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TERRA TERRA
17.11.1999
  • | di MARINA FORTI

    Perché ha smesso di moltiplicarsi il delfino dell'Indo? Si tratta di uno dei rari delfini d'acqua dolce rimasti al mondo: ha lontani cugini nel Gange, nello Yangtzé - dove vive l'ormai raro (e minacciato) Baiji - e nel Rio delle Amazzoni e Orinoco, dove vive il delfino detto Boto. Ma tra i delfini di fiume quello dell'Indo è singolare: il platinista minor , chiamato bhulan nella locale lingua sindi, è un mammifero dall'aspetto delicato, morbido, i riflessi rosa e strani organi sessuali che assomigliano a quelli femminili (umani). Nel Sind, la regione meridionale pakistana dove l'Indo sfocia nel mare arabico, la leggenda popolare vuole che il bhulan abbia avuto origine da una donna fatta scivolare nel fiume da un dio vendicativo. Più probabilmente discende da delfini dell'oceano che si adattarono all'ambiente fluviale 50 milioni di anni fa, ritengono gli scienziati. E' singolare, il delfino dell'Indo, anche perché è completamente cieco: ma "vede" grazie a un sistema di orientamento sonar altrettanto sofisticato di quello dei pipistrelli. Il bhulan nuota per lo più adagiato su un fianco - salvo quando emerge per respirare, con i salti caratteristici di tutti i delfini. Pare che nuotare sul fianco gli permetta di muoversi anche in acque poco profonde e di sentire il "terreno" con le pinne laterali.

    Il delfino dell'Indo è un mammifero protetto nel Sind fin dal 1972 (quando è stato "scoperto"), ed è iscritto nella "lista rossa" della Convenzione internazionale che vieta il commercio di specie minacciate (la Cites). Nel '74 il governo pakistano ha creato una Riserva del delfino dell'Indo, area protetta che si estende per 170 chilometri lungo il corso del fiume, tra le dighe di Guddu e Sukkur. Il divieto di cacciare il bhulan è totale, ma del resto nessuno pesca il delfino, in sé: solo che spesso questo resta impigliato nelle reti dei pescatori, incidente fatale soprattutto da quando le reti sono di fibre sintetiche, più resistenti. Fattostà che all'inizio l'area protetta ha permesso alla popolazione del delfino dell'Indo di prosperare, ma il beneficio è stato di breve durata. Negli anni '70 i delfini censiti nel'Indo erano 138; la popolazione era salita a 429 nell'86, ma da allora stagna. Gli incontri con le reti dei pescatori non sono così frequenti da spiegare il declino dei delfini ciechi, e i responsabili della riserva naturale cercano altre spiegazioni. Diverse ipotesi sono considerate: ma tutte puntano all'inquinamento del fiume, che raccoglie scarichi domestici e industriali. Analisi delle acque dell'Indo nel Sind, tra le due dighe, rivelano la presenza di metalli pesanti come rame, mercurio e manganese. Senza contare che le dighe stesse, da cui dipende un ottimo sistema d'irrigazione che annaffia il Sind, hanno tagliato le comunicazioni tra le popolazioni acquatiche dell'alto e basso corso del fiume. Il delfino cieco ne fa le spese.

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