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TERRA TERRA
05.06.2002
  • | di MARINA FORTI ,
    Le false promesse del cotone Bt
    L'avvento del cotone Bt è stato celebrato in Cina come un successo meraviglioso. Il motivo è comprensibile: una decina d'anni fa la coltivazione del cotone era in crisi nelle pianure del nord cinese, nel Hubei, anzi era sul punto di scomparire, decimata da un'epidemia del parassita chiamato «bolla del cotone», un microscopico vermetto chiamato Helicoverpa armigera. Il parassita era diventato quasi resistente ai pesticidi, che i contadini cinesi usavano irrorare in quantità sempre più massicce. La «bolla del cotone» è però sensibile a una tossina prodotta da un bacillo che si trova naturalmente nel suolo, il Bacillus Thuringiensis: così quando è arrivato sul mercato cinese il cotone Bt, il cui patrimonio genetico è stato modificato per fargli produrre quella tossina, ai coltivatori cinesi è sembrata una manna. Nel 1997 la Monsanto, multinazionale Usa con sede a East St.Louis, è stata autorizzata a produrre in Cina il suo cotone Bt in joint venture con ditte locali. Da allora la diffusione è stata velocissima: nel 2000 già un milione di ettari di terreno erano coltivati con questa varietà transgenica (un terzo del cotone prodotto nel paese). Nel 2001 erano 1 milione e mezzo di ettari - ovvero il 35% del totale dell'area coltivata a cotone in Cina. Il cotone è di nuovo coltivato anche nel Hubei, e là la percentuale di quello Bt sale al 90%. Ovviamente è stata una manna anche (forse soprattutto) per la Monsanto: il suo cotone Bollgard rappresenta due terzi di tutto quello transgenico coltivato (il resto è cotone Bt prodotto da ditte cinesi). Ora però il grande successo è rimesso in discussione. Il cotone Bt mostra un impatto avverso sull'ambiente già dopo cinque anni di coltivazione commerciale, dimostra lo studio compiuto da uno scienziato cinese, il professor Xue Dayuan, dell'Istituto di Scienze ambientali dell'Università di Nanjing (e consulente di Greenpeace). Il cotone Bt in effetti è efficace nel controllare il parassita della «bolla», soprattutto nella fase della germinazione - e però ha anche una serie di impatti avversi considerevoli, osserva il professor Wue con un insieme di test di laboratorio e osservazioni sul campo. Il primo è che il vermetto della «bolla» diventa resistente alla tossina del Bt in tempi brevi, cosa ormai osservata con certezza anche negli Stati uniti. Lo studio cinese precisa: la sensibilità del vermetto al Bt diminuisce di un terzo dopo 17 generazioni, e di mille volte dopo 40 generazioni. Questo significa che il cotone Bt avrà perso la sua immunità dal parassita della «bolla» dopo 8 o 10 anni consecutivi di coltivazione. Non solo: la resistenza del cotone Bt al parassita decresce col tempo, e già alla terza o quarta generazione non è completa, e infatti gli agricoltori cinesi devono spruzzare 2 o 3 volte antiparassitari chimici contro la polla sulle piante adulte, tra metà luglio e la fine di agosto.

    L'altro problema osservato dallo studio cinese è che il cotone Bt avrà successo contro la «bolla», ma in quei campi crolla anche la popolazione di predatori naturali nemici dei parassiti. E il cotone Bt non controlla gli altri parassiti che pure attaccano il cotone, in particolare quelli che succhiano la linfa della pianta - come gli afidi del cotone, gli acari, trifidi, emitteri, la mosca bianca del cotone, la cavalletta del cotone: anzi, quando la «bolla» è sotto controllo questi arrivano a diventare il parassita principale e si sostituiscono nel ruolo di grande devastatore.

    Il professor Xue osserva che il cotone Bt «è stato immesso nell'ambiente prematuramente: dopo cinque anni, i coltivatori e gli scienziati stanno già affrontando gli effetti negativi». E accusa: «I contadini cinesi sanno troppo poco sulle interazioni delle varietà transgeniche con l'ambiente. Erano state suscitate grandi speranze, che ora stanno crollando, e la realtà dimostra che l'industria degli Ogm ha diffuso false promesse». Mentre i rappresentanti di Greenpeace in Cina si chiedono che Monsanto sarà ritenuta responsabile del danno provocato...

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