domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
TERRA TERRA
07.02.2001
  • | di MARINA FORTI
    Sfruttati come elefanti
    Strana proposta: registrare e identificare gli elefanti domestici con microchip impiantati sottopelle, o forse con un tatuaggio. Ad avanzarla sono alcuni esperti veterinari e conservazionisti, che lunedì a Bangkok (Thailandia) partecipavano a una conferenza sulla salvaguardia dell'elefante asiatico. Secondo Richard Lair, consulente della Fao (l'organizzazione per l'agricoltura dell'Onu) e responsabile di uno dei maggiori centri per la conservazione degli elefanti in Thailandia, "senza un'anagrafe è molto difficile fare un buon lavoro per far rispettare la legge, garantire cure e controlli veterinari, fare ricerca sulla popolazione dei pachidermi, o in generale qualsiasi gestione del problema".
    Il signor Lair si riferiva agli elefanti domestici . In effetti l'elefante asiatico, più piccolo del cugino africano, è stato usato nei secoli come animale da soma, per aiutare in lavori agricoli, da trasporto, oltre che in templi e cerimonie e cortei regali, rivestito di ornamenti e baldacchini. E' vero che l'uso di un animale tanto ingombrante è crollato nei decenni più recenti, per via dell'industrializzazione, ma ancora ci sono tra 15 e 16mila elefanti addomesticati in Asia, meno della metà della popolazione di elefanti selvaggi. Nella sola Thailandia ce n'erano circa centomila all'inizio del secolo, ma ora sono assai meno - il bando sulla deforestazione nel 1989 ha contribuito a renderli inutili. Bangkok poi ha vietato la circolazione di elefanti per strada qualche anno fa perché intralciavano il traffico. Ma ancora sono ricercati come attrazione turistica, e sono tenuti nei templi per le cerimonie di rito. Pare inoltre che la Thailandia sia il centro di un fiorente contrabbando di baby elefanti da Birmania, Laos, Cambogia e Vietnam. Gli elefantini - commoventi, con gli orecchioni venati di rosa e la proboscide tremolante e il passo ancora incespicante - risultano un'irresistibile attrazione per i turisti occidentali che affollano i villaggi vacanza sulle coste thailandesi; magari sono addestrati a giocare nei circhi, e sono anche i preferiti per mendicare. Quando invecchiano saranno rivenduti come bestie da soma o se gli va bene a un tempio, o uccisi per le zanne d'avorio. Catturare un elefantino baby, fa notare la nota veterinaria thailandese Alongkorn Mahannop, significa ucciderne la madre e magari altri adulti che lo difendono, nella foresta: "L'applicazione delle leggi contro la caccia di frodo è molto lasca", diceva alla conferenza di Bangkok (di cui riferisce la Bbc). Il baby elefante può fruttare tra 85 mila e 200 mila bath, ovvero tra 2.000 e 4.600 dollari.
    Secondo Richard Lair, in tre anni sarebbe possibile censire e fornire di microchip tutti gli elefanti domestici thailandesi, e questo permetterebbe di proteggerli da maltrattamenti e malattie molto meglio di quanto sia possibile oggi: "Molti pensano che poiché siamo in Asia gli elefanti sono sparsi nella foresta e ad occuparsene ci sono burocrati arretrati. Ma non è così, il 90% degli elefanti asiatici vive nel raggio di un'ora di macchina da un Internet Café". Già, e questa vicinanza con gli umani è anche la rovina per gli elefanti selvatici - liberi, ma tutti fin troppo vicini a strade e villaggi e Internet Café, come dice il consulente della Fao. Un recentissimo rapporto del Wwf, Asian elephant in the wild , stima tra 35 e 50mila i pachidermi che sopravvivono in Asia allo stato brado, ovvero il 10% degli elefanti africani. Il Wwf dice che la maggiore minaccia è la caccia illegale per l'avorio. Fa notare anche che lo spazio vitale per gli elefanti si riduce. La deforestazione, la colonizzazione di nuovi territori per l'agricoltura, l'insediamento di nuovi villaggi e nuove popolazioni umane sloggiano gli elefanti e tagliano le loro tradizionali rotte migratorie. Così gli elefanti diventano una minaccia per gli umani: come quando, arrabbiati e affamati, devastano campi coltivati e travolgono persone - nella sola India si contano circa 300 morti all'anno in incontri fatali tra umani ed elefanti. Ovviamente i nuovi coloni, non abituati a convivere con i pachidermi senza intralciarsi a vicenda, si difendono uccidendoli appena possibile: sparano, avvelenano, uccidono per liberarsene e, en passant, per consumarne la carne e venderne le zanne d'avorio. Vita grama quella dell'elefante asiatico.
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI