mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
26.04.2001
-
| di PAOLA DESAI
L'anomalia brasiliana
Il Brasile è l'unico tra i grandi produttori ed esportatori di soia che non abbia (ancora?) autorizzato la coltivazione di sementi transgeniche. Dal punto di vista dell'agro-industria mondiale è un'anomalia, ed è oggetto di battaglie commerciali, legali e politiche ormai feroci - tra i protagonisti ci sono associazioni di agricoltori, gruppi ambientalisti, forze politiche, e aziende straniere come Monsanto , prima produttrice mondiale di sementi di soia geneticamente modificata. Poiché la soia è la varietà transgenica più coltivata, è ovvio che il Brasile, secondo produttore di soia al mondo, sia un mercato che dà l'acquolina. Certo, altre considerazioni di mercato consigliano ai brasiliani di andarci piano. Ormai gran parte degli importatori di granaglie in Europa e Giappone chiedono merce senza ogm, per poter rifornire un'industria alimentare che si è vista costretta dal favore del pubblico a offrire prodotti "non transgenici". Negli Stati uniti (primo produttore di soia) non è obbligatorio separare i prodotti transgenici e non, anche se molti grossisti hanno cominciato a farlo per rispondere alla richiesta degli acquirenti. Il Brasile ha già il vantaggio di avere una produzione "Ogm-free"...
La battaglia è feroce, e la decisione (ormai imminente) del governo brasiliano non sarà indolore - anche perché quello che fa il Brasile avrà un'influenza su tutti i paesi in via di sviluppo. Oggi in Brasile è tecnicamente illegale coltivare sementi transgeniche. Il governo aveva autorizzato nel '98 l'uso di sementi di soia della Monsanto , ma una coalizione di gruppi di consumatori e ambientalisti ha fatto ricorso alla Corte federale citando tra l'altro la mancanza di meccanismi regolatori complessivi di questa nuova tecnologia: in attesa della sentenza, la coltivazione di soia Monsanto è sospesa in tutto il territorio nazionale. La Corte suprema ha poi giudicato che non erano ancora stati condotti tutti i test e gli studi necessari a escludere con certezza ogni danno ai consumatori e all'ambiente.
La battaglia ha diversi aspetti. Uno stato brasiliano, il Rio Grande do Sul, ha deciso di passare a una politica attiva e ha dichiarato due anni fa lo stato "libero da organismi transgenici". Il Mato Grosso do Sul ha seguito l'esempio: in entrambi gli stati ispettori pubblici girano nelle campagne a controllare che le aziende agricole non usino semi transgenici. I governi locali hanno tentato di convincere i propri agricoltori che "Ogm-free" poteva diventare un vantaggio commerciale, ora che l'Europa chiede prodotti non transgenici. La realtà è che dalla vicina Argentina le sementi transgeniche sono arrivate, di contrabbando, acquistate da proprietari agricoli che considerano più competitive le coltivazioni transgeniche dei vicini. Neanche i coltivatori però sono unanimi. Nel Parana, altro stato meridionale, un gruppo di 300 agricoltori di recente ha preso una decisione opposta: sono passati all'agricoltura "organica", ed esportano i loro raccolti in Europa attraverso un progetto chiamato Terra Preservada ("Terra protetta"), o vendono l'olio dei semi di soia organica alla catena britannica di cosmetici naturali The Body Shop . Si tratta di piccoli coltivatori, 15 o 20 ettari ciascuno, nulla in confronto alle gigantesche fazende che determinano il mercato. Ma è un segnale importante: e per i produttori organici l'introduzione di coltivazioni transgeniche sarebbe un disastro, perché è impossibile evitare del tutto la contaminazione attraverso i pollini.
La Società rurale brasiliana , associazione di coltivatori, è favorevole all'uso di sementi transgeniche: ma allo stesso tempo sostiene che la decisione dev'essere politica, e va fatta tenendo conto dell'opinione dei consumatori - e non imposta con arroganza attraverso il contrabbando. Nel frattempo il governo brasiliano sta finanziando in modo generoso programmi di ricerca su modifiche genetiche di un'ampia varietà di specie vegetali tropicali: dal batterio che produce nitrati nel terreno, evitando così l'uso di fertilizzanti azotati che inquinano le falde acquifere, a varietà di agrumi e di papaya resistenti ai parassiti al girasole multicolore...
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
di Luisa Betti - 18.09.2013 15:09
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
STREET POLITICS
Giuseppe Acconcia
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
ANZIPARLA
Giulia Siviero
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08
SERVIZI










