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TERRA TERRA
16.02.2000
  • | di FRANCO CARLINI

    E' ormai completamente scompaginato il fronte delle nazioni di fronte al problema dell'avorio. Se ne avrà una netta conferma durante la prossima riunione del Cites, convocata per il 10 aprile a Nairobi in Kenya. Cites vuol dire "Convenzione Internazionale sul commercio delle specie minacciate" ed è un'organizzazione sotto l'egida delle Nazioni Unite cui aderiscono 134 paesi. E' sua cura classificare le specie animali in diversi elenchi, il primo dei quali vieta assolutamente ogni vendita di loro prodotti. E anche questa volta la questione calda sarà sicuramente la vendita di avorio. Per proteggere gli elefanti africani, negli ultimi dieci anni ogni vendita era stata proibita, ma nel corso dell'ultimo anno, su richiesta diretta di Zimbabwe, Botswana e Namibia, questi paesi sono stati autorizzati a mettere in commercio una parte dell'avorio che si era accumulato nei magazzini, provenendo da origine legittime (le zanne degli elefanti morti naturalmente). E quest'anno il fronte si presenta ancora più variegato: anche il Sud Africa chiede di poter vendere, mentre Kenya, Uganda e Tanzania e India premono perché si annulli l'esenzione e si torni al precedente blocco totale.

    In effetti il bilancio è imbarazzante: la vendita del vecchio avorio sarebbe dovuta avvenire in modo altamente controllato, ma la riapertura del mercato ha di colpo accelerato l'attività dei bracconieri: sono le meraviglie del libero commercio. Così il "Kenya Wildlife Service" riporta di almeno 67 incidenti di bracconaggio nel 1999 e avverte che la sua popolazione di 28 mila elefanti sta di nuovo tornando a rischio. Anche lo Zimbabwe, che l'anno scorso ha commercializzato 20 tonnellate di avorio ufficiale, ammette che gli episodi illegali sono in crescita: ben 84 elefanti sono stati uccisi nel parco nazionale di Chiwore. Ma avanza la teoria del complotto secondo cui i bracconieri sarebbero stati pagati e spinti dai nemici del paese, per screditarlo e mettere di nuovo in vigore il bando: insomma corruzione per fini di protezione ambientale. La tesi è assai curiosa e si basa su una confessione di dubbio valore rilasciata da uno dei bracconieri catturati.

    Quanto al Sud Africa: effettivamente i suoi parchi finora sono stati ben protetti. Promette anche di utilizzare i soldi ricavati dalla vendita di 28 tonnellate di avorio (valore commerciale circa 5 miliardi di lire) per creare una nuova riserva in cui spostare gli elefanti in eccesso del parco Krueger. Attualmente in questo rinomato parco vivono 9.000 elefanti, ovvero duemila in più di quanto il territorio permetterebbe. Per ridurre la loro pressione ambientale, alcune decine di individui sono stati fatti emigrare in altri paesi e si stanno sperimentando dei metodi anticoncezionali per abbassare la natalità. Il che non significa che la caccia illegale sia del tutto finita: il 3 agosto scorso funzionari cinesi hanno sequestrato alle dogane 221 zanne provenienti dal Sud Africa e arrestato sei persone.

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