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TERRA TERRA
06.12.2000
  • | di MARINA FORTI
    La "sporca dozzina"
    La signora Sheila Watt-Cloutier ha ben motivo di allarmarsi. "Gli Inuit hanno, accumulati nei loro corpi, livelli di sostanze inquinanti molto più alti di chiunque nei paesi industrializzati, anche se siamo assai lontani da dove sono prodotte", dice. Watt-Cloutier è la presidente canadese della Inuit Circumpolar Conference (Inuit sono le popolazioni indigene della regione artica americana e asiatica, a volte detti impropriamente Esquimesi). Ieri era a Johannesburg, Sudafrica, dove una conferenza di 121 paesi è riunita per mettere a punto un trattato sull'eliminazione di una lista di "inquinanti organici persistenti" (detti Pop, acronimo di persistent organic pollutants ): sostanze così definite perché restano a lungo nell'acqua, aria o suolo, e sono capaci di "viaggiare" e diffondersi anche molto lontano dalla fonte originaria. Non solo: persistono più a lungo nei climi freddi, ma soprattutto si accumulano nei tessuti adiposi, cioè il grasso, e risalgono le catene alimentari. Così, ad esempio, uno studio delle Nazioni unite che ha trovato nel latte materno delle Inuit tracce di diossina cinque volte superiori alle donne dei paesi industrializzati. "La dieta degli Inuit è molto grassa... Un'intero modo di vita basato sulla caccia e pesca delle nostre regioni ora si rivela fonte di avvelenamento".
    La testimonianza della rappresentante Inuit aggiunge urgenza a un negoziato che dura ormai da due anni, e ovviamente riguarda tutti noi: era stato lanciato nel 1998 dal Programma delle Nazioni unite per l'ambiente (Unep). Se la conferenza di Johannesburg avrà esito, sarà il primo trattato internazionale che elimina o limita un certo numero di sostanze ormai riconosciute come tossiche e pericolose per il loro effetto a lungo termine (dette Pop, acronimo di Persistent organic pollutants ). La lista ne comprende dodici: e solo a elencarle c'è da chiedersi come non siano già bandite ovunque.
    Ecco dunque l'elenco. Aldrin , un pesticida usato nei terreni contro termiti e altri insetti: può uccidere anche uccelli, pesci, umani. Chlordano , insetticida agricolo a largo spettro; uccide anche pesci e uccelli e danneggia il sistema immunitario degli umani (è già vietato o limitato in molti paesi). Ddt , insetticida ampiamente usato durante la seconda guerra mondiale per proteggere soldati e civili da malaria, tifo e altre malattie diffuse dagli insetti. E' vietato ormai in una trentina di paesi. Dieldrin e Endrin sono altri insetticidi agricoli che si accumulano nei terreni. Così l' eptacloro , considerato responsabile del declino di molte popolazioni di uccelli in nord America. L' esaclorobenzene (Hcb) , introdotto per la prima volta nel 1945 per combattere le erbacce, è usato anche contro diversi funghi che minacciano i cereali. Mirex è usato come insetticida contro una specie di formica, la "fire ant", che si è rivelata distruttrice quando è emigrata dal sud America di cui è originaria al nord, dove non ha trovato competitori naturali; ha effetti carcinogeni. Il Toxaphene è un insetticida usato sia in agricoltura che per combattere parassiti del bestiame. I Pcb , o poli-cloro-bifenili , sono composti chimici usati nell'industria soprattutto come isolanti (nei trasformatori elettrici) e come additivi in vernici e plastiche; sono stati collegati a disordini del sistema riproduttivo e immunitario. Infine, diossine e furani non hanno alcuna funzione: sono il prodotto collaterale e involontario della combustione incompleta (ad esempio sono emesse da inceneritori o dalle automobili) o della lavorazione di certi pesticidi o altre sostanze chimiche a base di cloruri. Gli effetti tossici sono ormai noti, dai danni al sistema immunitario alle mutazioni genetiche.
    Perché è così difficile bandire queste sostanze? In un solo caso è ancora discusso se i benefici superino il danno: è il caso del Ddt, che il Sudafrica usa per combattere la zanzara anofele e chiede di poter continuare finché non ci sia un'alternativa altrettanto efficace - la malaria è una minaccia immediata per la salute pubblica. Ma il vero ostacolo restano gli interessi dell'industria chimica che quei pesticidi produce. O la difficoltà di controllare diossine e furani: che, per pragmatismo, la bozza di trattato chiede di "ridurre" o "minimizzare", non di eliminare...
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