mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
20.05.2001
-
| di MARINA FORTI
Il grande massacro dei polli
In un paio di settimane, un milione e duecentomila polli e altri gallinacei saranno stati uccisi a Hong Kong. Lo ha ordinato il governo del territorio cinese per fermare la diffusione di un virus d'influenza, assai virulento, che uccide in pochi giorni tutti i pennuti colpiti. E' stato identificato mercoledì scorso da alcuni ricercatori dell'Università di Hong Kong, dopo che un migliaio di gallinacei erano morti nel giro di ventiquattr'ore in tre diversi mercati della città. Subito i tre mercati erano stati chiusi e seimila polli uccisi, ma poi altre galline hanno cominciato ad ammalarsi in altri 10 mercati. Così, venerdì il governo ha ordinato la mattanza: quasi ogni pollo, gallina, anatra e altro pennuto domestico in età da finire sul mercato viene ora ucciso con anidride carbonica e poi sepolto in una discarica. Siamo di fronte a un virus "acuto e virulento", ha confermato ieri la segretaria all'ambiente e alla sicurezza alimentare Lily Yam; si diffonde in fretta e sterminare l'intera popolazione di polli adulti è sembrato necessario: "Se non agiamo con rapidità, è difficile prevedere come l'epidemia potrebbe evolvere in futuro".
Torna alla mente la grande mattanza del 1997, quando Hong Kong fu costretta a distruggere 1,4 milioni di pennuti, tutto il pollame del territorio. Allora l'influenza aveva contagiato gli umani, uccidendone sei e infettandone altri 12: era la prima volta che un virus di quella che era chiamata "influenza aviaria" saltava la barriera della specie per attaccare gli umani. Che gli uccelli (selvatici e non) fossero un reservoir naturale di virus dell'influenza era risaputo, ma per la prima volta si osservava un passaggio diretto. In quel caso fu identificato un ceppo chiamato H5N1, un sub-tipo dell'influenza A (un altro subtipo che attacca gli umani è il H9N2, che si era manifestato nel marzo del '99 sempre a Hong Kong). Si manifesta con sintomi classici: febbre, malessere generale, mialgia, mal di gola e tosse, a volte congiuntivite. Quale fosse la sua origine non è stato accertato con sicurezza: forse polli arrivati dalla Cina continentale, da cui Hong Kong importa il 70% dei circa 100mila volatili che consuma ogni giorno. Ma forse anche uccelli selvatici: difficile dire, nessun ricercatore si sbilancia. Allo stesso modo non sarà facile capire da dove viene il virus di questi giorni. I ricercatori dell'Università di Hong Kong lo hanno definito una variante del H5N1 ed escludono che attacchi gli umani. Ma non escludono che possa mutare e rivelarsi contagioso anche per la popolazione umana, ed è questo che ha spinto le autorità al massacro preventivo: "Un'esercitazione su larga scala", l'ha definito la signora Yam.
La prevenzione include misure di sanità pubblica, come la disinfezione chimica di tutti i banchi dei mercati di pollame e il blocco delle importazioni dalla Cina continentale (di nuovo guardata con sospetto). La vicina Macao sta facendo lo stesso, il contagio è arrivato anche tra i polli dell'ex colonia portoghese. L'intera operazione durerà tre settimane e costerà all'incirca 10 milioni di dollari, calcola la signora Yam, inclusi i risarcimenti (insufficienti, già si lamentano i negozianti). Il capo esecutivo del territorio, Tung Che Hwa, ha cercato di rassicurare i cittadini dicendo che il mercato riaprirà al più presto. "Abbiamo bisogno di capire come è successo e perché con estrema precisione", ha detto. E in effetti resta da capire perché proprio a Hong Kong l'influenza aviaria sia così ricorrente, e perché qui sia passata agli umani. Finora si fanno ipotesi: puntano sulle norme di igiene negli allevamenti e nei mercati, e sugli scarsi controlli sul pollame importato dalla Cina. In parte additano la densità della popolazione (sia gallinacea che umana), che offre ai virus il terreno per proliferare e mutare rapidamente. Del resto, non sappiamo quanto sarebbe stato virulento il virus H5N1 se avesse pututo continuare a diffondersi tra gli umani. Non ci sono neppure prove che il virus sia stato trasmesso da un umano all'altro. Ma sono tutte cose che è meglio non sperimentare sul campo...
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