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TERRA TERRA
10.01.2001
  • | di MARINA FORTI
    La mappa della fame
    La mappa è a colori, rosso dove c'è più fame, digradante verso il giallo e poi il verde dove si mangia di più. E' il mondo visto dal Programma alimentare mondiale , l'agenzia dell'Onu per le emergenze alimentari: il Pam afferma che 830 milioni di persone oggi hanno fame , termine che indica la condizione in cui una persona non ha il cibo sufficiente a garantire gli elementi nutritivi per una vita attiva e sana. L'agenzia Onu indica due cause principali della penuria di cibo: disastri naturali e conflitti armati, ovviamente insieme alla povertà.
    Il lavoro del Pam è affrontare le emergenze, dunque tralasciamo qui le diverse forme di malnutrizione che affliggono il genere umano - l'Organizzazione mondiale della sanità di recente (1998) ha stimato che metà della popolazione mondiale soffra di qualche carenza alimentare: computa 1,2 miliardi di persone colpite dalla fame ("mancanza di calorie e proteine"), e circa 2 miliardi affette da cronica malnutrizione ("mancanza di vitamine e minerali"). La stessa Oms aggiunge che 1,2 miliardi di persone sono sovralimentate, ovvero sono affette da "eccesso di calorie spesso accompagnato da deficienza di vitamine e minerali", e questa è un'altra forma di malnutrizione: l'obesità è una malattia sociale che si diffonde rapidamente in paesi industrializzati insieme al cibo da fast food, ipercalorico, pieno di grassi e zuccheri, povero di tutto il resto...
    Ma limitiamoci qui a quegli 830 milioni di persone che non hanno abbastanza cibo. La mappa del Pam mostra dove si trovano, e non sorprende che 790 milioni siano in paesi "in via di sviluppo". Il colpo d'occhio è crudele: l'Africa è un continente quasi tutto rosso, il più colpito. In particolare, il Pam conta 180 milioni di persone malnutrite nella fascia subsahariana, dove decine di milioni di persone, in particolare donne e bambini, sono alla vera e propria fame: dal Sudan (dove il Pam stima che oltre 3 milioni di persone siano in pericolo), a Etiopia, Eritrea, Somalia, e poi Burundi, Sierra Leone, Guinea, Angola. Il Pam si allarma perché è aumentato il numero di nazioni già povere che sono devastate allo stesso tempo da conflitti armati o guerre civili e da disastri naturali - emergenze naturali e umane si sommano. L'agosto scorso l'agenzia Onu contava circa 100 milioni di persone colpite da siccità in una ventina di paesi. In Afghanistan, dove la siccità più grave degli ultimi 30 anni si somma alla guerra civile, 3 milioni di persone sono alla fame in senso stretto, e il flusso dei profughi verso il Pakistan è ripreso (in queste settimane si è aggiunto un freddo inusuale a rendere la loro vita miserevole). In tutta l'Asia le persone malnutrite sono 525 milioni (il 17% della popolazione), stima il Pam citando paesi come l'Indonesia, mentre usa di nuovo la parola fame per la Corea del Nord - entrata nel settimo inverno consecutivo di penuria alimentare - e per Mongolia, Cambogia, Bangladesh. Un caso a sé è l'Iraq, ancora sotto le sanzioni imposte dalle Nazioni unite dopo la guerra del Golfo: il 15% degli iracheni è malnutrito, dicono i dirigenti del Pam, e i bambini sotto i 5 anni sono la popolazione più a rischio. In America Latina e Caraibi l'11% della popolazione, o 53 milioni, non ha abbastanza cibo - le situazioni peggiori sono a Haiti e in Nicaragua, Bolivia, Honduras.
    La mappa del Programma alimentare mondiale mostra qualche situazione positiva - un esempio è il Vietnam, da cui il Pam ha deciso di ritirarsi: vi era arrivato 25 anni fa, appena finita la guerra, ma ormai il paese esporta riso. Ma mostra pure paesi che sono scivolati in una situazione di malnutrizione diffusa, come molto paesi ex sovietici dove ampi settori della popolazione non hanno reddito sufficiente a nutrirsi per bene. Nell'insieme, l'agenzia Onu per le emergenze ha assistito lo scorso anno 89 milioni di persone, soprattutto rifugiati e sfollati per guerre e/o disastri naturali, in 80 paesi. E non significa solo distribuire cibo ma fornire acqua potabile, organizzare sistemi di raccolta liquami, riorganizzare i sistemi agricoli...
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