-
| di FRANCO CARLINI
Per informare gli italiani del successo portato a casa dal vertice di Montreal, i Verdi italiani hanno comprato un po' di spazi pubblicitari sui quotidiani. In realtà l'esito di quel vertice è abbastanza ambiguo e lo conferma il fatto che tutti dicono di avere vinto: dai paesi del terzo mondo agli Stati Uniti, dalle industrie di biotecnologia agli ambientalisti. Comunque qualcosa si è mosso, e si è strappato il risultato di un maggiore controllo dei cibi geneticamente manipolati e della loro etichettatura.Ottimo. E giusta certo l'idea di esplicitare, anche con la pubblicità, i successi riportati. Oltre a tutto il "copy" dell'annuncio (il testo), è pulito e non enfatico, ben scritto. Ma è sovrastato, purtroppo, da un "headline" (uno slogan, un titolo grande, di grande evidenza) che fa rabbrividire, anche quando fosse stato scelto con intento ironico. Eccolo: "A Montreal ha vinto il gene dell'intelligenza".
Ora, per quanto uno possa essere amante della natura, tifoso dell'evoluzione e appassionato dell'interazione tra geni e ambiente, se c'è una cosa che ha un segno reazionario, questa è la pretesa, di questi tempi assai diffusa, di riproporre un deteriore materialismo genetico, andando alla ricerca (grazie alle nuove tecnologie) delle cause genetiche dei comportamenti umani. Da qui i molti annunci, per lo più fasulli, del tipo: "scoperto il gene dell'alcoolismo", "trovato il gene della seduzione" e simili panzane.
Quanto all'intelligenza, ancora di recente i ricercatori del settore si sono interrogati sul valore scientifico del famoso Iq, il quoziente di intelligenza: lo hanno fatto nel dicembre scorso in un simposio londinese dedicato appunto alla "Natura dell'Intelligenza"; e per quanto esso fosse sponsorizzato dal colosso chimico farmaceutico Novartis, nessuno ha sproloquiato di geni dell'intelligenza. Meno che mai di uno solo.
Si ricorderà, del resto, la vera insurrezione negli ambienti scientifici provocata nel 1995 dal volume "La Curva a campana" che pretendeva di fondare scientificamente le diversità nel quoziente di intelligenza nei diversi pool genetici di neri, asiatici e ariani.
Ora, che i geni in qualche modo abbiano a che fare con le nostre prestazioni intellettuali è persino ovvio, dato sono loro che guidano la costruzione del cervello. Ma è altrettanto noto che la definitiva struttura della nostra rete di neuroni è concretamente forgiata nella fase dello sviluppo dalle esperienza sociali e culturali che ogni individuo compie: sia quelle nella pancia alla mamma, che tutte quelle a seguire. Sono cose che ogni verde colto sa benissimo, così come dovrebbe sapere, altrettanto nettamente, che questo è uno dei terreni su cui c'è un massimo di analfabetismo diffuso, e dove dunque l'ironia eventuale può non essere capita e addirittura essere presa per una cosa seria.
"Sorridere al futuro è bello", come dice un altro slogan verde, ma pur di farsi capire.
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
-
Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11









