domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
TERRA TERRA
04.05.2000
  • | di MARINA FORTI
    Chi controlla i semi transgenici?
    L'amministrazione Clinton ha annunciato un piano per "rispondere alle preoccupazioni dei consumatori" in materia di cibi geneticamente modificati. L'annuncio è di ieri. I comunicati della Casa Bianca parlano di nuove regolamentazioni: la Food and Drug Administration (Fda, l'ente federale responsabile della sicurezza di cibi e farmaci messi sul mercato) richiederà dati più precisi alle aziende che chiedono di mettere in commercio le proprie sementi transgeniche.
    L'ente federale americano dovrebbe così mettere fine a una situazione scandalosa. Negli ultimi otto anni la Fda ha basato le sue autorizzazioni su un "sistema volontario". In sostanza, le aziende che producono piante geneticamente modificate sono state tenute a comunicare qualità e benefici delle proprie "creazioni" alla Fda, che si limitava a controllare se la sperimentazione in campo aperto aveva dato i risultati annunciati dal produttore. In pratica, l'ente federale concede le sue autorizzazioni sulla base dei dati forniti dall'azienda stessa - e si può scommettere che non sarà il produttore ad avanzare dubbi sulla sua merce.
    Da qualche tempo questo sistema è sotto accusa, negli Stati uniti. La settimana scorsa i maggiori gruppi ambientalisti hanno firmato una petizione al Dipartimento all'Agricoltura per chiedere regolamentazioni più severe e puntuali, sulle specie transgeniche. Accusano l'amministrazione di aver lasciato mettere in commercio nuove piante prima di sapere se comportano rischi per l'ambiente. "Abbiamo bisogno di sapere molto di più sull'impatto a medio e lungo termine di queste nuove varietà, prima di metterle in circolazione", ha dichiarato David Adelman a nome di uno dei firmatari, il Natural Resources Defence Council (gli altri sono Greenpeace, Sierra Club, Environmental Defence e la Union for Concerned Scientists).
    Le organizzazioni ambientaliste insomma chiedevano di adottare criteri più scientifici per accertare il potenziale rischio ecologico associato alle nuove specie. Hanno ottenuto soddisfazione? Sembra proprio di no. A quanto annunciato da Washington la Food and Drug Administration chiederà alle aziende più dati sperimentali sulle loro creazioni transgeniche, mentre il Dipartimento dell'agricoltura esaminerà meglio le sperimentazioni. Ci saranno indicazioni per le aziende che vogliano etichettare i loro prodotti per dire se contengono ingredienti transgenici (la cosa è del tutto volontaria). "Dobbiamo far capire agli americani che stiamo parlando di una tecnologia molto promettente", ha dichiarato Neil Lane, consigliere scientifico della Casa Bianca. Ma il nuovo "piano" non parla affatto di monitoraggio sugli effetti a lungo termine delle nuove specie modificate sull'ambiente e la salute.
    Eppure è un elemento non secondario. Nella loro petizione, gli ambientalisti chiedevano ad esempio di revocare l'autorizzazione data di recente a due tipi di zucchina "modificata" per resistere a certi virus. Uno studio della National Academy of Sciences (l'Accademia delle scienze degli Stati uniti) afferma che non è stato valutato il rischio che la zucchina transgenica si incroci con quella selvatica e spontanea, con il risultato di trasferire il patrimonio genetico modificato alla specie endemica - che scomparirebbe.
    Il caso della zucchina transgenica è citato dall'Accademia delle scienze in uno studio sulle regolamentazioni governative in materia di specie modificate. In quel caso, afferma lo studio, il Dipartimento dell'agricoltura ha ritenuto non rilevante il rischio di incrocio tra la specie transgenica e la sua cugina selvatica: ma sbaglia, e servono studi più a lungo termine per dire che il problema non sussiste. Ma su questo punto, l'amministrazione Usa ancora non ci sente.
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI