domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
03.06.2001
-
| di LESTER BROWN
Il potenziale del vento
Il piano energetico annunciato dal presidente George W. Bush il 17 maggio non considera il potenziale contributo di una maggiore efficenza energetica. Né considera l'enorme potenziale dell'energia eolica, che nei prossimi 20 anni probabilmente contribuirà più del carbone alla capacità di generare energia negli Usa.
In breve, gli autori di quel piano sembrano non capire cosa succede dell'economia energetica mondiale, e hanno sfornato una strategia più appropriata all'inizio del ventesimo secolo che al ventunesimo. Enfatizzano il ruolo del carbone, che nel mondo ha raggiunto il suo picco nel 1996 e da allora è declinato dell'11%. Perfino la Cina, che rivaleggia con gli Usa come grande consumatore di carbone, dal 1996 ha ridotto nel 24% il consumo di questo combustibile così inquinante e distruttivo del clima.
Allo stesso tempo, in tutto il mondo l'uso di energia eolica è quasi quadruplicato negli ultimi 5 anni. Negli Usa, la American Wind Energy Association progetta per quest'anno un aumento di capacità del 60%. L'energia eolica era una volta confinata alla California, ma negli ultimi 3 anni centrali eoliche sono state connesse alla rete in Minnesota, Iowa, Texas, Colorado, Wyoming, Oregon e Pennsylvania - facendo passare la capacità da 1.680 megawatt a 2.550. I circa 1.500 megawatt che si aggiungeranno quest'anno sono sparsi in una dozzina di stati. Una centrale eolica da 300 megawatt, attualmente in costruzione al confine tra lo stato di Washington e l'Oregon, sarà la più grande al mondo. Ma questo è solo l'inizio. L'ente elettrico Bonneville Power Administration in febbraio aveva annunciato l'intenzione di comprare 1.000 megawatt di capacità di elettricità prodotta col vento, e invitava a presentare proposte: ne ha ricevute abbastanza per costruire 2.600 megawatt di capacità in cinque stati. Potrebbe accettarne molte, e progetta di avere almeno un sito operativo entro quest'anno. Un'altra centrale, in fase di progettazione nel South Dakota vicino al confine con l'Iowa, con i suoi 3.000 megawatt di capacità sarà dieci volte più potente di quella in Oregon/Washington.
Il punto è che i miglioramenti nella tecnologia delle turbine a vento, che riprende molto dall'industria aerospaziale, hanno abbassato il costo dell'energia eolica da 38 centesimi di dollaro per chilowattora nei primi anni '80 a qualcosa tra 3 e 6 centesimi oggi, a seconda da quanto ventoso è il sito. In alcuni siti il vento è ormai competitivo con i combustibili fossili, e in alcuni è addirittura più economico che bruciare petrolio o gas. E con grandi aziende cone Abb, Shell International o Enron che investono in questo settore, ulteriori tagli nei costi sono prevedibili.
Il vento è una grande fonte di energia mondiale. Negli Stati uniti, le Grandi pianure del mid-west sono l'Arabia saudita dell'eolico. Tre stati ventosi come il North Dakota, il Kansas e il Texas hanno abbastanza vento sfruttabile da coprire il fabbisogno elettrico nazionale. La Cina potrebbe raddoppiare la sua attuale capacità installata con il solo vento. L'Europa occidentale, così densamente popolata, potrebbe coprire tutti i suoi bisogni di elettricità con turbine a vento off-shore. Già oggi la Danimarca, leader mondiale nella tecnologia e nella manifattura di turbine eoliche, ricava il 15% della sua elettricità dal vento. (...) Via via che i costi crollano e le preoccupazioni per il clima aumentano, sempre più paesi saliranno sul treno dell'energia eolica.
(...) Oltre a ignorare il potenziale del vento, la strategia energetica di Bush sorvola sulla necessità di stabilizzare il clima. La sua è una strategia ad alto rischio. Se tutto resta come ora, il Comitato intergovernativo sul cambiamento del clima (Ipcc) prevede un aumento della temperatura globale fino a 6 gradi Celsius in questo secolo. E saranno responsabili gli Usa, primo produttore mondiale di anidride carbonica. Agli Stati uniti serve un piano energetico per questo secolo, che tenga conto dei progressi tecnologici nella produzione di energia eolica, delle celle a combustibile o dei generatori a idrogeno, e anche della necessità di stabilizzare il clima.
Lester Brown presiede il Earth Policy Institute. Questo testo è stato pubblicato il 31 maggio
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