mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
03.06.2000
-
| di MARINA FORTI
Il corridoio degli elefanti
Ogni inverno, in novembre, gli elefanti della foresta di Handapanagala si mettono in marcia e raggiungono il Parco nazionale di Yaka, a circa cento chilometri di distanza. In primavera avanzata, a maggio, tornano sui loro passi e rientrano a Handapanagala, nello Sri Lanka meridionale, a sud di Colombo. Sono un centinaio di elefanti. Metodici, rifanno lo stesso cammino due volte all'anno: in novembre lasciano la foresta inondata dalle piogge torrenziali di stagione; in estate vi ritornano per abbeverarsi al fiume Manik Ganga.
Ora però il loro percorso rischia di essere "tagliato" dal progetto di espansione di un terreno da golf, una delle imprese turistiche che attraggono visitatori nello Sri Lanka. Il progetto ha suscitato le proteste di gruppi conservazionisti e preoccupa anche la popolazione locale. Il terreno da golf del distretto di Monaragala, circa 200 chilometri a sud di Colombo, si estende su 40 ettari ed attrae ogni anno centinaia di turisti di alto standard - si calcola una spesa media di 200 dollari per persona al giorno, cifra strabiliante agli occhi dei contadini locali. Anni di guerra nellle regioni tamil del nord-ovest dell'isola, e di instabilità politica nel resto del paese, hanno fatto declinare il turismo a Sri Lanka. Il golf però funziona, e il governo vuole ampliare il campo (e l'intera enclave turistica annessa, con hotel etc). Per questo ha già autorizzato i proprietari dell'impresa ad acquistare parecchi ettari di terra adiacente: si tratta di terreni agricoli e di foresta - tra cui anche il cammino degli elefanti. Il ministero del turismo spera di creare un "polo" dove i visitatori si intratterranno con il golf e con la visita al vicino parco nazionale di Yala, rinomato tra l'altro per gli elefanti, e magari a qualche resort marino. Se ben sviluppato e pubblicizzato, il turismo porterà lavoro e reddito in quella regione di poveri contadini che dipendono dalle piogge stagionali per la loro agricoltura, dice il ministero del turismo.
Campi da golf, dunque turismo d'alto bordo, contro agricoltura locale? Non è nuovo come conflitto - in Vietnam negli anni scorsi intere comunità di contadini sono insorte per salvare le proprie risaie, destinate a scomparire per far posto a bei terreni da golf con annessi hotel e piscine. In Indonesia, attorno a Banding e a Bogor, campi da golf costruiti negli anni di Suharto sono stati "reclamati" dagli agricoltori sloggati a suo tempo con compensi irrisori...
In questo caso, l'espansione dell'enclave turistica sarebbe un doppio disastro - per i pachidermi e per gli umani. Infatti, il golf taglierà il "corridoio" degli elefanti: "saranno costretti a cercare altre strade attraverso le zone abitate. Se resteranno bloccati nella foresta di Handapanagala senza poter raggiungere il parco di Yala impazziranno, e devasteranno campi e villaggi alla ricerca di acqua e cibo", avverte Charitha Gooneratne, segretario generale della Sri Lanka Wild Life and Nature Protection Society (all'agenzia Environment News Service ). La Società per la protezione della natura e della fauna selvaggia ha dunque chiesto al governo di non autorizzare quell'espansione, e di demarcare i "corridoi" degli elefanti, "così che possano muoversi tra le due foreste protette e siano salvati i villaggi", dice Gooneratne.
Il fatto è che il governo di Colombo non ha molti soldi per la protezione della natura - per quanto un parco come Yala sia una delle attrattive turistiche del paese, proprio come il golf. Anche prima che il governo tagliasse la spesa pubblica per aumentare il bilancio della difesa (per la guerra interna contro i tamil), la conservazione ambientale era la cenerentola del budget statale.
Così l'ente statale responsabile dei parchi (il National Wildlife Department) ha deciso di offrire baby-elefanti per l'adozione "a distanza": per circa 120 dollari al mese si può sponsorizzare un elefantino, magari uno di quegli esserini con le orecchie ancora rosa e la proboscide tremolante che popolano il parco di Uduwalawe, Sri Lanka meridionale, dove un "orfanotrofio" raccoglie una cinquantina di piccoli scampati ai bracconieri...
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