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TERRA TERRA
23.08.2001
  • | di MARINA FORTI
    Il riso basmati ha vinto la causa
    Ideputati hanno cominciato a lanciare accuse al governo. Dai banchi dell'opposizione le proteste si sono fatte sempre più sonore, finché il gruppo parlamentare del Samajwadi Party, che rappresenta caste contadine dell'Uttar Pradesh, nella pianura del Gange, hanno interrotto i lavori cantando slogans: "Gli agricoltori di questo paese sono traditi", "questo governo è contro gli agricoltori". La seduta del parlamento è stata sospesa per alcune ore...
    La cronaca del turbolento dibattito parlamentare viene da New Delhi, India. Oggetto di tanta polemica è la notizia che l'Ufficio Usa dei brevetti (Us Pto) ha emesso una sentenza, il 14 agosto scorso, in cui riconosce tre brevetti su altrettante varietà di riso derivate dall'indiano basmati a favore della ditta texana RiceTec. La decisione è stata emessa in risposta a un ricorso presentato dal governo indiano, e la stampa del grande paese asiatico ne ha parlato come di una sconfitta per l'India: una ditta statunitense è riconosciuta proprietaria di varietà di riso originarie del subcontinente indiano. Invano il ministro indiano del commercio si è presentato martedì ai deputati, alla ripresa di quella turbolenta seduta, per dichiarare che il brevetto concesso negli Usa non porterà alcun danno agli agricoltori indiani e al loro export: l'opposizione accusa il governo di non aver difeso abbastanza un prodotto nazionale.
    A ben vedere però quella sentenza non è una vittoria per la ditta texana - tutt'altro. Il caso del riso basmati è un noto esempio di quello che usiamo chiamare "biopirateria". Il riso basmati cresce ai piedi delle montage innevate dell'Himalaya, nelle terre irrigate dall'Indo e dal Gange. E' un riso dai chicchi allungati e aromatici: in India e in Pakistan è pregiato ma anche all'estero è molto noto, non c'è ristorante indiano in Europa o negli Stati uniti che non ne faccia uso. Nel 1997 però la RiceTec ha ottenuto un brevetto sul "suo" riso basmati, ottenuto semplicemente dall'incrocio della varietà indiana con altre varietà a chicco allungato. Il basmati texano è del tutto identico per aspetto e sapore a quello che cresce in India e Pakistan, ma RiceTec afferma di averlo prodotto con un procedimento "nuovo". L'Ufficio brevetti degli Stati uniti ha accettato di considerarlo una "novità", e ha attribuito alla ditta texana il brevetto sul riso più coltivato nell'India settentrionale, ora in commercio con i nomi Texmati, Kasmati o Jasmati e la definizione american basmati...
    Si capisce che in India il brevetto sul basmati americano susciti scandalo, come se qualcuno in Texas volesse brevettare gli spaghetti. Né è solo una questione di principio: l'India ha esportato l'anno scorso 650 mila tonnellate di basmati (di cui un quinto va sul mercato statunitense) e conta di esportarne altrettanti quest'anno; anche il Pakistan esporta basmati. Benché non sia una quantità enorme - altre sono le voci che pesano nell'export del subcontinente - è chiaro che se la RiceTec può chiamare american basmati il suo riso, venduto in Usa a prezzo pi-basso, India e Pakistan subiranno un danno economico. Così nel '98 l'India ha avviato una causa legale contro il brevetto americano. Insieme, ha preparato una legislazione sulle "denominazioni di origine geografica", incaricando il Consiglio per la ricerca scientifica (il Cnr indiano) di raccogliere le "impronte genetiche" delle piante medicinali e agricole nelle sue banche semi. Un altro ricorso legale al brevetto del basmati è stato presentato dalla Campaign Against Biopiracy (Campagna contro la biopirateria), rete di organizzazioni non governative in collegamento con l'indiana Research Foundation for Science, Technology and Ecology (Fondazione di ricerca sulla scienza, tecnologia ed ecologia) diretta da Vandana Shiva.
    L'esito della battaglia legale è proprio la decisione annunciata il 14 agosto dall'Ufficio dei brevetti Usa. Il brevetto riconosciuto nel '97, tanto ampio nella definizione che poteva coprire il basmati indiano, è ridimensionato: il brevetto ora copre le tre varietà di riso ottenute dalla ditta texana, denominate con altrettanti numeri (Bas867, Rt1117, Rt1121) ma non con il nome "basmati", su cui RiceTec non potrà vantare alcun diritto.

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