mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
05.09.2001
-
| di FRANCO CARLINI
La fame diminuirà, ma non per tutti
Sì, c'è la fame nel mondo e quella dei bambini in particolare. Mentre il governo italiano esibisce un rimarchevole disinteresse alla sostanza del problema, occupandosi solo di come trasferire fuori Roma i delegati della Fao, quello tedesco ospita da ieri a Bonn una conferenza internazionale con più di mille partecipanti da tutto il mondo.
Il tema è "Sustainable Food Security for All" (una sicurezza alimentare sostenibile per tutti) ed è organizzata da una delle agenzie più importanti del settore, l'Ipri (International Food Policy Research Institute) di Washington. Nell'occasione l'istituto presenta le sue ultime ricerche, dedicate alla sottoalimentazione dei bambini del mondo, e i risultati non sono incoraggianti: da qui all'anno 2020 la malnutrizione infantile diminuirà solo del 20%, a meno di scelte più coraggiose e lungimiranti da parte dei paesi ricchi.
Lo studio, un volume di 224 pagine, è ovviamente basato solo su delle proiezioni al computer (un modello matematico) e queste cercano di tenere conto di tutti i possibili fattori che influenzano il fenomeno: per i 16 principali alimenti vengono esaminati i fattori di produzione, distribuzione e consumo nelle diverse aree geografiche, incrociandoli con le possibili azioni politiche e sociali, dalla liberalizzazione dei commerci alla crescita di investimenti nell'agricoltura, nella sanità e nella sicurezza alimentare.
I risultati non sono confortanti, o almeno non lo sono per tutti. Secondo l'Ipri dunque nel giro dei prossimi 20 anni - che non sono comunque pochi - l'America Latina potrebbe avere sconfitto la malnutrizione infantile e la Cina potrebbe dimezzarla, ma in India, allo stato attuale delle proiezioni, questo continuerà a essere un problema acuto, dato che un terzo di tutti i malnutriti saranno nel suo territorio. Come sempre, poi, le cifre peggiori riguardano l'Africa sub-Sahariana dove si annunciano "eccezionali emergenze alimentari" provocate dalle condizioni climatiche e dalla instabilità sociali e politiche. Tuttavia non si rassegna il direttore generale dell'Ifpri, Per Pinstrup-Andersen: "C'è la possibilità di correggere questo stato di cose - ha dichiarato - e con modeste modifiche delle politiche e delle priorità si possono raddoppiare i risultati nella lotta alla malnutrizione". Quali? Lo spiega l'autore del rapporto, Mark Rosegrant: "il nostro scenario più ottimistico prevede che sia possibile ottenere una riduzione del 42% della malnutrizione con un investimento annuo di 10 miliardi di dollari che equivalgono a una settimana di spese militari del mondo".
E che dire delle biotecnologie? Queste spesso sono demagogicamente indicate come la soluzione principe di fronte ai problemi della fame nel mondo e gli oppositori degli organismi geneticamente modificati sono sovente accusati di essere anime belle e occidentali che condannano alla sofferenza gli abitanti dei paesi più poveri. Al riguardo la posizione di Pinstrup-Andersen è prudente: "la moderna biotecnologia non è l'arma magica per risolvere il problema del cibo, ma usata in congiunzione con i metodi tradizionali di ricerca può rivelarsi un utile strumento. Ha il potenziale infatti di accrescere la produttività dell'agricoltura".
Alla conferenza di Bonn viene anche presentato uno studio svolto da Greenpeace insieme a Bread for the World, un'organizzazione cristiana Usa. Il rapporto elenca 208 casi di sviluppi sostenibile in agricoltura, realizzati in 52 paesi in via di sviluppo. Secondo Greenpeace è la dimostrazione che "la fame e la povertà possono essere superati grazie a un'agricoltura sostenibile, senza ricorrere all'ingegneria genetica la quale minaccia la biodiversità, erode il suolo, inquina le acque e minaccia la salute umana".
La tesi è che combattere la fame è possibile, che i governi devono fare la loro parte e che nel trattare questi problemi ogni delega alla tecnologia è inevitabilmente fallimentare.
Rubrica quotidiana sull'ambiente
ultimo articolo pubblicato
ricerca
I 10 argomenti più trattati:
AGRICOLTURA [330]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
ANIMALI [208]
ENERGIA [190]
ALIMENTAZIONE [150]
PETROLIO [136]
COMMERCIO [93]
ETNIE [89]
SANITA [66]
RIFIUTI TOSSICI [62]
BIOTECNOLOGIE [59]
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA
Luisa Betti
-
Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
di Luisa Betti - 18.09.2013 15:09
NAPOLI CENTRALE
Francesca Pilla
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
LO SCIENZIATO BORDERLINE
Massimo Zucchetti
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
LOSANGELISTA
Luca Celada
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
FRANCIAEUROPA
Anna Maria Merlo
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
POLTERGEIST
Nefeli Misuraca
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
QUINTOSTATO
Roberto Ciccarelli
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
NUVOLETTA ROSSA
Andrea Voglino
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
STREET POLITICS
Giuseppe Acconcia
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
AUTOCRITICA
Francesco Paternò
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
HORROR VACUO
Filippo Brunamonti
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
ANZIPARLA
Giulia Siviero
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL
Gianni Proiettis
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08
SERVIZI










