domenica 17 febbraio 2013
TERRA TERRA
26.05.2002
-
| di FULVIO GIOANETTO,
Centrali elettriche di frontiera
Due centrali elettriche progettate nell'abbronzata e ricca California, a qualche chilometro dalla frontiera tra Stati uniti e Messico, stanno provocando una mobilizazione senza precedenti non solo dei gruppi ecologisti ma anche degli abitanti dei due lati del controllato confine. Earthjustice e Wild Earth Advocate (www.earthjustice.org), in rappresentanza dei gruppi ambientalisti statunitensi e messicani, hanno chiesto alle autoritá statali e federali Usa accurate perizie di impatto ambientale per valutare la possibile contaminazione dell'aria, i rischi sulla qualitá delle poche acque ancora disponibili e le possibili ricadute sulla salute pubblica per gli abitanti delle regioni frontaliere dell'Imperial Valley (Usa) e Mexicali (Messico). E dopo gli scandali della Enron e delle mazzette versate ai funzionari locali per ottenere il monopolio dell'approvvigionamento energetico, con le loro ricadute sull'aumento delle tariffe elettriche dei consumatori, il dibattito sulla gestione energetica è particolarmente acceso. Ma se la California non sa dove piú dove approvvigionarsi di energia, anche il Messico ha bisogno di sviluppare nuove fonti per coprire le proprie necessitá produttive e la costante richiesta di elettricitá per le città di Tijuana, Mexicali e Nogales con il loro enorme sviluppo demografico. Di fronte ai tagli e alle carenze dei fondi federali, il governo messicano sta spingendo a tutto vapore, nonostante l'opposizione di una parte del parlamento, l'apertura del settore elettrico all'iniziativa privata. Soprattutto in Baja California, stato fra i piú industrializzati del paese, al secondo posto nella richiesta di fabbisogno energetico, isolato dal sistema nazionale di gasodotti ed elettricitá. Il gas naturale che consuma questo stato del nord del Messico arriva dagli Usa e quindi due imprese statunitensi (Sempra e Cms Energy) stanno cominciando in tutta fretta a costruire un terminal di gas naturale liquido, importato dalla Bolivia e trasportato dalle navi cisterna cilene - proprio in un paradiso naturalistico delle coste del Pacifico chiamato Costa Azul, a trenta chilometri dalla famosa cittá turistica di Ensenada. Il gas, una volta scaricato nel terminal, sará pompato attraverso un gasodotto lungo oltre cento chilometri fino alle centrali elettriche (Usa) di Rosarito e San Diego - distruggendo sul passaggio importanti habitat di matorrali costieri, zone umide e stagni. La ricchezza floristica e faunistica di questa enorme area protetta di matorral costiero mediterraneo è tale che il Wwf e altri gruppi conservazionisti hanno dichiarato, alcuni anni fa, questa parte della penisola californiana «zona di prioritá mondiale per la conservazione naturalistica e ambientale». Fra l'altro la zona del terminal è un'area di raccolta di ricci ed ostriche: il traffico delle navi cisterna e la costruzione del porto distruggerebbero l'attivitá e l'economia di centinaia di famiglie, oltre a farsi sentire sulla circolazione delle acque e la crescita di alghe ed altre specie marine, commerciali o meno. Il progetto creerá, a detta delle imprese, 2000 posti di lavoro durante la costruzione del terminal portuale (ma darà lavoro a solo 80 persone nelle fasi operative), e porterà benefici economici e ambientali (sic) per la regione. Da notare che la destinazione principale di questo gas liquido sarà la cittá statunitense di San Diego: e parrebbe logico che la ditta Sempra (con sede in San Diego) costruisse il terminal nei pressi di questa cittá o comunque in California. E' ovvio che non lo faranno per non incorrere nella legislazione ambientale statunitense, e poi per usufruire delle agevolazioni di investimento concesse dal Trattato di Libero Commercio a ogni impresa nordamericana che opera in Messico. Così alcuni gruppi ambientalisti californiani hanno presentato denunce legali al Dipartimento per l'enegia federale (Doe) e all'agenzia di protezione ambientale (Epa) accusando le imprese statunitensi di «esportare il nostro inquinamento in queste regioni messicane dove le leggi sono blande» e di contaminare l'aria «con i propri inadeguati sistemi di raffreddamento delle centrali e di scaricare i reflui salati nel New River, che svuota le sue acque nel Mare di Salton».
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