mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
23.04.2002
-
| di MARINA FORTI
,
Il Giappone invaso dalle scimmie
Secondo alcuni è colpa della dieta occidentale: a furia di hamburger e cibo pieno di grassi ampiamente disponibile nelle discariche, ormai le scimmie sono sempre più grandi e aggressive. Altri dicono invece che la moltiplicazione delle scimmie riflette l'abbandono delle campagne. Fattostà che, per quanto sembri strano, il Giappone vive un vero boom della popolazione scimmiesca: da 15mila individui nel dopoguerra a circa 150mila oggi, una crescita di dieci volte in mezzo secolo. Ci sono località turistiche come Nikko, una stazione di montagna poco più di 100 chilometri nord di Tokyo, dove le scimmie sono diventate addirittura un problema di quiete pubblica (riferisce un corrispondente del New York Times). Le storie locali sono piene di «rapine» collettive ai danni dei visitatori, assalti ai cestini del pic-nic, tentativi di abbordaggio di auto in corsa. Le scimmie si sono moltiplicate tanto da sconfinare dal Nikko National Park: le autorità stampano anno dopo anno delle mappe per registrare l'avanzata dei primati. Le lamentele pubbliche si moltiplicano, i giornali riferiscono storie di scimmie che molestano donne e bambini, le madri accompagnano i figli a scuola in macchina nel timore che vengano aggrediti. Qualche negozio di souvenirs ha chiuso per i troppi furti (da parte di scimmie). Due anni fa le autorità municipali hanno vietato di dare cibo alle scimmie - il primo divieto simile in Giappone. Ma poco cambia, perché le creature hanno ampie occasioni di approvvigionamento - dai bidoni dei rifiuti fuori dai ristoranti alle banane estorte ai turisti con aggressioni moleste.
Fin qui, l'esperienza di Nikko in Giappone è molto simile a quella di tante località turistiche asiatiche, da certi templi indiani (dove, anzi, le scimmie sono nutrite dai bramini che vi vedono l'immagine del dio Hanuman) a quel parco di Bali dove bande di scimmie dall'aria scanzonata sono capaci di rubare gli occhiali al turista e poi aprire una serrata trattativa su quante banane siano un riscatto adeguato a restituire il bottino - con quello sguardo e quei gesti così umani che uno resta scosso, come guardarsi allo specchio.
Nel caso di Nikko però le scimmie sono il segno di una trasformazione più ampia della società giapponese. Non a caso il giornale americano le paragona ai coyote che si stanno moltiplicando ai bordi dei centri urbani statunitensi... Le scimmie trovano cibo facilmente disponibile e, da quando mangiano meglio, le femmine partoriscono tranquillamente un figlio all'anno. Vivono in bande, si spostano dalle aree montane in cui erano confinate alle zone agricole (sui giornali se ne parla spesso come di un flagello che rovina i raccolti e provoca 7 milioni di dollari all'anno di perdite). In zone particolarmente esposte le autorità stanno discutendo se lanciare campagne di sterilizzazione, per fermare la crescita. Alcuni villaggi rurali hanno messo taglie fino all'equivalente di 1.000 dollari per chi uccide il leader di bande di scimmie che imperversavano sui loro campi. Ma tutto questo è il segno di come si sia trasformata la società giapponese: ancora negli anni `60 un quarto della popolazione attiva del paese era occupata nell'agricoltura, oggi si aggira sul 5% (per la precisione: 5% nella popolazione maschile, 6% in quella femminile), e appena il20% dei giapponesi vive in zone rurali. Le campagne sono rimaste abbandonate. Le scimmie invadono terre dove non ci sono più agricoltori, né i loro cani. Una volta c'erano cacciatori di scimmie, oggi la cultura dominante è piuttosto avversa alla caccia e ridicolizza che caccia proprio le scimmie. Allo stesso tempo però circolano opuscoi e pubblicità sulle tecnologie anti-scimmia, comprese le reti attraversate da corrente a bassa tensione per proteggere orti e giardini. E in cittadine come Nikko ci sono squadre di vigili urbani che pattugliano le strade con reti e banane per catturare le scimmie molestatrici.
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