mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
TERRA TERRA
29.06.2000
  • | di FRANCO CARLINI
    Quel contadino conservatore
    Monkombu Swaminathan è un famosissimo genetista indiano, specializzato in piante. A suo tempo, negli anni '60 e '70, fu uno dei protagonisti della Rivoluzione Verde, grazie alla quale la resa di alcune delle coltivazioni cruciali per i popoli del terzo mondo venne accresciuta vistosamente. Se non servì a sconfiggere la fame, servì almeno a dare "un pugno di riso a tutti gli indiani" o quasi.
    La settimana scorsa Swaminathan è stato uno degli oratori più importanti e più ascoltati durante l'incontro internazionale sulla Diversità Genetica delle piante che si è tenuto a Kuala Lumpur. Qui ha detto cose assai sensate e dunque, di questi tempi, assai estremiste: "E' venuto infine il momento di porre fine all'amara ironia della povertà dei conservatori e della ricchezza degli utilizzatori. I conservatori sono i popoli e i contadini che per secoli hanno mantenuto e protetto la diversità biologica e ai quali nulla viene riconosciuto per tale lavoro, che pure è prezioso per tutta l'umanità" (e per il business agroalimentare).
    Qualcosa effettivamente sta succedendo in questa direzione, ma è troppo poco e troppo ambiguo, ritiene il genetista. Quello che sta delineandosi è questo: dopo sei anni di discussione all'interno della Fao è stato formulato un nuovo protocollo che dovrebbe regolare la questione. In sostanza tutti dovrebbero avere accesso alle varie banche dei semi vegetali (alcune sono preziosissime e contengono varietà rarissime), ma in cambio dovrebbero pagare delle royalties ai paesi in cui quei semi rari si sono sviluppati e sono stati conservati. I relativi dollari verrebbero poi utilizzati dai governi a favore della comunità contadine locali, ma nulla è detto né garantito. L'intero pacchetto verrebbe gestito dall'Istituto per le risorse genetiche vegetali (Ipgri).
    Tra gli scettici c'è appunto Swaminathan, il quale pensa che la ricompensa per gli oneri di conservazione debba andare direttamente agli agricoltori. Né sembra sufficiente quanto si delinea all'interno di un altro ente internazionale, il Wto, l'organizzazione mondiale del commercio; qui è stata messa a punto una proposta (Trips, Trade-related intellectual property rights) che vuole ricompensare gli innovatori vegetali, in sostanza coloro che riescono a ottenere delle varietà utili sia con il vecchio sistema degli incroci e delle ibridazioni, sia con l'uso delle biotecnologie. Nulla però è previsto a favore di coloro che hanno mantenuto vivi e attivi i materiali di base, le specie selvatiche e rare. Riconoscere questo valore anche monetario è sia una questione di giustizia che pratica. Infatti senza incentivi adeguati l'abbandono delle zone più dure, dove tuttora si conserva la diversità biologica, sarà inevitabile, e una volta che una specie è andata, non c'è più modo di farla rinascere.
    La storia recente del caffè è illuminante in proposito, ed è stata sollevata anche durante l'incontro di Kuala Lumpur. Nell'occasione ha preso la parola Tadesse Gole, un ecologo etiope attualmente all'università di Bonn: "Il mio popolo ha dato al mondo il caffè e ora ci aspettiamo che il mondo collabori con noi per salvarne il patrimonio genetico". E' il caffè arabico alla base di tutte le coltivazioni di tutto il mondo (copre il 90 per cento del mercato), ma di esso esistono diverse varietà, almeno un centinaio. Quando negli anni '70 il caffè brasiliano improvvisamente si ammalò, fu proprio alle foreste dell'Etiopia e alla banca dei semi della città di Jimma che i coltivatori fecero ricorso per azzerare la malattia, utilizzando piante che erano spontaneamente robuste. Il fatto è che le banche dei semi (alcune peraltro in seria difficoltà gestionale e finanziaria) non sempre bastano: la diversità sopravvive davvero e utilmente solo in piena natura. Ma le foreste del paese si sono dimezzate negli ultimi trent'anni e oggi coprono meno di duemila chilometri quadrati.
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI