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| di MARINA FORTI
Il virus Ebola ha fatto notizia, quando si è manifestato per la prima volta in Africa. Sui giornali era per lo più indicato come "il misterioso virus", e in effetti era una malattia nuova, forse variante di virus già noti. Meno notizia fanno numerose altre "nuove" malattie infettive. Eppure le malattie in grado di "saltare" da una specie all'altra, inclusa quella umana, "pongono un pericolo grave e crescente per la salute umana e per la biodiversità globale", afferma uno studio pubblicato la settimana scorsa dalla rivista Science (con le firme di Peter Daszak, Istituto di Ecologia dell'Università della Georgia, Andrew Cunningham della Zoological Society di Londra e Alex Hyatt dell'Australian Animal Health Laboratory).Che le malattie viaggino insieme ai viventi non è certo una novità. Basti pensare al vaiolo e al tifo portato dai conquistadores spagnoli tra le popolazioni indigene del sud America (pare che 50 milioni di indios siano morti di malattie importate nel 15esimo e 16esimo secolo). O alla sifilide, che gli spagnoli riportarono nel vecchio continente. Meno studiate sono le malattie emerse tra gli animali venuti a contatto con il bestiame che i colonizzatori si portavano dietro.
Tutto è cambiato con la scoperta che animali selvatici possono rivelarsi "reservoir naturale" di virus e parassiti (quindi malattie) che possono rivelarsi assai virulenti tra gli umani. Un esempio è proprio Ebola, anche se mancano ancora ipotesi conclusive sul portatore del virus: forse un certo pipistrello, o alcuni piccoli mammiferi della foresta tropicale. In altri casi i passaggi sono più chiari. L'influenza, ad esempio, viene dal periodico scambio tra uccelli selvatici e domestici e maiali - di recente è stato provato che passa direttamente dagli uccelli agli umani. Altre malattie passano dagli animali domestici a quelli selvatici: come la brucellosi dei bovini che ha contagiato i bisonti americani.
"L'introduzione di animali in nuove aree geografiche, insieme ai loro patogeni, è un problema serio", concludono Daszak e colleghi, che associano la comparsa di nuove malattie infettive al passaggio di patogeni da animali domestici a quelli selvatici e viceversa, o al trasferimento di animali in nuove aree geografiche - oltre che al più generale riscaldamento del clima, che può far proliferare certi parassiti. Tutto ciò dovrebbe indurre a precauzioni: il passaggio di parassiti e virus è accelerato dal movimento attraverso frontiere e continenti di raccolti agricoli, legname, animali domestici - movimenti sempre più frequenti. Ma senza regole...
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