mercoledì 18 settembre 2013
TERRA TERRA
29.05.2002
-
| di MARINA FORTI
,
Il conflitto sul Rio Grande
La concorrenza per l'acqua sta scaldando le due sponde del Rio Grande. Il fiume che nasce dalle montagne Rocciose del nord America - e per un lungo tratto segna la frontiera tra gli Stati uniti e il Messico - non arriva ormai più a sfociare nel Golfo del Messico: nell'ultimo tratto è ridotto a un rigagnolo fangoso, poi evapora: ormai tra il letto del fiume e l'oceano c'è la sabbia. Una volta era un fiume possente: ma poi la domanda d'acqua per l'agricoltura e per gli acquedotti urbani lungo i suoi tremila chilometri è aumentata. Gli ultimi nove anni di siccità hanno dato il colpo di grazia. E con la penuria, scoppia il problema della suddivisione del prezioso liquido tra le due nazioni rivierasche. Gli Stati uniti contestano al Messico un debito di 456 miliardi di galloni (pari a 1.723 miliardi di litri d'acqua). Un trattato del 1944 infatti definisce quanta acqua le due nazioni debbano lasciar affluire nel fiume dagli affluenti sulle rispettive sponde, e secondo quel trattato il Messico negli ultimi 10 anni ha trattenuto più acqua del dovuto nei reservoirs delle sue dighe sul Rio Conchos, il maggiore affluente del Rio Grande, nello stato di Chihuahua. Così, 1.500 chilometri più a valle, i coltivatori del Texas sud-orientale vedono arrivare appena il 40% dell'acqua disponibile in annate normali - e hanno dovuto razionarla. Comprensibile che siano sul piede di guerra: tra un mese o due i loro raccolti saranno del tutto persi. Negli ultimi giorni ci sono state proteste, ponti bloccati, petizioni al Dipartimento di Stato (il ministero degli esteri). C'è chi suggerisce di chiudere per ripicca le chiuse del fiume Colorado che comunica col Rio Grande...
Il presidente messicano Vicente Fox, che un anno fa aveva definito l'acqua «una questione di sicurezza nazionale», non nega il debito e dice che lo pagherà - ma non è chiaro come. Fox ha più volte accusato il regime precedente (del Partito Rivoluzionario Istituzionale) di aver lasciato una situazione disastrosa, reti idriche che perdono, acqua usata come merce di scambio politico - gratuita per le imprese agricole e minerarie e i grandi allevatori. Per due volte di recente Fox ha discusso con il presidente Usa George Bush il debito d'acqua - l'ultima durante un colloquio telefonico un paio di settimane fa, a quanto riferisce il New York Times. Fox ha chiesto tempo, e un prestito di 420 milioni di dollari per una nuova rete idrica. Intanto il governatore del Coahuila, Enrique Martinez, rilascia dichiarazioni tassative: «Non possiamo ripagare il debito perché l'acqua non c'è». Le autorità del Chihuahua dicono che i reservoirs delle due dighe sono al livello più basso degli ultimi 30 o 40 anni: non si può distribuire quel che non c'è. La stampa Usa cita foto satellitari secondo cui la valle del Conchos è verde, i messicani avrebbero mantenuto i livelli normali di irrigazione nei propri confini - a scapito dei farmers texani più a valle, i quali si sentono traditi dal loro presidente e sacrificati alle buone relazioni con il vicino del sud. Proprio come, sull'altra sponda del fiume, i contadini messicani si sentono penalizzati da un sistema che ha sprecato acqua per decenni e ora rischia di far pagare proprio a loro il debito accumulato. Molti chiedono di rivedere quel trattato «diseguale» del `44.
Il fatto è che nel `44 nella valle del rio Grande vivevano 200mila persone, oggi 20 milioni. Le città gemelle di El Paso (Texas) e Ciudad Juarez (Chihuahua) erano villaggi di frontiera: ora fanno insieme oltre 2 milioni di abitanti, e chiedono acqua. La valle del Rio Grande (sulla sponda nord, Texas) ha avuto un boom agricolo negli anni `30 e '40, con colture che «bevono» tanto, agrumeti e canna da zucchero. E però il 90% dell'agricoltura dipende dall'irrigazione ed è alimentata proprio dal Rio Grande e dalle falde acquifere, il grande bacino sotterraneo chiamato Hueco Bolson tra il Texas occidentale e il New Mexico. Ma ora anche le falde sono quasi esaurite, e poi la domanda urbana compete con quella agricola. Così la siccità ha solo rivelato un problema più profondo: il bacino del Rio Grande è stato spremuto troppo.
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