete di piccolo commercio costruite nel tempo (in una vita solo in apparenza 'primitiva'). Perderanno i luoghi di sepoltura degli avi. In cambio potranno andare a ingrossare una periferia urbana, vivacchiare al margine, comunità ormai smembrata, persone senza senso...

Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI