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TERRA TERRA
25.11.1999
  • | di MARINA FORTI

    Il Sudafrica ha chiesto il permesso di vendere alcune tonnellate di avorio dei suoi magazzini. Lo ha chiesto alla Cites, la Convenzione internazionale sul commercio di specie minacciate che ha sede a Ginevra, cioè l'organismo che elenca le specie animali e vegetali meritevoli di protezione e limita (o vieta) la loro compravendita, intere o in parti. L'elefante è nella lista delle specie più minacciate; commerciare le sue zanne è assolutamente vietato ormai dal 1989. Eppure, il Sudafrica vuole venderne a tonnellate...

    Non è la prima richiesta del genere: l'anno scorso la Cites ha autorizzato Namibia, Botswana e Zimbabwe a vendere parte dei propri magazzini d'avorio. Era un permesso una tantum, per quantità definite, i cui proventi dovevano andare in progetti di conservazione ambientale e/o di lotta alla povertà rurale. Ora il Sudafrica vuole vendere 28 tonnellate di zanne di elefanti del Kruger Park, uno dei più antichi e immensi parchi naturali africani (copre un territorio grande quanto lo stato d'Israele). Provengono da animali morti in modo "legale" o da sequestri di merce contrabbandata. Come i suoi vicini, il Sudafrica chiede di venderli in una singola asta e spera di ricavarne oltre 16 milioni di rand (quasi 3 milioni di dollari). La richiesta sarà esaminata dalla prossima conferenza della Cites, a Nairobi (Kenya) il prossimo aprile. "Il Sudafrica deve giustificare la sua richiesta e indicare come intende spendere il ricavato", ha commentato un portavoce della Cites - che ha inviato una missione a controllare i dati forniti da Pretoria. Il permesso è probabile: il Sudafrica ha uno dei migliori record nella protezione e nella lotta alla caccia illegale. E poi, promette di spendere i proventi dell'asta in progetti di conservazione, tra cui quello di creare nuove riserve in cui risistemare parte della popolazione di elefanti del Kruger: oggi sono più di 9.000, contro una "capacità di portata" del parco di 7.000.

    Per la verità ci sono alcune opposizioni alla richiesta sudafricana. La vendita precedente non è ancora stata valutata in tutte le sue implicazioni: mancano i rapporti del Elephant Trade Information System e del System for Monitoring the Killing of Elephants (Mike), i programmi di monitoraggio istituiti dalla stessa Cites. Alcuni gruppi animalisti obiettano che si rischia di dare spazio al mercato illegale: una volta autorizzata la vendita d'avorio, per quanto controllata, come escludere che entrino nel mercato zanne "illegali"? Il Kenya poi obietta che il bracconaggio è in aumento - proprio lo scorso luglio l'ente di protezione kenyota ha sequestrato 350 chili di zanne di contrabbando. Ma altre organizzazioni ambientaliste appoggiano la vendita. A che pro tenere zanne nei magazzini, quando possono finanziare imprese utili?

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