domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
29.03.2001
-
| di MARINA FORTI
Cotone transgenico in Indonesia
Il Jakarta Post descrive una scena surreale. "L'ufficio provinciale per l'agricoltura ha negato che fossero in arrivo sementi importate. Ma attorno alle 13 i reporter hanno notato un aereo russo da trasporto Ilyusin, con la sigla IL-76T, nella zona militare dell'aeroporto. Gli addetti stavano scaricando un cargo di sementi. L'ampio aereo, affittato dall'agenzia Norse Air Charter di Johannesburg, era guardato a vista dalla polizia, e a reporter e fotografi è stato impedito di avvicinarsi". La scena si svolgeva il 17 marzo a Makassar, capitale di Sulawesi, una delle maggiori isole dell'Indonesia. A suscitare tanto scalpore era un carico di 40 tonnellate di cotone Bollgard, il cotone geneticamente modificato prodotto dalla multinazionale dell'agro-chimica Monsanto .
E' la prima volta che l'Indonesia autorizza l'ingresso di sementi transgeniche per la coltivazione su larga scala, e il quotidiano di Jakarta riferisce che l'arrivo è stato preceduto e accompagnato da forti proteste. Il cotone Bollgard è quello modificato per produrre la tossina del Bt, Bacillus thurigiensis , e dunque rendere la pianta resistente all'attacco di un parassita noto come "bolla del cotone". Il cargo atterrato a Makassar è stato importato da Pt Monagro Kimia, la filiale indonesiana di Monsanto, e viene dalla produzione di Monsanto in Sudafrica. E' stato accolto da dimostrazioni e proteste, riferisce il Jakarta Post : "Attivisti che reggevano lo striscione 'Contro il cotone modificato a Sulawesi meridionale' hanno cercato di intercettare il convoglio di camion che portava le sementi, modificate con Bt, e impedirgli di lasciare l'aeroporto. Un cartello che diceva Logistic depot rice era stato messo sulla facciata dei camion". Nel timore di contestazioni dunque le autorità avevano dapprima negato l'arrivo delle sementi transgeniche, poi finto che fossero derrate dirette ai magazzini di riso. A manifestare erano numerose associazioni ambientaliste, tra cui la Rete dei coltivatori organici (Ylk Sulsel). Di fronte alle proteste infine il direttore delle comunicazioni di Monsanto in Indonesia, Tri Soekirman, insieme ad altri funzionari, ha incontrato i cronisti: ha precisato che l'import e la coltivazione di quelle 40 tonnellate di semi di cotone Bollgard è stato autorizzato dal ministero dell'agricoltura, a Jakarta, con decreto emesso il 6 febbraio. Il cotone Bt sarà coltivato su 400 mila ettari, in quattro distretti di Sulawesi meridionale - e Monsanto spera che sia l'inizio di una proficua penetrazione sul mercato indonesiano...
L'arrivo di sementi transgeniche in Indonesia ha suscitato per la verità polemiche anche nel governo. La decisione del ministero dell'agricoltura è stata criticata dal ministro dell'ambiente Sonny Keraf, in nome del principio precauzionale. Era stato lui, in settembre, a far saltare un accordo tra il governo e la Monsanto : aveva fatto appello ai dubbi sulla sicurezza ambientale della coltivazione su larga scala di varietà transgeniche - ad esempio al rischio della diffusione di pollini alle specie indigene. Un accordo-quadro con il governo avrebbe facilitato il business di Monsanto , che però non si è arresa: ha corteggiato il ministro giusto, quello che poteva autorizzare il suo affare, finché ha ottenuto ciò che voleva. Per sostenere le sue ragioni aveva perfino imbarcato su un aereo qualche decina di contadini di Sulawesi - a cui già da 5 anni fornisce gratis il suo cotone transgenico per piccole coltivazioni "sperimentali" - e li aveva portati a manifestare a Jakarta.
Il trasferimento di sementi transgeniche dal Sudafrica all'Indonesia ha provocato polemiche anche nel paese africano. Diverse organizzazioni ambientaliste e sociali hanno indirizzato una lettera di protesta ai due governi. Il commercio di organismi geneticamente modificati è ancora incontrollato, dicono: "Il Protocollo di Cartagena (sulla biosicurezza, ndr ) ha l'accordo di molti paesi ma pochi l'hanno finora ratificato; né il Sudafrica né l'Indonesia sono tra questi. Il protocollo avrebbe reso obbligatorio il preventivo consenso informato per ogni scambio di Ogm". Al centro del protocollo sulla biosicurezza è il principio precauzionale: ma il Sudafrica e l'Indonesia hanno dimostrato di ignorarlo.
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